31 gennaio 2015

24 h. Le idee dei vertici del calcio

All'Oratorio di Cernusco nel pomeriggio arrivano le proposte e le idee di Tavecchio, Abodi, Tardelli, Brunelli. Di politica sportiva si parla con il vicepresidente del Coni, Buonfiglio e con il presidente della Fidal Giomi.
La dodicesima ora di maratona scocca nel contenitore sport in oratorio condotto da don Alessio Albertini con le proposte ecclesiali e quella di Matteo Truffelli, presidente AC
24 h. Le idee dei vertici del calcio

Iniziata questa mattina, la "24 Ore di Idee per lo Sport" continua a sfornare contributi importanti per il mondo dello sport italiano. All’Oratorio Sacer di Cernusco sul Naviglio (Milano), gremito di giovani, si alternano momenti di dibattito, confronto, proposta, giochi e attività. Nel pomeriggio di sabato altri importanti momenti tra idee e testimonianze di vita. C’è Cecilia Camellini, atleta paralimpica plurimedagliata a Londra 2012: “Per me lo sport rappresenta tutto, ho cominciato quando avevo tre anni a nuotare, è stato un grande divertimento poi è diventato un impegno e quando a 11 anni ho iniziato a fare agonismo è diventato un maestro di vita. Mi ha insegnato e mi insegna tantissimo. Ai ragazzi di oggi voglio dire che è normale avere dei momenti di scoraggiamento, ma è da questi momenti che capisci davvero se un sogno vale la pena di viverlo davvero, e se ci credi davvero ce la puoi fare. Non c’è altro da dire”. E dopo il Messico, con i Mondiali che si sono svolti a ottobre 2014, un altro racconto arriva dalla Nazionale Calcio Amputati Csi nelle parole del ct Renzo Vergnani “E’ stata una esperienza fantastica, allenarli è una emozione pura” e del capitano Francesco Messori che grazie al Csi è riuscito a realizzare il suo sogno: “Con la volontà e il coraggio sono riuscito ad abbattere le barriere e a raggiungere tutti gli obiettivi che mi sono fissato non solo grazie a me, ma anche al Csi, abbiamo partecipato a tanti eventi internazionali come i Mondiali in Messico, per noi è stata la prima volta e anche se abbiamo già fatto bene crescendo possiamo fare ancora meglio. Il mio sogno? L’idea di sport che promuoviamo siamo noi stessi, vorremmo far conoscere quello che facciamo giocando partite dimostrative prima delle partite di serie A”.

Altra esperienza nella parentesi dedicata agli atleti disabili: Alessandro Palazzotti presenta due dei 101 atleti degli Special Olympics che andranno ai Giochi Mondiali di Los Angeles a luglio, Marta e Andrea. Un’esperienza di sport unificato, atleti che giocano insieme ad atleti con disabilità. Se ogni società del Csi sviluppasse queste attività per almeno 3 di questi ragazzi triplicheremmo il numero di atleti paralimpici che sono in Italia.

Si chiama baskin, una delle numerose esperienze di sport integrato, in questo caso nel basket:  “Un’attività meravigliosa” commenta il presidente Massimo Achini introducendo il prossimo ospite Massimo Serra che spiega cos’è il basket integrato: “Un’idea semplice, parte dal principio che tutti possono fare sport e possono fare sport insieme. Abbiamo accolto idea di trovare uno sport da offrire ai nostri figli, durante gli allenamenti come genitori ci siamo trovati, dapprima con diffidenza, che in genere c’è nei confronti della parola disabilità, poi con passione”.

Claudio Arrigoni, giornalista, porta la sua idea dello sport italiano: “Credo che lo sport debba essere tanta inclusione perché ci divertiamo a fare sport, chiedo alle società sportive ed oratori, e amici, che per ogni società, per ogni gruppo, per ogni squadra, di includere una persona con  disabilità. Solo con questo pensate quanto cambieremmo in Italia il modo di fare sport”. 

E’ il momento delle idee. Cecilia Camellini: “Molto spesso sono le persone che vanno a caccia dello sport, credo invece che dovrebbe essere lo sport ad andare a caccia delle persone, rendendosi disponibile soprattutto nei confronti del mondo paralimpico, molte società non hanno il settore disabili che ci auguriamo venga inaugurato al più presto”.

Anche l’atleta paralimpico Luca Galimberti, capace di imprese straordinarie come la scalata del Monte Rosa spinto dalla forza delle sole braccia ha portato la sua idea di sport: “La mia idea di sport è molto profonda, credo che lo sport come definizione abbia grande capacità formativa, ci consente di migliorare le capacità anche personali. Quello che consiglio a tutti è di non smettere mai di sognare”.

 

Sono le 18.30 quando tutti i vertici del calcio italiano entrano nello “spogliatoio” d’ oratorio.

Il primo è Marco Tardelli, un passato da ragazzo nel Csi Pisa: “Se penso all’oratorio ricordo tante messe servite per poter giocare a calcio, mi auguro che sia usato da tutti i giovani per usare la passione che hanno verso lo sport e anche per vedere qual è la vita reale, a volte si diventa campioni anche nello studio passando dall’oratorio”. Tardelli risponde alle domande dei giovani sul palco “io credo che gli alleati per stare nello sport siano la passione, la voglia di fare, di andare per una strada giusta, con onestà, questo è lo sport. Poi si può arrivare a diventare giocatori di seria A, o di serie B, ma credo sia importante nella costruzione dello sportivo non solo l’oratorio ma anche e soprattutto i genitori, sono loro i primi che dovrebbero essere educati allo sport. Dobbiamo togliere le cose negative dal mondo dello sport, come il doping”.  

Carlo Tavecchio presidente Figc: “Vengo dall’aver fondato nel ’68 una società di calcio dilettantistica. Un modo per gestire in modo conveniente il tempo libero. La crescita del mondo dilettantistico è stata accompagnata da una burocratizzazione pazzesca, i nostri dirigenti devono pensare che il tempo che ho a disposizione in federazione lo spenderò per fare in modo che lo sport sia una cosa normale, dobbiamo trovare una soluzione che ricordi il volontariato, mettere insieme le risorse che vanno raccolte con il volontariato. Credo che l’Italia abbia il più grande volontariato europeo, dobbiamo capire se siamo parte importante di uno Stato ed io dico di sì.  Tutti insieme dobbiamo parlare di tempo libero e di funzione sportiva senza lacci e lacciuoli, riconoscere il mondo del volontariato”. Il mio contributo come idea? "Noi viviamo in uno Stato che è assente dalla scuola, basta vedere che si continuano a togliere ore di educazione sportiva. Se ogni istituto scolastico si mettesse in pista per creare una squadra da far giocare in un campionato, sarebbe un moltiplicatore fantastico, indipendentemente dal fatto che lo faccia affiliandosi ad un ente di promozione o ad una Federazione. Questi sono fatti, opere concretamente realizzabili e bisogna fare attività di sensibilizzazione affinché qualcuno li metta in atto”.

 

La palla passa ad Andrea Abodi presidente Lega Serie B: “Vogliamo testimoniare la capacità di essere alla frontiera con il grande professionismo. Toccare anche la dimensione economica ma mantenere i piedi per terra e la coscienza attiva. Il senso di questa giornata è dimostrare che dal basso possono riaffermarsi delle sensibilità che quando si pensa di essere tutti di serie A rischiamo di perdere. Anche la comunicazione come canale di contatto con la realtà dovrebbe riservare spazio ad iniziative come quella di oggi. I nostri calciatori se vanno in visita nei centri anziani, o negli ospedali, a detta degli allenatori si rafforzano. Mi rifaccio al discorso del Santo Padre in San Pietro al Csi. “Vorrei più una sconfitta pulita che una vittoria sporca”. C'è sempre poi una partita superiore, che è quella dello stare insieme, dove si fa crescere il ‘fatturato etico’”.

Ci sono poi i due partner del Csi nel torneo della Junior TIM Cup.

Marco Brunelli direttore generale Lega Calcio Serie A: “Se penso all’oratorio penso ad un posto bello dove era bello andare e giocare con gli amici, un posto dove ridere e crescere assieme, un posto dove è stato bellissimo tornare e riscoprirne il valore dopo anni di distanza. Cristiano Habetswallner responsabile sponsorizzazione Telecom Italia: “ho conosciuto bene gli oratori da due anni, grazie al Csi e da allora ogni volta sono brividi. Vorrei come azienda offrire dei laboratori ai ragazzi , dando opportunità di poter crescere. Laboratori nelle scuole e negli oratori, e approfittare delle vostre idee. Quella di oggi è per me un’occasione imperdibile. Sono una spugna e raccogliere le idee dal vertice dello sport. Fondamentali per la crescita di questo paese.

 

“La politica sportiva sogna in grande” è il titolo del contenitore cui partecipa anche il direttore editoriale dell'agenzia di stampa Italpress Italo Cucci, che al Csi ha ribadito il progetto della Maratona internazionale dei popoli a Pantelleria. L'idea è subito piaciuta al presidente della Federazione Atletica Leggera Alfio Giomi, che ha spiegato: "Abbiamo una delibera federale che dice che non si possono fare nuove maratone internazionale, ma ci sono delle eccezioni. Per cui porterò questa idea a livello di federazione internazionale nel prossimo incontro che si svolgerà in Francia e cercherò di procurarmi le firme per le autorizzazioni necessarie".

"Il mondo è molto cambiato da quando abbiamo deciso di organizzare i mondiali di canoa sprint. Non ci sono più risorse, anche se siamo l'unica manifestazione mondiale nell'anno di Expo, e allora abbiamo chiesto aiuto al Csi e al mondo del volontariato. Con gli enti di promozione sportiva dobbiamo costruire percorsi anche in futuro pieno di queste sinergie. Avremo più di 100 oratori gemellati con le nazioni che parteciperanno al Mondiale". Lo ha detto il vicepresidente del Coni Luciano Buonfiglio. "Senza i giovani non vai da nessuna parte - ha aggiunto - Se non pianti l'albero non cresce e quindi noi dobbiamo piantare tante piante per arrivare in alto".

Arrivano allora altre idee per  migliorare lo sport.  Alfio Giomi: “Cambiare la cultura sportiva si può, cambiando il ruolo dell'attività fisica nell'ambito scolastico. Spesso è considerato disturbo, inutile. La grande battaglia è costruire un perimetro ampio in cui tutte le forze che fanno attività sportiva,  insieme vanno a parlare con gli enti locali portando e parlando di competenze. Primo punto è guardare al bene comune. Rispettando l'atleta e l'attenzione per lui, e la società sportiva grande microcosmo”.
Italo Cucci: “E’ ora di fare cose pratiche ed io che sono allievo salesiano mi rifaccio a don Bosco.. L'educazione si cambia con i fatti . Togliere retorica traducendo in concretezza.”
Luciano Buonfiglio. “Non devi sognare dormendo. Ma ad occhi aperti. Sogno una nazione dove ognuno fa il suo dovere, va a lavorare non per fregare gli altri. Noi sportivi dobbiamo essere d’esempio agli altri. Se riuscissimo a fare sistema, io sogno un avversario che migliora me stesso e il sistema”.

Gli ultimi tre blocchi del 31 gennaio iniziano dopo 11 ore e 34 minuti di maratona, quando ormai l’orologio segna le 21.34: “abbiamo un’idea da proporre, non una soluzione, ma un cammino”. Ha aperto così il consulente ecclesiastico nazionale Don Alessio Albertini l’incontro sullo Sport in Oratorio, prima di concedersi una barzelletta che stana una questione fondante: “perché spesso i ragazzi lasciano l’oratorio ?”. Don Samuele Marelli, direttore della FOM, risponde: “Molti ragazzi vanno via perché hanno ascoltato il Vangelo ma non l’hanno respirato. La sfida è far respirare Gesù, e l’attività sportiva è una delle cose che serve a questo”
Matteo Truffelli, presidente nazionale di Azione Cattolica, ha invece sottolineato l’importanza del ruolo del prete all’interno di un’associazione laicale, ma anche nel contempo l’importanza di quello che i laici possono fare camminando nel quotidiano con i preti. “Oggi come oggi, gli oratori devono riconsegnare la forza educativa alla comunità, allo sport, sviluppandosi in base alle esigenze che si sviluppano nel territorio” questa è la riflessione lanciata da Don Riccardo Pascolini, presidente neoeletto della FOI, Forum Oratori Italiani. Educazione è invece la parola con cui chiude Don Michele Falabretti, responsabile pastorale giovanile italiana: “educare è meraviglioso perché comporta mettersi in gioco tutti,  prevede la cura, la custodia e l’incoraggiamento dei passi buoni”.

Piccolezza, ed umiltà le due parole chiave nel videomessaggio alla platea inviato da don Mario Lusek, cappellano olimpico e direttore dell’Ufficio Sport della Cei.

Don Alessio chiede agli ospiti ecclesiali 5 parole che legano oratorio e sport. Le risposte?
Don Riccardo Pascolini: Bassa soglia
Don Falabretti: Alleanza
MatteoTruffelli: Prendersi cura 
Don Marelli: Stima
Don Albertini: Vincere

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