Negli oratori il presente e il futuro dello sport

Negli oratori il presente e il futuro dello sport
Tra le più antiche associazioni di promozione sportiva del nostro Paese, il Centro sportivo italiano è un ente senza scopo di lucro, fondato sul volontariato, che promuove lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale.
«La strada da percorrere oggi è quella di un forte rinnovamento nella continuità. Progetti impegnativi e ambiziosi contraddistingueranno questo quadriennio – spiega il neopresidente del Csi Massimo Achini – che si svilupperà nel segno del motto “volare alto con i piedi per terra”. Al di là dei risultati riteniamo lo sport uno strumento di educazione. Oggi più che mai si sente la necessità di offrire ai giovani quella formazione e quei valori che trovano nelle discipline sportive la loro esaltazione».
 
A chi si rivolge il Centro sportivo italiano?
«Ci occupiamo di tutti gli sport per ogni fascia di età, ponendo massima attenzione a chiunque. Il Csi è un ente di ispirazione cristiana fortemente radicato negli oratori. Pensare a questi luoghi come fucina dei campioni di un tempo, ormai storicamente superati, è un errore: gli oratori costituiscono tuttora il presente e il futuro dello sport, che da qui deve ripartire».
 
Quali sono i principali obiettivi del quadriennio?
«È importante valorizzare le società sportive basate sul volontariato e sull’opera di autentici eroi del quotidiano, dirigenti, allenatori e arbitri che dedicano una parte importante del loro tempo a educare i ragazzi. Un punto cruciale riguarda anche la formazione degli allenatori. Oggi sono necessari riconoscimenti per i nostri educatori e un’ulteriore missione è il rilancio dell’attività giovanile. Inoltre, la nostra sfida è quella di aumentare, in un solo anno, del 10 per cento il numero degli iscritti. È un obiettivo ambizioso che sono certo di poter raggiungere grazie ai nostri dirigenti straordinari».
 
Come si pone il Csi nei confronti dello sport professionistico?
«I campioni costituiscono un modello. Il mondo professionistico e i ragazzi devono stipulare una nuova alleanza. In questo senso il Csi si è già attivato, come confermano i protocolli di intesa firmati due anni fa con l’Inter e lo scorso anno con il Milan a favore dello sport negli oratori. Il nostro obiettivo è coinvolgere altre società e, oltre al calcio, altre discipline».
 
Come vi rapportate con le istituzioni? «È importante che gli organi istituzionali comprendano il ruolo sociale delle società sportive e prevedano aiuti economici, per l’impiantistica e per i percorsi di formazione. Il governo e il Coni devono
riconoscere il lavoro svolto per il Paese e anche in ambito professionistico deve essere chiara l’importanza dello sport di base. Bisogna anche ricordare che nel nostro Paese manca una legge quadro sullo sport. In questo senso contiamo molto
sulla grande sensibilità e disponibilità del presidente del Coni Gianni Petrucci e confidiamo di trovare in Parlamento uno schieramento trasversale di appassionati di sport volenterosi di dare forma una legge».
 
Dal presidente Achini arriva anche un sentito grazie a tutte le società sportive CSI, a ciascuno dei loro allenatori, dirigenti, arbitri, capaci di fare mille sacrifici per regalare emozioni ai ragazzi.