Malagò: se non fossi già vostro tesserato, mi affilierei al Csi

Attesissime e accolte con entusiasmo dal Csi ad Assisi 2013, le parole del numero uno del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò
Malagò: se non fossi già vostro tesserato, mi affilierei al Csi

C’è tutto il popolo del Csi ad Assisi, per il confronto più atteso al Meeting di fine anno, quello con il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Sul palco, è il presidente del Csi, Achini ad accoglierlo. “L’impatto emotivo mi ha molto impressionato – le sue prime parole, al solito schiette e senza formalità -  Sono felice di essere un vostro affiliato, mostrando la tessera del Csi Roma, dove il suo Circolo Canottieri Aniene è da anni tesserato” . Si parla di calcio a 5, di amicizie nate negli spogliatoi dei suoi tanti sport praticati. “Pallavolo, pallacanestro, canottaggio, sci, tennis e naturalmente calcio a 5”.L’attenzione alle persone, l’educazione e la famiglia “Mio papà unica persona cui devo dire grazie,  la famiglia è tutto. Il resto corollario” Molto spesso in oratorio con don Andrea, allora ai Parioli oggi a San Lorenzo a seminare la fede anche  attraverso le discipline sportive. “Il mondo dello sport celebrerà la messa di Natale  in quello oratorio, con i bambini. Ho voluto tornare a dir messa in oratorio, il punto di aggregazione dove ci sono i valori della Chiesa e lo sport. Siamo tornati a Roma capitale con il concetto dell’oratorio nel cuore della città e mi onora essere stato modesto protagonista di questo percorso. Ho presentato lì il mio programma e uno dei miei primi provvedimenti è dire facciamo la messa di fine anno all’oratorio anziché in una basilica”. Sul programma del Coni. “Ditemi voi come sta andando. Io non gioco da solo questa partita. Con una nuova generazione di impianti la cultura sportiva potrebbe essere diversa. Io non legifero , ho bisogno dello Stato. Se passano certe idee allora ci divertiamo”. Immancabile un passaggio sul ricordo di Nelson Mandela “uomo capace di  portare due mondiali, rugby e calcio in Sudafrica”, quindi ecco la politica sportiva. “Scuola? La madre di tutte le battaglie. Sulla carta non dovremmo occuparcene. Ma non possiamo non registrare come la sedentarietà e il conseguente tasso di obesità dei nostri ragazzi stia divenendo disarmante e allarmante. Con i soldi dei privati, sponsor, stiamo lavorando sulle infrastrutture dando priorità a centro e sud. Io come Coni ci metto la faccia”. Si va verso una svolta epocale nel mondo degli Enti di promozione sportiva. “Così come è oggi non va. Non è un problema del comparto, ma valga per tutti, il Coni – io sono un funzionario pubblico - non può elargire queste risorse, tante o poche che siano a prescindere da quello che un ente realmente fa. Non sono obbligato necessariamente a fare assistenza. Conosco perfettamente tutti gli enti di promozione. So chi onora questa categoria come missione di vita. Le risorse andranno monitorate e faremo scelte magari impopolari. Se non lo faccio io non lo farà mai nessuno”. E sul Csi. “Volete sapere cosa penso del Csi? In sintesi se non avessi già la tessera mi affilierei di corsa al Csi. Il mio sogno? Sogno di portare le Olimpiadi estive in Italia. Sto valutando modelli di sostenibilità. Il punto è creare infrastrutture che spesso in Italia sono state oggetto di scandali. Vorrei levare questa avvolgente cappa negativa sul nostro paese, e sognare un’Olimpiade. I giovani hanno diritto di sognare. Più che il mio sogno è il sogno di tutti i giovani, daremo positività. Lo vorrei per una nuova generazione di sportivi, giovani che fanno le cose fatte bene”. Il Coni il prossimo anno festeggerà 100 anni di storia, il Csi, 70.  Auguri a tutti.

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