22 settembre 2015

Riparte dalle Marche il Tour delle Regioni

A Loreto l'incontro dei dirigenti territoriali del CSI

I dirigenti territoriali marchigiani si sono confrontati con la Presidenza nazionale sullo stato di salute dell'Associazione e sulle proposte per il futuro
Riparte dalle Marche il Tour delle Regioni

Il Centro Giovanni Paolo II di Montorso ha ospitato giovedì 17 settembre la tappa marchigiana del Tour delle Regioni a cui hanno preso parte oltre 40 persone in rappresentanza dei 5 comitati delle Marche. Ha moderato l'incontro il presidente regionale Daniele Tassi. Per la presidenza nazionale erano presenti il presidente nazionale Massimo Achini, il direttore dell'Area Territorio Daniele Pasquini e il componente di presidenza nazionale Salvatore Maturo.

​L'incontro si è aperto con la celebrazione eucaristica presieduta da don Giordano Trapasso, consulente regionale del CSI Marche.

CSI Marche - Daniele Tassi, presidente regionale

CSI Marche - Daniele Tassi, presidente regionale

Saluta i membri di Presidenza nazionale, ricordando che quando la Presidenza nazionale va sul territorio è sempre un momento importante di dialogo tra il vertice e la base.

In vista dei Settant'anni del CSI Marche, la regione ha deciso di:

1 )scrivere la storia del CSI Marche;

2) dire grazie ad alcune persone che hanno scritto la storia del CSI Marche rendendo possibile possibile l'attuale e la futura storia dell'Associazione. C' stata una classe dirigente che ha iniziato il proprio servizio negli anni Settanta. A loro la regione CSI ha deciso di conferire il riconoscimento del discobolo al merito.

 

Vengono premiati con il riconoscimento del discobolo al merito:

  • Sandro Giampaoletti, CSI Ancona
  • Carlo Bellocchi, CSI Ancona
  • Ronaldo Spinaci, CSI Ancona
  • Francesco Cinciripini, CSI Ascoli Piceno
  • Padre Roberto Zorzolo, Consulente ecclesiastico CSI Macerata
  • Don Gabriele Moroncini, consulente ecclesiastico CSI Fermo
  • Adelelmo Zappelli, presidente CSI Fermo

 

Ricorda che la sua esperienza da presidente regionale iniziò con il cammino di Achini da presidente nazionale. Le Marche sostennero Achini in entrambi i mandati, votando convintamente le mozioni assembleari. Non nasconde che i marchigiani sono stati critici verso alcune scelte associative, senza tuttavia che questa posizione abbia mai ostacolato le iniziative che il nazionale proponeva. Sottolinea che lo stile é sempre stato quello della trasparenza, dicendo sempre apertamente ciò che si pensava nei luoghi istituzionali e mai nei corridoi, e del bene disinteressato per il CSI, senza mai preoccuparsi di qualche tornaconto.

Ci stiamo avvicinando alla fine del mandato associativo: sta iniziando a crescere un dibattito associativo che cerca di capire quale sia il futuro associativo, sia a livello regionale che nazionale. La riflessione a livello regionale è difficoltosa perché non c'è uno stimolo che venga dal livello nazionale. Negli ultimi anni siamo stati lasciati a noi stessi, in particolare sul fronte della riflessione associativa; questo non spaventa, ma fa sentire soli.

Nell'ultimo periodo abbiamo vissuto alcune "scorribande" che hanno fatto male ad alcuni territori,  in particolare del Centro, permettendo ad alcune persone di comportarsi in modo poco associativo. Questa situazione è stata superata, ne faremo tesoro e comunque non useremo lo stesso stile. Dobbiamo trovare la forza di ripartire con il dibattito, la capacità di confronto e di fare sintesi.

CSI Pesaro-Urbino Francesco Iacucci

CSI Pesaro-Urbino Francesco Iacucci

Ci siamo concentrati sui punti di forza del comitato.

In primo luogo, la capacità di entrare in sintonia con il territorio in cui opera. Si è sofferta la fuga delle parrocchie (e non dalle parrocchie). Molti parroci hanno scelto altre associazioni di riferimento. Si sono cercati altri partner, come l'AVIS, e sono stati i valori a far sì che il CSI  fosse  riconosciuto come una realtà seria e credibile.

La possibilità di gestire il più grande impianto sportivo di Fano ha permesso di affrontare con slancio il periodo della crisi.

Abbiamo realizzato centri estivi e un progetto nelle scuole.

Quelli di Fano sono stati spesso visti come personaggi un po' "anarchici", che a volte non rispettano le direttive del nazionale. Tuttavia, nella coerenza dei valori cristiani, si sta lavorando seriamente e non ci si può lamentare dei risultati ottenuti.

CSI Ancona Luca Giampaoletti

CSI Ancona Luca Giampaoletti

I punti di forza del comitato:

  • aver avviato rapporti con le istituzioni (diocesi e amministrazioni comunali) e, di conseguenza, aver raffrozato la presenza sul territorio.
  • La progettazione in oratorio: il comitato si é impegnato a ricostruire gli oratori ove non esistevano, senza mettere al necessariamente al primo posto lo sport, ma utilizzando il gioco è l'animazione come strumenti primari.
  • Villaggi dello sport: per entrare in contatto con la gente per la strada e diventare interlocutore credibile con le amministrazioni locali.
  • Avviamento di due nuove discipline sportive con la campagna "più uno": sono nate il tennis tavolo e la ginnastica artistica.
  • Realizzazione di una sana ed equilibrata coesistenza di volontariato e professionalità: è cresciuta una equipe di volontari e insieme un gruppo di collaboratori retribuiti.

 

Punti di debolezza del comitato:

  • L'attività open comincia a presentare difficoltà e cali.
  • L'attività giovanile è in grande sofferenza per la mancanza di dirigenti.
  • La difficoltà a trovare e far crescere una classe dirigente giovanile.

 

Le ricadute sul territorio di Ancona delle iniziative nazionali:

  • la grande visibilità del CSI a livello nazionale, con progetti di attività che inizialmente apparivano come un'opportunità, oggi rischiano di essere un peso per il comitato che non le vede più come  occasione di promozione, in quanto sempre più impegnative e con poca coerenza nei contenuti associativi;
  • I referenti nazionali delle varie aree dovrebbero stare vicini ai comitati, stimolandoli e coinvolgendoli. Le relazioni sono andate negli anni scemando.

 

Quali strategie per coinvolgere le società sportive:

  • Preso atto delle difficoltà a coinvolgere le società sportive nella vita associativa,  il comitato ha deciso di ripartire da zero, come se il CSI dovesse nascere oggi dal nucleo fondamentale dell'Associazione che sono le società sportive.

 

Chiediamo di ricostruire una nuova progettualità educativa e sportiva, perché in questo momento il CSI non ha un proprio progetto. Si fatica a spiegare ad una società sportiva qual é la progettualità del CSI. Manca un itinerario che le società devono seguire per realizzare la missione del CSI, educare attraverso lo sport. Oggi sembra che le Federazioni ci abbiano superato sotto questo aspetto.

Come conseguenza a livello associativo la formazione é poca, perché manca una progettualità chiara.

CSI Macerata Katia Calvani

 CSI Macerata Katia Calvani

Punti di forza del comitato di Macerata:

  • ci sono varie persone che collaborano, di diverse generazioni associative;
  • siamo accoglienti con le persone che si affacciano al CSI per la prima volta;
  • siamo aperti alle richieste del territorio
  • facciamo attivamente parte dell'equipe dei volontari regionali

 

Punti di debolezza:

  • non siamo stati capaci di far crescere numericamente il comitato che abbiamo ereditato;
  • facciamo fatica a fidelizzare le società al CSI che partecipano solo alle attività sportive;
  • carenza di formazione dei dirigenti, che ha portato dopo sei anni ad una mancanza di ricambio generazionale

 

Il rapporto tra il comitato e il nazionale è stata positivo, grazie alla opportunità di partecipare come volontari alle finali nazionali. Questa é la vera ricaduta sul territorio.

Chiedo alla Presidenza di avere coerenza con il Patto associativo, con la capacità di mettere la persona al centro, il legame con la Chiesa, la mission di educare cristianamente attraverso lo sport.

CSI Fermo Adelelmo Zappelli

CSI Fermo Adelelmo Zappelli

In comitato si trova difficoltà a trovare dirigenti che collaborino realmente e con continuità.

Nella bozza del nuovo Statuto si propone di avere meno consiglieri e questo potrebbe aiutare a svolgere le riunioni con il numero legale.

Chiede di abbassare la franchigia dei 500 € sul rimborso delle spese mediche, perché penalizza molto le società.

Il comitato ha mantenuto i numeri delle società affiliate, nonostante le difficoltà economiche che le stesse società vivono.

È difficile proporre formazione, anche perché le squadre che si avvicinano sono più interessate all'attività che alla proposta associativa.

CSI Ascoli Piceno Antonio Benigni

CSI Ascoli Piceno Antonio Benigni

Punti di forza:

  • la rete e le relazioni costruite e mantenute con fatica e con la coerenza delle scelte. I rapporti con la diocesi e le associazioni ecclesiali, con l'amministrazione sono costanti.
  • Rapporto migliorato tra la segreteria del comitato e le società sportive, grazie agli incontri che la Presidenza ha promosso con le segreterie territoriali.

 

Punti di debolezza:

  • le società storiche del comitato non aiutano nel creare rapporti associativi e questo ci ha spinto a cercare altre realtà sul territorio.

 

Chiediamo alla Presidenza di intensificare gli incontri sul territorio per i propri operatori, tecnici e amministrativi.

Ci sono stati alcuni errori gravi:

- I regolamenti sono stati distribuiti con errori;

- La scelta di introdurre Sport & Go in itinere

- Introdurre modifiche regolamentari poche ore prima dell'inizio di una manifestazione giovanile

- Il non rispetto del DOAS

- Manifestazioni nazionali che hanno perso lo spirito associativo. Quale intenzionalità ci sono nelle finali nazionali? Ogni volta che le squadre tornano dalle finali dobbiamo attuare azioni di recupero educativo.

Chiedo alla presidenza nazionale di recuperare la coerenza associativa.

CSI Marche Tarcisio Antognozzi, vice presidente regionale

CSI Marche Tarcisio Antognozzi, vice presidente regionale

Il CSI Marche le partite le gioca in squadra e non si parla a nome personale.

Nelle Marche stiamo cercando di ripensare l'associazione, riscoprendone le radici. L'ispirazione cristiana e le radici del CSI fanno emergere la sua attualità.

L'associazione è una e unica: facciamo fatica a comprendere le linee del nuovo Statuto. Il rischio è che il CSI non sia più unificata da comuni responsabilità.

Il CSI non é in vendita, non piegata a interessi. Sogniamo un CSI profetico capace di parlare a nome della Chiesa. Sogniamo una Associazione capace di solidarietà e sussidiarietà.

Nella regione Marche ci sono tante buone prassi che necessitano di essere rese visibili.

La nostra Associazione rischia di diventare una matriosca vuota, fatta di campionati nazionali che arrivano da campionati regionali che arrivano da campionati provinciali, ...

Serve recuperare lo spirito associativo degli anni settanta e ottanta: allora era forte il confronto  e l'idealità associativa, ma mancava la gamba dell'attività sportiva, è il CSI era zoppo. Oggi l'attività sportiva c'è, ma serve recuperare l'idealità associativa: comunque l'Associazione è ancora zoppa.

Dibattito

CSI Ascoli Francesco Cinciripini

CSI Ascoli Francesco Cinciripini

Qual è il futuro di questa associazione a livello regionale?

Ho risposto alla proposta di Statuto inviata dal nazionale chiedendo quale sia il senso di avere comitati territoriali indipendenti nel mondo di oggi? Oggi serve un livello regionale politico forte. Le sedi territoriali dovrebbero diventare sedi zonali, seguiti da un delegato, come ha fatto il CONI.

Operare una modifica Statutaria senza guardare avanti significa rischiare di dover cambiare lo Statuto a breve. 

CSI Ancona Sandro Giampaoletti

CSI Ancona Sandro Giampaoletti

Dal punto di vista educativo la crisi nasce dalla famiglia, dalla scuola, dalle parrocchie.

Occorre che i vari operatori del CSI abbiano una cultura associativa. C'è una discrepanza tra i valori che proclamiamo e ciò che realizziamo.

Le società sportive non conoscono il progetto CSI. Il nazionale controlla che chi partecipa alle manifestazioni nazionali abbia recepito il progetto educativo?

Un altro problema è che ci sono persone in Associazione che difendono il proprio ruolo solo per se stessi o per interessi personali. Che ci siano questi casi in Associazione è purtroppo normale, ma evitiamo che aumentino.