15 novembre 2008

EMILIA ROMAGNA

Quarta tappa del Tour delle Regioni: Reggio Emilia, 15 novembre 2008

 

Reggio Emilia, 15 novembre 2008



PRESENTI

Presidenza nazionale
Alessandro Pellas
Vaccari
Enrico Dago
Rita Zoccatelli
Gino Bergonzini – Presidente Collegio Probiviri

Consiglio regionale Emilia Romagna
Lamberto Menozzi – Presidente CSI Regione Emilia Romagna
Alberto Benassi – Segretario CSI Regione Emilia Romagna
don Aronne Magni – Consulente Ecclesiastico
Giacomo Abate – Coordinatore Area Formazione

Comitato di Bologna
Andrea De David – Presidente
Walter Bergami – Consigliere nazionale
Elena Boni – Coordinatore Attività sportiva
Elena Fabbri – Coordinatore Area Formazione
Vincenzo Bini - Segretario

Comitato di Carpi
Guido Leporati – Presidente

Comitato di Cesena
Luciano Morosi - Presidente
Alessandro Santini – Vicepresidente vicario
Comitato di Faenza
Ulisse Babini – Presidente
Giampaolo Lega – Coordinatore Attività sportiva
Giovanni Conti – Consigliere regionale
Alessandro Neri – Coordinatore Attività sportiva

Comitato di Ferrara
Renato Dionisi – Presidente
Gianfranco Biancami – Vicepresidente
Lara Venturini - Amministratore

Comitato di Forlì
Stefano Gurioli – Presidente
Vito Foggetti – Vicepresidente vicario
Andrea Rossi – Vicepresidente
Sara Tomidei – Vicepresidente, Coordinatore Area Formazione
Francesca Giorgini - Segretario

Comitato di Imola
Raffaele Costagliola – Presidente
Paolo Busato – Vicepresidente vicario
Augusto Capitani – Consigliere regionale
Paolo Versari – Consigliere provinciale

Comitato di Mantova
Gian Carlo Zanafredi - Presidente

Comitato di Modena
Stefano Gobbi - Presidente
Emanuela Carta – Segretario
Raffaele Della Casa – Coordinatore Attività Sportiva
don Giovanni Gherardi – Consulente ecclesiastico

Comitato di Parma
Florio Manghi – Presidente
Luigi Brianti - Vicepresidente
Antonio Faraboli - Amministratore
Luca Dallaromanina – Coordinatore Attività sportiva
Ilaria Maria Ughi – Coordinatore Area Formazione

Comitato di Piacenza
Ernesto Burzoni – Presidente e designatore arbitri
Stefano Vigevani – Consigliere
Carlo Del Missier – Segretario

Comitato di Ravenna 
Marco Guizzardi – Presidente
Antonio Scardamaglia – Vicepresidente
Andrea Iami – Vicepresidente vicario
Sergio Caladio – Vicepresidente, Coordinatore Attività sportiva
Lorena Leoni – Coordinatore Attività sportiva
Silvia Gemignani – Coordinatore Area Formazione
Vincenzo Rusticali – Consigliere regionale

Comitato di Reggio Emilia
Davide Morstofolini – Presidente
Raul Siligardi – Amministratore
Ettore Spaggiari – Coordinatore Area Formazione
Daniele Boni – Segretario
don Pietro Adani – Consulente Ecclesiastico
Giulio Giovemi – Probiviro regionale, Consigliere provinciale
Angelo Campani - Consigliere provinciale

Comitato di Rimini
Giancarlo Agostini – Presidente
Gilberto Martinini – Consigliere regionale


INTERVENTI

Lamberto Menozzi, presidente regionale
Dà il benvenuto a tutti, introducendo i lavori della mattinata e specificando che in Emilia Romagna il CSI ha un'estensione capillare, grazie a numerosi comitati, tutti ben organizzati e  rappresentati in questa sede.
Ricorda l'impegno e il sacrificio di tutti i dirigenti sportivi.
Esorta ad affrontare nell'unità e senza penalizzare nessuno le sfide del futuro.


Ulisse Babini – Comitato di Faenza
Saluta l'iniziativa del tour come molto positiva, sperando che si riveli produttiva per la possibilità di mettere in rete i vari interventi.
- Politica sportiva e associativa: 1) Ricorda che il CSI nasce all'interno del mondo cattolico e ricorda che l'ispirazione di tutti deve essere quella che proviene dal Vangelo. La motivazione per essere e fare il dirigente al CSI non può ridursi al solo amore per lo sport, ma il CSI è un'associazione incardinata all'interno della Chiesa. Con il Consiglio Regionale hanno incontrato di recente il card. Caffarra, ricordando l’esigenza di incontrare con continuità i rappresentanti della Chiesa. È importante la presenza nella consulta delle attività giovanili, così come nella consulta dello sport della diocesi. L'atteggiamento dei dirigenti deve essere moralmente omogeneo ai fini dell'associazione. Nel momento in cui ci si spende in queste associazioni si ha un ruolo pubblico e dunque deve il proprio comportamento personale deve essere credibile. 2) Ottimi rapporti con pubbliche autorità. Lo sport è apolitico e l'unico fine deve essere il raggiungimento del massimo sviluppo dello sport per tutti. A Faenza lo si fa con programmi che entrano nelle scuole con il contributo del Comune.
- Formazione: Dirigenti del comitato, arbitri e dirigenti società sportive devono essere credibili. La formazione associativa andrebbe in carico alla regione.
- Attività sportiva: non sempre il focus sono le attività; troppi convegni, troppe attività commerciali e sponsorizzazioni… Bisogna riprendere a fare le feste regionali e nazionali.
- Organizzazione: 1) Interpellando l'IBS per un contratto assicurativo per dirigenti che si trasferiscono con propri mezzi, si è verificato che la casco proposta era di un prezzo superiore alla media. 2) Arrivare a creare il giusto equilibrio e convivenza tra volontariato e dipendenti.

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Marco Guizzardi – Comitato di Ravenna
Saluta e ringrazia dell'opportunità data di offrire spunti di riflessione.
- Politica sportiva: 1) apparentemente lontana dalle logiche delle società sportiva, la politica nazionale ha in realtà grande impatto sull'attività ordinaria della base. Obiettivo importante: costituire un gruppo di lavoro di parlamentari bipartisan che stimoli la riforma del sistema sportivo, per dare nuovo impulso alla promozione sportiva. Un nuovo metodo di valutazione della consistenza degli EPS potrebbe permettere al CSI di godere di riconoscimento, spazi e meriti dovuti. Siamo contornati di federazioni ed enti che, per quanto fumosi, godono di grandi spazi nel sistema dell'informazione pubblica. È tempo di fare in modo che società sportive e comitati territoriali abbiano un minimo di ritorno in termini di visibilità e considerazione. 2) Questo si chiede anche alla Chiesa, in termini di progettualità, fattività, dialogo… un grande impulso può e deve scendere dal livello nazionale.
- Attività sportiva: 1) l’attività si svolge prevalentemente a livello locale, ma lo slancio e le linee direttrici arrivano dal livello nazionale. In passato si è ceduto a logiche geopolitiche per l’organizzazione e la gestione dell’attività sportiva nazionale. Tali logiche, che non sono sbagliate a priori, devono tuttavia garantire funzionalità e qualità. Auspica un monitoraggio annuale che consenta gli opportuni correttivi. 2) Invita a stare attenti ai costi della attività sportiva a carico delle famiglie. I contributi coni non devono essere funzionali solo alla vita della struttura centrale, ma devono essere riversati a favore di nuove progettualità a livello territoriale.
- Formazione: è il vero fiore all'occhiello del CSI. Ce ne sarà ancora più bisogno. Non deve essere solo autoreferenziale, ma sempre più funzionale all'attività sportiva. Formare è dare cultura e basi del sapere, del saper essere e del saper fare. Bisogna arrivare a costruire una formazione on demand. Serve una  formazione che dia quella qualità e funzionalità nelle operazioni di base (consulenza su elementi fiscali e amministrativi per le società sportive, testi, manuali, corsi per personale, call centre…).

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Raffaele Costagliola – Comitato di Imola
Il Comitato è autonomo dal 74. In questi 34 anni si sono alternate tante anime, tutti collaboratori a titolo volontario. Hanno organizzato estate ragazzi e per il 2009 la diocesi ha affidato Estate ragazzi al CSI, cosa che avviene anche per l'animazione di altre feste diocesane.
Porta l'esempio di una bella esperienza realizzata: “Pedalando per Sao Bernardo”. Si tratta di un pellegrinaggio in bici Imola-Roma, sostando in luoghi significativi, che ha portato all’incontro con il Santo Padre. Il gruppo conta circa 100 iscritti. Per il 2009 l’iniziativa si svolgerà sulle orme di San Francesco. Chiedono attenzione sempre maggiore a questo settore, perchè è sempre più difficile trovare risorse e persone che si mettono in gioco.
Augurano al Presidente e alla nuova Presidenza nazionale di continuare in questa opera di rafforzamento della comunicazione interna, di cui apprezzano le iniziative quali CSI Flash e CSI Time.

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Stefano Gobbi – Comitato di Modena
Sono in fase di rinnovo delle cariche, anche se queste saranno perlopiù riconfermate e auspica per il futuro la creazione di modalità elettorali nuove per incentivare la partecipazione di nuove figure.
Sul modello del tour delle regioni, hanno già proposto a livello provinciale sei incontri a tema vario con le società sportive.
Propone una riflessione in cinque punti.
- Quale associazione? E’ necessario definire la propria identità: si deve essere un'associazione di frontiera, attrezzata a parlare con tutti. Va messo mano a statuti e regolamenti. E' necessario attivare un'adeguata comunicazione che ci faccia conoscere sul territorio.
- Per chi? Dobbiamo privilegiare i rapporti con le associazioni e le società sportive che vogliono fare percorsi comuni. Orientare in futuro la pratica sportiva con nuove attività e recupero di  vecchie attività che facciano aggregazione e gioco, riabilitando tutti gli spazi del territorio.
- Dove? Decentrare: parrocchie, centri sportivi, parchi… portare sul territorio i nostri progetti, con attenzione alle richieste della base. Auspica la possibilità di  monitorare progetti già esistenti, che potrebbero diventare progetti pilota. Propone di costituire una rete di associazioni sportive, che si confronti proposte che riguardano l'attività sportiva.
- Quando? Obiettivi a breve medio e lungo termine. Un primo passo per radicarsi sul territorio è quello di essere disponibili a cambiare i nostri modi di operare, aprire i nostri territori all'intervento degli altri mondi associativi. Bisogna unire forze progettuali ed umane, anche tra comitati vicini.
- Quali mezzi? La nostra forza sono le persone. Serve: 1) maggiore formazione per attivare i mezzi necessari a sviluppare la nostra qualità e la capacità di raggiungere i propri obiettivi; 2) potenziare il collegamento interprovinciale, per salvare alcune discipline dall’estinzione; 3) Attivare progetti scuola in tutti i comitati; 4) usare parte delle entrate delle tessere e affiliazioni per sostenere progettualità locale e attivare collaborazioni qualificate per rilanciare I comitati in difficoltà.
Il comitato di Modena è a disposizione per collaborare.

Guido Leporati – Comitato di Carpi
Rappresenta un Comitato piccolo, ma che muove migliaia di tesserati e che ha sviluppato tante discipline e tanti progetti.
Spiega la difficoltà a trovare nuovi volontari giovani. 
Ritiene fondamentale imboccare la strada della modernizzazione per l’associazione.
- Attività sportiva: 1) negli ultimi anni è andata verso l'agonismo. Serve ridare spazio all’attività per tutti affiancando una attività meno selettiva all’attuale proposta dei campionati nazionali. 2) Sul territorio per fare attività i comitati devono unirsi per fare più forza. Tanti piccoli comitati possono arrivare capillarmente a raggiungere situazioni e persone, però le attività vanno gestite insieme.
- Campagna di crescita del 10%: il comitato indicato una cifra inferiore, condividendo l’iniziativa nelle sue motivazioni di base.

 
Renato Dionisi – Comitato di Ferrara
Ringrazia il Presidente nazionale e chiede alla Presidenza nazionale di non lasciare soli i comitati nella loro quotidianità. Ritiene che la strada della condivisione sia quella giusta da percorrere. Presenta cinque punti:
- Amministrazione: chiede di poter effettuare in tempo reale la verifica dei pagamenti da effettuare.
- Organizzazione: auspica una rete informatica unificata per permette a tutti i comitati territoriali di dialogare tra loro.
- Servizi: esprime la necessità di rafforzare i servizi fiscali, legali e amministrativi.
- Uniformità: concorda con la proposta di maggiore uniformità dell’associazione, proponendo di chiedere ai comitati di adottare un’unica banca.  
-  Attività sportiva e formazione: chiede di aumentare le risorse per potenziare le attività. 

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Luciano Morosi – Comitato di Cesena
Racconta che quello di Cesena è un comitato medio-piccolo che vive prevalentemente sul volontariato, per il quale il consiglio regionale, ben organizzato, è un importante punto di riferimento, che deve essere ulteriormente sostenuto e potenziato nel suo ruolo.
Ottimi risultati in ambito di attività sportiva e formativa.
Alcune riflessioni:
- Volontari: è difficile trovare persone nuove per ricambio. La grande maggioranza dei giovani non vuole impegnarsi al sacrificio. Questo comporta una chiusura in molti settori… E' necessario recuperare questi valori, accompagnando giovani nella crescita.
- Parrocchie: lo sport è visto come ostacolo alla catechesi per cui è difficile interagire con le parrocchie. Auspica che l’incontro tra il CSI Regionale e i Vecovi della Regione possa portare qualche frutto positivo.
- Concorrenza: i giovani disertano i nostri campionati e sono dirottati verso le federazioni; c’è trascuratezza nei confronti dei ragazzi meno dotati sportivamente ed è pertanto necessario il riconoscimento dello sport di base presso istituzioni. Il comitato non gestisce strutture sportive, per mancanza di competenze tecniche adatte, mentre altri enti sì.
- Politica sportiva: esprime la difficoltà a sviluppare progetti per interagire con istituzioni pubbliche e auspicano un percorso di formazione comune.
- Amministrazione: i comitati territoriali inadempienti danneggiano l’immagine dei comitati in regola e rischiano di far aumentare i costi per tutti. Auspica che la Presidenza nazionale possa intervenire in proposito.
- Non condivide obblighi burocratici e imposizioni di natura commerciale, in quanto i piccoli comitati non sono preparati per vendere prodotti.
- Campagna di crescita del 10%: iniziativa legittima nelle aspettative, ma troppo manageriale nella richiesta. Chiede maggiore attenzione alla qualità, base necessaria per un incremento numerico.

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Stefano Gurioli – Comitato di Forlì
E’ un comitato piccolo, con buoni rapporti con le amministrazioni, la diocesi e con un buon numero di volontari.
- Tesseramento: chiedono un tesseramento più snello e semplice, specie per centri estivi ed tornei estivi, suggerendo forme di tesseramento legate alla singola manifestazione, che sia a metà via tra il free sport e la tessera normale.
- Formazione: si chiede un sostegno per i corsi per allenatori, che oggi hanno un costo organizzativo troppo esoso. Una parte dell’introito del tesseramento potrebbe andare in soccorso dei comitati più piccoli.

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Florio Manghi – Comitato di Parma
Illustra alcune nuove attività svolte dal comitato (Palio, pista di pattinaggio su ghiaccio, collaborazione con l’Università per il master di formazione).
- Uniformità: per le divise degli arbitri chiede di non cambiare i modelli ogni anno, perché questo implica notevoli costi aggiuntivi al comiato.
- Politica sportive: 1) CONI: la sola presenza nei consigli è di fatto insignificante. 2) Diocesi: il rapporto è molto bello e sono promotori di un progetto che gestisce tutti i campi sportivi della diocesi, per fare da cuscinetto tra società sportive e parrocchie.
- Sponsorizzazioni: devono portare ad una riduzione dei costi del tesseramento.
- Attività sportive: le i regolamenti arrivano troppo tardi e stravolgono la programmazione territoriale, fatta in anticipo per dare modo alle società sportive di organizzarsi.
- Amministrazione: si chiede invio mensile degli estratti conto e aupica un miglioramento del sistema amministrativo. Chiede di tornare al bilancio impostato in base all'anno sportivo per agevolare i comitati.
- Dipendenti: auspica la creazione di un contratto nazionale specifico per tutti i dipendenti dei Comitati CSI.

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Davide Morstofolini – Comitato di Reggio Emilia
Ringrazia per la visita e la necessità di comprendere le esigenze diverse dei territori. Alcune richieste:
- Attività sportiva: abbattimento dei costi delle finali nazionali; dare alle società che non eccellono tecnicamente opportunità formative.
- Amministrazione: ribadisce l’importanza del rispetto delle regole e auspica forme di gratifica per i comitati che le rispettano puntualmente.
Organizzazione: 1) maggiore assistenza legislativa e fiscale; 2) sostiene l’idea di prevedere una copertura assicurativa per dirigenti.
- Formazione: migliorare la professionalità dei tecnici, arbitri ed operatori. 

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Andrea De David – Comitato di Bologna
- Ritiene necessario una equilibrata combinazione di lavoro e volontariato all’interno del CSI, anche per la difficoltà a trovare volontari giovani nel contesto sociale e lavorativo del nostro tempo. Il rischio è che le realtà più piccole rischiano di scomprarire.
- Tesseramento: la procedura online è il futuro e deve andare di pari passo con una semplificazione del modello affiliazione.
- Attività sportive: le società sportive chiedono manifestazioni di livello nazionale parallele alle finali nazionali.
- Parrocchie: propongono di provare a recuperare e migliorare strutture sportive presso le parrocchie. Un monitoraggio e recupero potrebbe aiutare ad aumentare le risorse.
- Nuove attività: sono tante, esistono a macchia di leopardo. Sarebbe importante monitorarle e proporle ai comitati.
- Comunicazione: serve trovare il modo di pubblicizzare le iniziative del nazionale dando visibilità nelle manifestazioni locali. 


Ernesto Guzzoni – Comitato di Piacenza
Guarda con interesse alle linee guida del Presidente per il quadriennio.
- Il Comitato esce da una situazione economica molto pesante dovuta alla cattiva gestione di una attività commerciale legata ad un impianto sportivo, dalla quale stanno uscendo cercando di non cadere nella tentazione di trasformare l’attività del CSI in pura attività commerciale, operando scelte in controtendenza con il CONI e altri enti in concorrenza (UISP).
- Campagna di crescita del 10%: non sanno se riusciranno a farvi fronte, in quanto ci sono difficoltà sull’attività del calcio, per la mancata collaborazione con le parrocchie e la grande concorrenza della UISP. Un nuovo circolo di neo affiliazione porterà numerosi tesserati, ma si tratta di un paliativo.
Spiega alcune attività svolte dal comitati: Federazione circoli parrocchiali legata ai centri estivi, investimento nella stampa associativa, promozione di attività non proposte da altri enti, attenzione alle disabilità fisiche e mentali, collaborazione con Ufficio Sport e Tempo libero della diocesi (con cui si hanno rapporti estremamente cordiali, ma senza risvolto pratico).

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Giancarlo Agostini – Comitato di Rimini
Condividono il nuovo modo di presentare l’attività utilizzato alla Convention di Milano, che non è solo forma, ma anche sostanza. Espone alcune difficoltà e proposte:
- L'amministrazione comunale non li considera interlocutori principali.
- Il Comitato programma eventi durante l'estate (spiaggia), sovraccaricandosi di attività.
- Problema nel trovare volontari e nell'incentivare collaborazioni qualificate (da incentivare tramite accordi free sport)
- CONI: il CONI chiede presenta progetti per entrare nelle scuole, utilizzando gli operatori della facoltà di Scienze Motorie.
- Diocesi: hanno appena incontrato il vescovo Mons. Francesco Lambiasi, a cui hanno presentato il CSI e che ha chiesto all’associazione di partecipare quando ci sono manifestazioni diocesane, ma confidando di non potersi sbilanciare a favore del CSI con i sacerdoti.
- Formazione: vuole proporre di fare un convegno annuale (collaborazione con centro don Benzi), che offra a rotazione una rosa di temi e sia un momento di confronto.
- Comunicazione e uniformità: chiede alla Presidenza di continuare sulle proposte presentate.

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Gino Bergonzini - Presidente collegio probiviri
Ringrazia per la stima e l'affetto nell'essere stato richiamato come membro del collegio nazionale dei probiviri. Spera di aver modo di farlo in ambito nazionale con tutta l'associazione.
A Chianciano ha trovato un CSI che non si aspettava. Chiede che il dibattito interno avvenga sempre in mod vivace, franco e che non deve mai andare a discapito dell'amicizia.
Non intende il Collegio dei Probiviri come un organo sanzionatorio, ma come uno strumento educativo e formativo per l’associazione.
Dice al Presidente nazionale che bene ha fatto a ricondurre il dialogo tra la il livello nazionale e la base, nel rispetto di quello che la base ha offerto in alcuni momenti molto bui per l’associazione. Il CSI ha una base sana, serena e tranquilla.
Chiede di ridare agli organi dell'associazione i propri compiti.
La Presidenza sia disposta ad ascoltare tutti, per poter raccogliere ciò che di utile e buono possono offrire.
Alle strutture locali: è necessario che ci sia un'organizzazione. Questa deve lavorare in stretta collaborazione con gli organi associativi.
Attenzione nel concentrare nelle stesse persone più incarichi associativi.
Infine sottolinea che l'entusiasmo dei giovani, insieme all'esperienza degli adulti, può rivitalizzare l'associazione.