14 novembre 2008

VENETO – FRIULI V.G – TRENTINO A.A.

Terza Tappa del Tour delle Regioni: Treviso, 14 novembre 2008

 

TRIVENETO
Treviso, 14 novembre 2008




PRESENTI

Regione Veneto
Antonio Soffiati – Presidente CSI Veneto
Angelo Zuliani – Vicepresidente Vicario CSI Veneto
Roberta Soffiati – Amministratore CSI Veneto
Luigi Necci - Coordinatore Attività Sportiva CSI Veneto
Emanuele Parrino – Coordinatore Area Formazione CSI Veneto
Don Luciano Barin – Consulente Ecclesiastico CSI Veneto

Regione Friuli V.G.
Paola Zelanda – Presidente CSI Friuli V.G.
Claudio Bardini – Vicepresidente CSI Friuli V.G.
Edi Piccini – Coordinatore Attività Sportiva CSI Friuli

Comitato Provinciale di Trento
Ezio Zappini – Presidente
Renzo Sartori - Consigliere provinciale
Ferruccio De Gasperi - Cassiere
Padre Vigilio Torresani – Consulente Ecclesiastico
Marco Ghezzi - Consigliere provinciale

Comitato di Gorizia
Claudio Musina – Presidente
Olimpia Obit – Vicepresidente
Vincenza Pellegrino – Amministratore
Alessia Morocutti - Coordinatore Attività sportiva
Livera Simona - Consigliere provinciale

Comitato di Pordenone
Efrem Zanier - Presidente
Comitato di Udine
Marco Candussio – Presidente
Claudio Scaravetti – Vicepresidente vicario, segretario
Mario Sopracase - Coordinatore Attività sportiva
Fabrizio Virgolini - Consigliere provinciale

Comitato di Belluno
Roberto De Barba – Presidente
Rudi Trevisson – Coordinatore Attività sportiva

Comitato di Feltre
Gianpaolo Taita – Coordinatore Attività sportiva

Comitato di Padova
Marco Illotti - Presidente
Domenico Pedron – Vicepresidente Vicario
Alfredo D'Amore – Consigliere provinciale
Claudio Sartore - Consigliere provinciale
Giovanni Negrin - Consigliere Regionale

Comitato di Pordenone
Fiorenzo Bertoli - Vicepresidente
Luca Gaiarin – Consigliere provinciale
Pietro Vidotto - Consigliere provinciale
Riccardo Forniz – Responsabile Settore arbitrale e Consigliere provinciale
Pio Lamseler - Consigliere provinciale

Comitato di Rovigo
Giovanni Cattozzi – Presidente
Claudio Boreggio - Coordinatore Attività sportiva
Orazio Serio – Segretario
Antonio Pizzo -  Consigliere provinciale
Tito Donaggio – Segretario

Comitato di Treviso
Renzo Priora – Presidente
Laura Durante – Vicepresidente vicario
Diego Mazzaro – Consigliere nazionale
Adalberto Chiaradia – Commissione provinciale e regionale Tennis tavolo
Flavio Pelliconi -  Commissione provinciale e regionale Tennis tavolo
Efri Vaccari – addetto stampa
Lello Raffaelli – Consigliere provinciale

Comitato di Venezia
Luigi Gavioli – Presidente
Maurizio Molin - Coordinatore Attività sportiva
don Fabio Mattiuzzi – Consulente Ecclesiastico

Comitato di Verona
Pier Giorgio Schena – Presidente

Comitato di Vicenza
Enrico Mastella - Presidente
don Giuseppe Marangoni – Consulente Ecclesiastico
Ernesto Gusella - Consigliere nazionale


INTERVENTI
Antonio Soffiati – Presidente CSI Regione Veneto
Dà il benvenuto, precisa l'obiettivo dell'incontro: la Presidenza si mette in ascolto del territorio, chiede collaborazione anche con il livello regionale, per costruire un CSI sempre più forte sul territorio.



Paola Zelanda – Presidente CSI Regione Friuli V.G.
Ringrazia il Presidente del Veneto per aver organizzato in una località  facilmente raggiungibile dal Friuli, cosa per loro particolarmente significativa per via dell'apertura di un nuovo centro sportivo a Pordenone nella mattinata di sabato 15.
La regione Friuli è piccola. Questo comporta vantaggi e svantaggi. Ci si dà una mano vicendevolmente.
La campagna del 10% ha raccolto grande consenso e dato nuova motivazione.
Hanno avuto il cambio di Presidenza regionale, mantenendo una grande collaborazione con Bardini, di cui continueremo a sfruttare le competenze specifiche.
Molte le sinergie possibili. Dagli ultimi incontri in sede regionale è emerso il desiderio di totale collaborazione per far crescere l'associazione.
Rispetto allo sviluppo dell'associazione in regione, hanno le migliori intenzioni di non rimanere indietro, eventualmente chiedendo aiuto.

 
Giuseppe Marangoni –  Comitato di Vicenza
Parte dalla parola “valorizzare”. Il Comitato ha iniziato un'esperienza nuova, un’attività con le scuole medie “Campo Sport”, rivelatasi un grande successo, in quanto in grado di unire l'attività sportiva a momenti educativi e spirituali. Questo risponde all'esigenza sentita da molti ragazzi, che vogliono fare attività sportiva anche al di fuori della scuola e dell'esperienza agonistica.

Marco Candussio - Comitato di Udine
L'attività svolta sinora è il punto da cui partire. Ci sono nuovi progetti da realizzare, con audacia. Sebbene il comitato sia piccolo, ha aderito alla campagna alla campagna di crescita del 10%. L'obiettivo è lavorare uniti e dare il tempo alle persone di crescere.
Ha apprezzato moltissimo le iniziative legate alla formazione, utili per chi è giovane e ha ancora poca esperienza.
Condivide e la volontà espressa da Presidente alla Convention di Milano di remare tutti nella stessa direzione”.
Chiede al Presidente nazionale di continuare così, di dare energia ed entusiasmo, che spera di poter trasmettere a chi lavora con lui.

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Mario Sopracase – Comitato di Udine
Ha presentato al Presidente la proposta di portare sulle nevi dello Zoncolan le finali di sci del 2010.
Da otto o nove anni hanno avviato attività estiva di triathlon, dove al posto dell'acqua usano lo ski roll.


 
Laura Durante – Comitato di Treviso
- Politica associativa: Chiedono di continuare a rafforzare il senso di appartenenza, partendo da un maggior coinvolgimento dei tesserati.
L'agenda del CSI è stato un segno in questa direzione, molto apprezzato.  Sottolineano l'importanza di iniziative rivolte a tutti i tesserati, per garantire l'uniformità.
- Attività sportiva: utile il proseguimento al di fuori del contesto provinciale dei campionati; le manifestazioni regionali e nazionali sono di stimolo per atleti e dirigenti, che hanno modo di arricchirsi dal confronto, al tempo stesso distinguendosi da altre associazioni.
Forte la concorrenza con il NOI, che si sta allargando anche alla promozione dell’attività sportiva per le parrocchie.
- Formazione: sono costantemente alle prese con problemi economici. Chiedono strumenti semplici e agili per aumentare consapevolezza rispetto agli ambiti dell’impiantistica sportiva, dell’accesso al credito sportivo…
Si vede come utile la creazione di spazi per condividere buone prassi, iniziativa che porta a un generale arricchimento dell’associazione.
- Chiede di riflettere sull’opportunità di ampliare le attività su nuove discipline (es. gioco delle freccette).
- Spiega l'iniziativa dello “Sport etico”, di cui il CSI di Treviso è stato scelto come referente nel progetto per la certificazione etica dello sport.

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Roberto De Barba – Comitato di Belluno
- Campagna nazionale del 10%: pur condividendo, prevede fatica nel raggiungere l'obiettivo, per via del già grande rapporto tra numero di tesserati e abitanti della provincia che il comitato possiede e per le difficoltà ad interagire con la scuola. Vorrebbero tuttavia poter essere più presenti in tutti quei luoghi in cui si fa educazione con lo sport.
- Gemellaggi: chiede un elenco dei comitati disponibili, rendendo noti in anticipo i comitati interessati (e loro caratteristiche), evitando l’estrazione.
- Regione CSI: da potenziare concretamente la funzione regionale (il tesseramento dovrebbe passare alla regione, così come il riscontro dei requisiti per la partecipazione ai campionati regionali e nazionali). Parte delle quote del tesseramento dovrebbe andare al regionale, per poter assicurare la programmazione dell'attività a livello regionale. Potenziare l'attività regionale serve ad innalzare la qualità.

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Ezio Zappini – Comitato di Trento
- Tiene a far presente che ormai le provincie di Trento e Bolzano sono due regioni separate. Guardano con rammarico l'abbattimento della percentuale di tesserati rispetto agli abitanti del territorio di Trento per via di un calcolo della media “regionale” che include anche il comitato di Bolzano.
- Il Consiglio di Presidenza dovrebbe avere il potere di decidere in prima istanza. Idee e difficoltà sempre le stesse. La filosofia dovrebbe essere quella del dare e ricevere: “con un dosso e con una valle si fa un piano”.
- Gemellaggi: hanno scelto la Puglia. E' stata una decisione presa d'istinto,   alla convention di Milano. Si aspettano molto, per quanto sarà un progetto piuttosto costoso per distanza tra i comitati.
- A Trento l'assessore allo sport ha fatto un incontro con tutti gli enti per entrare in un progetto di qualità. E' stato chiesto che i valori dello sport siano inseriti nello statuto della provincia.
- Chiede la creazione di una commissione nazionale per incentivare lo sport.
- Nell'ambito della formazione, ricorda che dopo anni sono riusciti a fare un corso per educatori sportivi. Hanno già più di 60 iscritti, ma l’obiettivo è arrivare a 100. Ci sono comitati di zona con cui hanno già iniziato a fare questo percorso.
- Parrocchie: sul territorio esiste il NOI Associazione, che conta 13.000 iscritti che fanno un'attività intensa. Da parte della curia c'è la massima disponibilità a collaborare, purtroppo non si può dire altrettanto dei sacerdoti nelle parrocchie.
- Campagna del 10%: pensano di non farcela, sebbene  vogliano fare sci nordico e calcio femminile per ampliare la gamma delle attività offerte.

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Luigi Gavioli – Comitato di Venezia
“Uniti nella diversità, diversi nell'unità”: molti dei pensieri inseriti nella relazione sono bisogni comuni, che spesso sono gli stessi per tutti.
- Parlando dei numeri, il comitato ha combattuto tra la possibilità di crescere numericamente e quella di migliorare dal punto di vista qualitativo. A malincuore preferiscono la linea della qualità, rinunciando a quelle realtà che dimostravano di non aderire al progetto proposto. È stata dura, però lavorando sodo, stanno ricevendo squadre da società di federazione e sperano dunque di incrementare i numeri.
- Rispetto alla tornata elettorale, si conferma il rinnovo delle cariche precedenti, tutti hanno confermato, mettendo a frutto l’esperienza acquisita.
- Rapporti con le istituzioni: 1) la collaborazione con la diocesi e altre associazioni a noi vicine. A Venzia non hanno una contrapposizione con il NOI, però manca la collaborazione.  2) Vorrebbero essere presenti in modo propositivo nelle elezioni del CONI. Non è chiaro cosa sia stato fatto sinora. Vede come possibile limite il fatto che nelle giunte del CONI possa entrare il presidente del comitato, già oberato da molti impegni associativi: la sua figura andrebbe allora liberata da altri impegni per potersi concentrare sulla rappresentatività nel CONI.
- Attività sportiva: chiede di uniformare regole e regolamenti. Nell'era di internet è brutto e difficile dire che ci vogliamo allineare al regolamento nazionale, se poi sul sito di un'altra realtà si trovano informazioni discordanti.
Chiedono di sostenere comitati che sviluppano l'attività di squadra. Le finali nazionali sono una bella iniziativa, ma a causa di queste i comitati devono far passare in secondo piano molte altre attività.
- Organizzazione: a) sarebbe gradita una maggiore definizione dell'attività amministrativa con una semplificazione delle procedure e visibilità on line dei report per maggiore trasparenza. b) Sono favorevoli a impostare il tesseramento esclusivamente on line, che consentirebbe eventuale apertura di sedi staccate. La relatà di Venezia è Mestre-centrica, con  difficoltà ad arrivare a Chioggia (dove hanno, ad esempio, una collaborazione con le PGS). Questo aiuterebbe anche realtà geografiche difficili (es. zone di montagna).
Per chiudere, anche dal punto di vista tecnico, lancia uno slogan: “un modo per chiunque, ciascuno a suo modo”.

 
Claudio Musina – Comitato di Gorizia
- Situazione del comitato: spiega le difficoltà che vive il comitato territoriale: la situazione è unica e complessa e fanno quello che possono. La Provincia è divisa politicamente, con tre anime. Il CONI spadroneggia e quasi irride le iniziative del CSI, salvo poi copiarle (“Giocosport”, “Fantathlon”). Il margine di lavoro nelle scuole molto ristretto, però sono riusciti a entrare nelle scuole elementari e nelle medie.
Intende visitare personalmente le parrocchie per promuovere l'attività sportiva.
- CSI Card: Una osservazione rispetto alla sottoscrizione della CSI Card: anche se l'emissione è gratuita, non è d'accordo sul renderla obbligatoria per almeno tre  dirigenti. Le società sono state fermamente contrarie.
- Attività sportiva: ricorda che in passato c'erano le feste nazionali, in cui si partecipava per il gusto di stare insieme. Sperano che con i gemellaggi si possa ottenere di nuovo questa realtà.

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Don Fabio Mattiuzzi – Comitato di Venezia
- La qualità è più importante dei numeri: qualità è anche essere consapevoli di essere del CSI, sapendo cos'è e qual è il carisma dell’associazione.
- Collaborazione con le diocesi: le diocesi sanno cos'è il CSI? Da che parte si sta muovendo l’associazione? Questa è una sfida forte.
- Spiega il duo incarico da vicepresidente del NOI Veneto e si chiede quali collaborazioni effettive si possano attivare tra NOI e CSI, ad es. sul piano della formazione.
- E' tempo di entrare in collaborazione con le istituzioni e con il CONI: è in giunta regionale del CONI quale rappresentate della quota atleti. Chiede alla Presidenza nazionale di diramare linee comuni, per consentire una adeguata rappresentatività all’interno degli organismi CONI.

 
Fabrizio Virgolini – Comitato di Udine
E' consigliere del Comitato di Udine e presidente della società che organizza la mezza maratona di Palmanova. Questa iniziativa diventa ora anche il primo campionato nazionale CSI di mezza maratona. Dalla seconda edizione è campionato regionale di mezza maratona.
Si rivolgono a gente giovane e adulta. Curano atleti che ricominciano a correre dopo che sono stati fermi per un certo tempo. Sperano che possa essere esportata e fatta in successive edizioni.

 
Paola Zelanda – Presidente regionale Friuli VG
Spiega come e perché il comitato di Pordenone ha deciso di costruire una palestra CSI.
La difficoltà a trovare spazi in cui svolgere l'attività è stata la prima esigenza. Ci sono voluti anni di trattative. Il contributo regionale copre meno del 50% dei costi ed il resto è coperto con un mutuo del CSI di Pordenone, che pensa di potervi far fronte con l'attività che poi si svolgerà in palestra. 
Hanno voluto una palestra accessibile anche ai disabili e questo permette di esplorare altre strade di promozione dello sport.
E’ stata creata una convenzione con la provincia per l'utilizzo della struttura da parte delle scuole alla mattina. Sono in fase di stipula di accordo con la ASL per praticare attività ludico-motoria e sportiva, con l'intento di inserire nuove attività.
Inoltre, è necessario avere personale qualificato: questo è occasione di guadagno per giovani studenti di scienze motorie e di qualificazione delle attività e ampliamento della proposta per la palestra stessa.
Molte le opportunità, che rimanendo fermi sulle abitudini consolidate non si possono incrociare. Non basta attendere che siano gli enti locali a intraprendere questa strada, anche il CSI deve farsi promotore in prima persona.

 
Enrico Mastella – Comitato di Vicenza
Ringrazia il Presidente per avere reintrodotto un verbo che mancava da qualche anno in associazione: ascoltare. Se ne sentiva il bisogno.
Bisogna trovare il coraggio di dare forza ai tanti progetti che sono sul territorio in ambito sociale, educativo e sportivo.
In disaccordo con don Mattiuzzi, sostiene che il problema non sia che i vescovi non conoscono il CSI, ma che non lo ri-conoscono.
Racconta che dal 2001 il comitato ha in essere una interessante esperienza di gemellaggio con il CSI Foligno, con cui c'è un abisso di diversità in termini di numeri e attività, ma da cui hanno imparato a lavorare nell'ambito della infanzia e delle scuole.


Giovanni Cattozzi – Comitato di Rovigo
Racconta di essere stato nominato Assessore allo sport del Comune di Rovigo e di essere tornato da Chianciano ricaricato nella motivazione ritrovando quello spirito associativo che si era perso negli ultimi anni.
- È diventato Vicepresidente vicario del CONI a livello provinciale, ma illustra che all'interno del CONI gli enti di promozione sportiva non sono ascoltati e che il CONI ha avviato progetti di attività sportiva comportandosi come un altro ente.
- In ambito di rapporti con la Chiesa: a) il comitato ha stilato patto di lealtà con il NOI: il NOI si occupa dei circoli, il CSI gestisce l'ambito sportivo; b) ritiene che molto dipende dai singoli vescovi con cui si interloquisce; c) In diocesi di Rovigo le parrocchie sono 53: l'età media dei sacerdoti è alta, conoscono il CSI. Manca però la volontà all'interno delle diocesi di iniziare di nuovo l'attività sportiva.
- Organizzazione: rispetto all'appello del Presidente nazionale all'uniformità si dice molto d'accordo. La modernizzazione è necessaria per stare al passo con altri enti.
- Attività sportiva: le giornate di festa nazionale devono essere un punto di riferimento per la crescita dei ragazzi.
Dopo Chianciano festeggia una nuova primavera che ci dia una spinta in più, auspicando che anche il Presidente regionale ne faccia tesoro.

 
Marco Illotti – Comitato di Padova
- Politica sportiva e associativa: chiede di intraprendere a livello nazionale una politica di avvicinamento con le PGS.
- Comunicazione: è fondamentale una ottima comunicazione; se le attività che si fanno non vengono portate a conoscenza del territorio, rimangono nel piccolo cerchio dell’associazione. Porta l'esempio di una trasmissione su Telechiara, Telepace e Tele Belluno sull’attività svolta dal CSI Veneto. E' stato un segno forte di risposta ai Vescovi e al tempo stesso una grande possibilità di visibilità per il CSI.
- Regione CSI: deve fare rete, mettere insieme sinergie, far conoscere reciproche forze e progetti esistenti.
- Parrocchie: il comitato CSI, su 100 società affiliate, ne aveva solo 10 parrocchiali. Il CSI risultava antipatico e scomodo ed altri enti hanno conquistato spazio. Si sono mossi con alcune iniziative nuove e simpatiche: un torneo per chierichetti (copiando l'idea della Clericus Cup), un tour della provincia, il Natale degli sportivi (idea mutuata dal CSI Milano), il convegno “Profeti” (incontro con 50 sacerdoti della diocesi, con alcuni hanno mantenuto il contatto); le “Seminariadi” (olimpiadi dei seminari del Triveneto); collaborazioni con i frati della basilica di S. Antonio come servizio d’ordine al loro pellegrinaggio; sono stati parte attiva per lanciare carta etica dello sport. 
Si sono proposti in un ruolo umile, discreto, di servizio… con un impegno costante da parte di tutti gli operatori. Restano convinti che la parrocchia sia l'elemento essenziale.
- Rapporti con il NOI: il Presidente nazionale del NOI è di Padova e la presenza è fortissima. Hanno trovato un accordo verbale NOI - CSI, lanciando una proposta di collaborazione sui centri estivi.
- Formazione: hanno aperto uno sportello formazione/informazione. Il sabato mattina i responsabili della formazione sono a disposizione per i rappresentanti della società. Molti ne usufruiscono per raccontare ciò che fanno, chiedere, confrontarsi.
- Identità associativa: il CSI deve distinguersi dalle altre organizzazioni sportive e bisogna pertanto rilanciare la vera motivazione, chiara e forte, per aderire al CSI.
- Sito internet: il comitato intendeva aderire al nuovo portale nazionale, ma si sono evidenziati grandi limiti strutturali. Chiedono maggiore flessibilità del sito, capace di adeguarsi maggiormente alle realtà territoriali.
- Tesseramento: invitano a snellire le attuali procedure di tesseramento, specialmente per i campionati open, per poter contrastare la concorrenza degli altri EPS.

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Piergiorgio Schena – Comitato di Verona
Si unisce al coro di complimenti: oggettiva la ventata di novità e l'entusiasmo.
Fare sport con il CSI significa anche trovare i luoghi dove farlo.
I comuni sono in grande difficoltà economica e ora cercano di riversare sugli enti come il CSI la gestione di strutture. Questo aspetto è da sfruttare.
Condivide linee espresse sul CONI e valuta come opportuna il fatto di voler incentivare la formazione sportiva.

 
Padre Vigilio Torresani – Comitato di Trento
Ringrazia tutti, specialmente il Presidente per la passione espressa.  
Ricorda che il CSI è un'associazione di ispirazione cristiana, guidata dai laici e accompagnata da più di 100 sacerdoti in Italia rivestono il ruolo di consulente ecclesiastico. Da 35 anni ha l'incarico di consulente ecclesiastico del Trentino e vive la sua missione di sacerdote e frate cappuccino in questa “parrocchia” itinerante, incontrando parroci e cercando di fare da trait d'union tra CSI e parrocchie.
- Rapporti con la diocesi: recentemente hanno incontrato il Vicario generale, insieme al responsabile della Pastorale giovanile (ex atleta del CSI); a breve avranno un incontro con il responsabile della Commissione turismo e sport. Hanno dialoghi con la Diocesi e con le società sportive.
- Formazione: dopo alcuni anni, hanno individuato una persona esclusivamente dedicata alla formazione.
Fa appello alla Presidenza nazionale per aiutare i sacerdoti e consulenti a lavorare insieme.