Formazione - scuola tecnici
29 luglio 2015

Il Metodo Metalog®

Progetti di apprendimento esperienziale, emotivo e sistemico attraverso metafore di interazione

METALOG ®  è una società di consulenza nata nel 1996 in Germania e sviluppatasi recentemente anche in Italia (http://www.metalog.it), che si propone di fornire servizi e strumenti formativi di alta qualità, realizzare training di formazione personalizzati e attivare processi di sviluppo organizzativo. 

 

Come Formazione nazionale Csi abbiamo avuto modo di approcciare il Metodo METALOG® grazie ad uno dei workshop per formatori associativi svoltosi a Montecatini lo scorso inizio luglio.

Il workshop, condotto da Gian Carlo Manzoni - Managing partner METALOG®  ed esperto formatore - si intitolava Coinvolgere, formare, sportivamente partecipare attraverso training tools’.

Attraverso passaggi semplici e chiari i partecipanti hanno potuto  sperimentare una serie di esercizi e ‘giochi’ interattivi rispecchianti le tipiche dinamiche di gruppo e di squadra, attravderso livelli diversi di coinvolgimento emotivo e cognitivo.

 

Il workshop, a detta dei partecipanti, ha risposto pienamente alle attese, sia in termini di coinvolgimento personale che di aggiornamento circa competenze e stile formativo.

Ad ulteriore integrazione e rilancio del lavoro fatto presentiamo il manuale ufficiale del Metodo METALOG® appena uscito in edizione italiana e scritto dal suo ideatoreTobias Voss,.

Si tratta di un testo snello, un vero e proprio percorso narrativo che in modo semplice, esperienziale e concreto permette di cogliere i punti chiave del modello, le caratteristiche degli strumenti utilizzati e riuscire ad impostare proposte e progetti di intervento formativi su misura.

Il manuale è articolato in quattro parti, che danno una visione d’insieme e nel contempo operativa delle potenzialità ed applicabilità del metodo in diversi contesti educativi e lavorativi (comunicazione, animazione innovazione, sicurezza…), specie per chi opera con bambini e adolescenti).

 

La prima parte mette in evidenza la grande risorsa costituita dalle ‘metafore di interazione’ per l’apprendimento e la formazione, specie in contesti di team coaching, team working e team building.

L’assunto di partenza è che grazie a tali metafore possiamo meglio comprendere e guidare le nostre azioni. Il termine ‘metafora’ implica infatti un ‘trasferimento del significato’ e questo aspetto consente di collegare quanto sperimentato e vissuto in una data esercitazione interattiva alle effettive situazioni di vita organizzativa.  Attraverso una serie di casi ed esempi tratti dalla diretta esperienza in campo formativo vengono così introdotte tre principali tipi di metafore di interazione: le metafore visive esplicite, attraverso l’utilizzo di immagini (predefinite oppure prodotte dai partecipanti); le metafore del linguaggio, ovvero ciò che il nostro modo di esprimersi produce; le metafore figurative, prodotte dall’agire concreto dato dal manipolare strumenti e  materiali.

 

Nella seconda parte viene presentata l’attività di interazione in pratica, consentendo di acquisire i punti principali del metodo di lavoro formativo proposto.

Le fasi metodologiche considerate e illustrate sono tre: la prima è ‘l’allestimento’, ovvero la creazione di uno scenario o sistema di riferimento in cui collocare l’attività di interazione che si vuole proporre ai partecipanti. E’ importante che l’allestimento sia personalizzato sulle caratteristiche, esigenze ed obiettivi del gruppo, in modo da creare una aspettativa positiva, e preparare il terreno per i successivi processi di apprendimento.

In questa fase iniziale vengono proposte dei ‘giochi interattivi’ che preparano il gruppo ad accogliere l’inaspettato ed aprirsi alla metafora di interazione.

Il secondo passaggio è a questo punto la proposta la gruppo delle realizzazione di un progetto (sempre sotto forma di metafora di interazione, con l’ausilio di strumenti e tools operativi ad hoc), rispetto al quale il trainer assume un ruolo di osservatore e, quando necessario, di stimolatore delle risorse del gruppo.

Interessanti le quattro modalità di intervento suggerite: il cambio delle regole; la funzione specchio dell’esperienza; le domande orientate alla soluzione; gli interventi di dissociazione.

Il terzo passaggio, infine, è la restituzione dei significati e la generalizzazione di quanto sperimentato a livello cognitivo ed emotivo, in modo da creare un ‘effetto ponte’ rispetto al problema/situazione associabile della vita quotidiana. Fondamentale in questa fase è il corretto uos delle domande da parte del trainer, che hanno il compito di focalizzare l’attenzione dei partecipanti sugli aspetti di processo legato all’esperienza condivisa.

In questo senso il metodo prevede un uso delle domande secondo un preciso modello di transizione: la raccolta (domande sull’esperienza), il trasferimento (domande sul legame con tematiche quotidiane), lo sviluppo (domande di empowering di gruppo e personali).

 

La terza parte del manuale presenta un esempio di applicazione del metodo, scegliendo come tema di intervento lo sviluppo di competenze in un team di lavoro, un tema decisamente ben scelto, in quanto trasversale a molteplici situazioni, obiettivi e contesti organizzativi ed ideativi.

Lo sviluppo dell’intervento viene ben descritto a partire dall’analisi delle risorse da un punto di vista sistemico, e quindi nei suoi aspetti progettuali, avendo una chiara visione delle aspettative del committente, di come affrontare le resistenze ed i ‘blocchi’ del gruppo di lavoro, per arrivare alla definizione dei criteri di successo e modalità di verifica dell’intervento formativo.   

 

Nella quarta e conclusiva sezione del testo vengono infine presentati i principali strumenti di formazione METALOG®, primo fra tutti il ‘systeaming’, il primo strumento di formazione messo a punto da Tobias Voss ispirandosi ad un gioco per bambini: diversi oggetti dovevano essere messi su un piatto non bilanciato senza cadere. Da qui lo sviluppo della metafora dell’interazione, imperniata sulla gestione dell’equilibrio, i rapporti di interazione sistemica, il legame tra rischio e sicurezza:

 

  • Come i pezzi sul piano, così tutti siano soggetti ad interdipendenza

  • Se ci si muove in modo scoordinato si può sbilanciare l’intero sistema

  • È necessario cooperare con gli altri, altrimenti ‘si cade’

  • In ogni sistema c’è qualcuno che ha meno informazioni, un ‘non vedente’ che ha bisogno di attenzioni particolari

 

I partecipanti ai gruppi, sotto la guida di un conduttore esperto e certificato, sperimentano esercizi interattivi e veri progetti, utilizzando materiali specificatamente progettati per potenziare l’apprendimento (blocchi di legno, tubi, forme di plastica, eccetera) e stimolare le diverse componenti della nostra intelligenza, per simulare al meglio situazioni reali, risolvere conflitti, trovare soluzioni creative alle problematiche più complesse, gestire al meglio il lavoro di gruppo e la comunicazione interpersonale.

In Appendice, quale ulteriore risposta ad esigenze formative e di concretezza, sono riportate alcune schede di lavoro utili per la preparazione del lavoro con i gruppi, la scelta degli esercizi e degli strumenti, il corretto utilizzo delle diverse fasi del metodo.

 

Un testo ed un approccio formativo che nella sua chiarezza, fecondità e concretezza può ben essere utilizzato sia per integrare l’offerta dei corsi per dirigenti sportivi, come per aumentare le competenze degli istruttori ed allenatori nella gestione delle dinamiche di squadra, e non ultimo per realizzare sessioni di aggiornamento dedicate ai formatori.