31 gennaio 2015

Le prime idee della 24 ore

A Cernusco sul Naviglio l’entusiasmo giovanile contagia lo sport di vertice.

Le prime proposte dai campioni Igor Cassina, Manuela Benelli e Ivan Cordoba. Nel pomeriggio attesi il presidente del Coni Malagò, il numero uno del Cip, Pancalli, e il presidente Figc Tavecchio
Le prime idee della 24 ore

La 24 ore di idee per lo sport, grande iniziativa firmata Csi inaugurata oggi nella sua prima edizione a Cernusco Sul Naviglio, presso l’Oratorio Sacer, prende il via alle dieci del mattino in una sala gremita di persone: sono i giovani dei centri sportivi, i giovani che ogni giorno si allenano nei campi, nelle palestre degli oratori, quei luoghi di aggregazione dove si pratica lo sport di base che oggi incontra lo sport professionistico rappresentato dai grandi campioni, e dirigenti dello sport italiano.

Sul palco Juppiter con canti e animazione presenta i grandi ospiti giunti a Cernusco per testimoniare i veri valori della vita attraverso lo sport. Il “taglio del nastro” è ufficialmente fatto dal presidente del Csi Massimo Achini insieme alla Fiaccola dei 100 anni del Comitato Olimpico Nazionale sul palco che inaugura contemporaneamente la grande Maratona di 24 ore per abbracciare il mondo simbolicamente rappresentata da alcuni tapis roulant sui quali tra oggi e domani correranno tutti i partecipanti di questa straordinaria iniziativa: mamme, bambini, dirigenti sportivi, campioni, presenti alla 24 ore ideata e soprattutto per raccogliere idee concrete che possano rilanciare lo sport vero, quello di tutti e per tutti.

Massimo Achini, presidente del Centro Sportivo Italiano: “Durante questa prima 24ore cercheremo di realizzare tanti sogni, tra questi uno ne abbiamo in particolare: avvicinare il mondo dello sport di base allo sport professionistico, e fare in modo che i grandi campioni sportivi come quelli che sono qui oggi, possano convincere tutti i loro “colleghi” a prendere sul serio il tema della responsabilità educativa. L’idea qui oggi è quella dei campioni sportivi e dei giovani sportivi a chilometro zero, vicini e nello stesso luogo per raccontarsi il modo in cui vivono lo sport”.

Accolti dal presidente Csi sul palco, i primi tre campioni della giornata Igor Cassina, Manuela Benelli e Ivan Cordoba portano la propria esperienza e le proprie idee per la 24ore. “Grazie all’attività dei Csi – sottolinea Igor Cassina – i valori dello sport e della vita vanno insieme. Lo sport è sempre stata la mia ragione di vita, il mio sogno è che uno dei ragazzini della squadra che alleno possa un giorno partecipare alle Olimpiadi, anche se lo sport non è fatto per forza per diventare campione. La cosa importante è fare sport per stare bene con se stessi, seguendo le regole della vita che sono più importanti di un risultato”.

Sul palco anche Manuela Benelli grande firma della pallavolo, 12 scudetti di cui uno vinto con il Csi: “Nei confronti dei giovani abbiamo una grande responsabilità e da parte nostra come campioni sportivi abbiamo il dovere di restituire tutto quello che lo sport in questi anni ci ha dato.  Sono convinta che nello sport non si possa nascondere nulla, chi cresce all’interno di uno sport non sano sta solo giocando, non sta davvero facendo sport”.

Ivan Ramiro Cordoba, 324 presenze all’Inter, con 15 reti: “Per uno sportivo che ama lo sport non esiste la parola sacrificio, esiste il pensiero profondo della passione che ti porta  a fare qualsiasi cosa, anche nei momenti difficili, puoi tirare fuori qualcosa che non ti aspetti nemmeno. Lo sport deve essere divertimento e stare bene insieme, questo è il concetto che deve passare. L’idea di oggi di avvicinare lo spirito dello sport negli oratori a quello professionista è qualcosa di molto speciale, e per questo i campioni sportivi dovrebbero cercare di essere più disponibili, con i piedi per terra per avvicinare questi posti dove nasce lo sport vero”.

Oltre un centinaio di idee: è il grande traguardo che uscirà da questa 24 ore di idee, un grande patrimonio dal quale verrà “selezionata” da una giuria guidata dal generale Gianni Gola una top ten delle dieci migliori proposte secondo questi criteri: l’idea che creerà più posti di lavoro, l’idea più coraggiosa, l’idea che favorisca l’integrazione, l’idea che abbatta la sedentarietà, l’idea più internazionale, l’idea per le società sportive che sono l’anima del Csi, l’idea per l’attività giovanile, l’idea per l’educazione, l’idea più forte per i deboli. Ecco qualche idea emersa in mattinata da alcuni giovani sportivi degli oratori: “Creare una sorta di banca del tempo per cui i campioni sportivi mettano a disposizione dieci giorni all’anno del proprio tempo all’interno degli oratori”, e poi ancora come ha suggerito il gen. Gola “Fare in modo che il mondo dello sport si prenda a cuore l’educazione dei giovani”, “Un corso di formazione universitaria per educatori sportivi professionisti”, “Un bonus sportivo per ogni ragazzo che vive situazioni di disagio nella pratica dell’ attività sportiva”, “fare in modo che ogni club professionistico contribuisca alla realizzazione di case famiglia sportive che possano accogliere i giovani in difficoltà”.

Alcune idee arrivano dai vari tavoli tematici realizzati per l’occasione: quello dei dirigenti, quello delle società, quello dei presidenti delle asd: “creare società sportive speciali che includano tutte le persone che vivono difficoltà”, “giocare in attacco – come ha suggerito Papa Francesco, “Realizzare un patto educativo tra professionisti dello sport e società sportive in base al quale gli atleti possano entrare negli oratori ed imparare l’ esperienza dello sport di base per riportarla all’interno della società professionistica”.

Una grande testimonianza di come lo sport può dare il meglio di sé ed educare alla vita: è quella del mister Emiliano Mondonico che tutti i mercoledì pomeriggio allena una squadra di ex alcolisti, Matteo è uno di questi e racconta come è riuscito a superare le proprie difficoltà attraverso la pratica sportiva e la grande esperienza della Homeless World Cup: “Il mister mi ha insegnato che ci sono regole, che nello sport ci sono compagni da aiutare e sostenere, per la prima volta non mi sono più sentito solo ed ho imparato ad avere fiducia nei miei mezzi. Grazie allo sport io ora vivo la vita in un altro modo”. “

“Sono testimonial in tutta Italia degli oratori – sottolinea Mondonico – e questa per me è una grande fortuna, ci sono tantissimi riscontri positivi ed incontro realtà significative che rappresentano davvero una svolta nel mondo dello sport”.

Juppiter intona “Ragazzo fortunato” di Jovanotti insieme al mister e i campioni presenti sul palco, poi alle 12 Achini riporta la telefonata con il sindaco di Torino Piero Fassino con Massimo Achini che per evidenti impegni istituzionali – l’elezione del Presidente della Repubblica – non ha potuto presenziare all’evento: “Formulo i miei auguri per questa bellissima giornata, un saluto che si fa ancora più vicino dato che Torino è capitale europea dello sport nel 2015. Lo sport è una delle attività principali della vita di milioni persone: va coltivato, sostenuto, aiutato, mettendo in campo tutte iniziative legislative e finanziarie che siano in grado di facilitare la pratica sportiva e consentano ad ogni cittadino di poterlo praticare”. In rappresentanza delle istituzioni anche il sindaco di Cernusco sul Naviglio: “Siamo lieti di ospitare questa straordinaria iniziativa, nel nostro piccolo molte cose le abbiamo già fatte: la creazione di una consulta dove dare voce e possibilità di esprimersi allo sport, abbiamo un bando di sostegno che mette a disposizione risorse per i giovani che hanno difficoltà, per aiutarli a praticare sport”. 

Un contributo importante arriva anche da Natale Forlani direttore generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali: “Lo sport nella storia ha sempre anticipato i movimenti generali, è una occasione di riscatto perché è meritocratico, è uno strumento di integrazione tra i popoli. Vogliamo proporre la cittadinanza sportiva, fare in modo che lo sport anticipi quello che il parlamento dovrebbe rettificare, chi è nato in Italia può rappresentare il nostro paese nelle competizioni internazionali ed essere ambasciatore dell’Italia nel mondo. Selezioneremo le più belle pratiche dell’integrazione dove il Csi e gli oratori saranno dominanti, intorno ad un manifesto dello sport che a breve verrà divulgato, dedicheremo anche un portale alla buona pratica sportiva che viene veicolata anche alle 2200 associazioni di immigrati in Italia”.

L’ingresso di Andrea Lucchetta è anticipato dallo stacchetto sonoro di Juppiter, poi l’ex campione di pallavolo con simpatia crea momenti ludico ricreativi sul palco insieme a numerosi giovani presenti, mescolando sport e divertimento, musica e aggregazione: “Dobbiamo creare e valorizzare tutti quei luoghi non convenzionali in cui lo sport possa avere nuovi modi e nuove opportunità per cambiare, affascinare i giovani che si avvicinano alla pratica sportiva. Dovremo essere bravi nell’attaccare tutti gli avversari e soprattutto nello schiacciare il disagio utilizzando la spiritualità di un gesto e di una grande squadra come quella di oggi”. Saluto dei pallavolisti in finale, altro stacco sonoro e di nuovo il presidente Massimo Achini che introduce un grande cittadino nel mondo, Ernesto Olivero fondatore del Sermig, l’Arsenale della pace a Torino. Olivero racconta la sua esperienza di vita e il suo grande sogno, abbattere la fame nel mondo: “Ogni giorno muoiono centomila persone di fame e mai nessuno ne parla. Abbiamo toccato con mano che il mondo davvero si può cambiare ma il cambiamento deve prima di tutto entrare nella nostra testa: basterebbe ogni giorno consumare l’acqua di cui abbiamo bisogno, tanto per cominciare. In questi anni ho incontrato bellissima gente, come il nostro grande presidente Sandro Pertini che ha protetto il luogo in cui abbiamo inaugurato l’Arsenale, mi auguro di incontrare preso il nuovo presidente della Repubblica oggi eletto, gli consegneremo una lettera della coscienza. Il mondo dello sport può essere determinante se riusciamo a società nuova che aiuti ad eliminare ogni barriera, credo che lo sport possa essere incisivo e determinante in questo senso”.

Massimo Achini sottolinea il grande messaggio di Olivero, che è anche il messaggio della 24ore: “Vogliamo dire al mondo dello sport di aprire gli occhi – chiude Achini - abbiamo bisogno di capire che quanto ci viene chiesto è rendere più bello il mondo di oggi. Dobbiamo giocare in squadra, insieme, per farlo. Ogni giorno sui campetti e nelle palestre degli oratori". 

Le prime idee della 24 ore

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