7 marzo 2016

A San Gabriele la tappa del Tour delle Regioni di Abruzzo e Molise

Domenica 6 marzo i dirigenti territoriali dei comitati abruzzesi e molisani si sono confrontati con la Presidenza nazionale
A San Gabriele la tappa del Tour delle Regioni di Abruzzo e Molise

Si è svolta domenica 6 marzo a San Gabriele la tappa abruzzese e molisana del Tour delle Regioni. Per la presidenza nazionale erano presenti il vicepresidente nazionale Vittorio Bosio e il direttore dell'Area Territorio Daniele Pasquini.

Angelo De Marcellis, presidente CSI Abruzzo

Angelo De Marcellis, presidente CSI Abruzzo

De Marcellis ricorda che, per potersi confrontare con la Presidenza nazionale, la tappa del Tour delle Regioni è stata molto attesa. Ringrazia il vicepresidente nazionale Vittorio Bosio per la presenza.

Spiega che Abruzzo e Molise, storicamente, sono molto legate. Informa che il presidente regionale del CSI Molise, Luigi Palumbo, é rientrato per i funerali di Leo Leone, dirigente storico dell'Associazione. Anche l'assenza del presidente del CSI Campobasso, Igino Tomasso, é giustificata dal medesimo impegno.

Informa che il CSI Chieti non parteciperà all'incontro in quanto in disaccordo con la politica della regione.

Mariano Florindo, vicepresidente CSI Molise

Mariano Florindo, vicepresidente CSI Molise

La realtà associativa del Molise é piccola in termini assoluti, ma significativa sul territorio.

Il comitato di Campobasso si è impegnato anche a tenere viva la realtà associativa su Isernia, che si spera nel prossimo quadriennio possa camminare autonomamente.

I problemi principali sono la difficoltà a farsi pagare dalle società sportive e a trovare dirigenti che vogliano impegnarsi nel comitato.

I punti di forza del comitato sono le persone che lo compongono, il gruppo storico che comunque si sente e si prende la responsabilità di continuare a mantenere viva l'associazione.

Alla Presidenza nazionale chiede di avere un aiuto per essere maggiormente presenti sul territorio. Si è costretti a trovare "scuse" per far partecipare le società sportive ai momenti associativi. Solleva il problema dell'obbligatorietà del defibrillatore.

Enrico Melonio, presidente CSI L'Aquila

Enrico Melonio, presidente CSI L'Aquila

Si complimenta con il presidente regionale per la due giorni formativa realizzata a San Gabriele.

Ricorda che il CSI L'Aquila sta attraversando un momento di debolezza per quanto riguarda le attività sportive, per la mancanza di impianti sportivi dopo il terremoto. In collaborazione con la Presidenza regionale ci si è concentrati sulle scuole, riscuotendo un discreto successo. La difficoltà é dare continuità a questo progetto a causa di mancanza di finanziamenti per pagare gli operatori sportivi.

Si soffre la concorrenza delle Federazioni e si sta cercando di lanciare la Danza e Ginnastica.

Si sofferma sul problema della mancanza della sede del comitato: la raccolta fondi della Banca d'Italia è stata dirottata sulla Casa delle Associazioni, in accordo con l'allora presidente, in cambio di uno spazio per la sede. Con il cambio del presidente il CSI L'Aquila è stato allontanato. Ad oggi si é in grande difficoltà e l'attuale sede del comitato è in affitto presso locali della Banca d'Italia. Il comune non intende più dare in comodato gratuito degli spazi alle associazioni. Ringrazia Bosio, che é stato vicino al comitato, venendo di persona per sincerarsi della situazione e dando un contributo per le spese della sede per il primo anno.

Il problema dei giovani da coinvolgere nel comitato, è che chiedono un compenso per il lavoro svolto. Chiede alla Presidenza nazionale di trovare una soluzione (start up, cooperativa, ...) per poter regolarizzare la posizione lavorativa di giovani che intendono avvicinarsi al CSI. Il livello regionale potrebbe aiutare i comitati in difficoltà, perlomeno sotto il percorso formativo.

Spera di avere un impianto sportivo dove sviluppare l'attività sportiva.

Conclude rammaricandosi che il rapporto con il vescovo è poco proficuo.

Antonio D'Ovidio, CSI Lanciano-Ortona

Antonio D'Ovidio, CSI Lanciano-Ortona

Fino al 2013 il comitato era fortemente credibile sul territorio. Poi ci fu un passaggio negativo del comitato a causa dell'ex presidente e questo ha fatto perdere terreno. Si sta cercando di ricostruire un rapporto con le società sportive e con gli arbitri.

C'è inoltre il problema della disponibilità dei campi di gioco da calcio a 11, dati al CSI prevalentemente nei giorni infrasettimanali, creando problemi alle società che hanno pertanto preferito andare in federazione.

Chiede alla Presidenza Nazionale che il livello regionale possa controllare i comitati, avendo la forza e l'autorità di intervenire sulle situazioni territoriali che non funzionano.

La situazione del comitato sta piano piano migliorando e sta tornando sana.

C'é la difficoltà ad avere contatti con il mondo ecclesiale, dalle parrocchie fino al vescovo.

Chiede al nazionale un progetto per le scuole medie e superiori.

Manifesta la poca partecipazione delle società sportive alla vita associativa e alle riunioni.

Giuseppe Bocchino, presidente CSI Pescara

Giuseppe Bocchino, presidente CSI Pescara

Il CSI Pescara è ripartito da zero, grazie all'aiuto del livello regionale. Si rammarica di azioni di disturbo da parte del comitato viciniore e del problema di mail che screditano l'immagine del CSI Abruzzo che sono state inviate alle società sportive.

Spiega che si cerca di agire per conquistare la fiducia del mondo ecclesiale, ma c'è la difficoltà per la presenza dell'ANSPI.

Ringrazia la Presidenza nazionale per l'annullamento del debito del comitato e per aver organizzato su Pescara il villaggio Mc Donald e la Volley Tim Cup.

Esprime le difficoltà a lavorare con il solo volontariato e chiede alla Presidenza nazionale di sostenerne dei collaboratori che lavorano sul territorio.

Chiede un progetto per entrare nelle scuole.

Chiede di essere maggiormente accompagnati nell'imparare ad utilizzare gli strumenti tecnologici.

Conclude ricordando che é necessario muoversi come un corpo solo tra nazionale e territorio.

Domenico Temperini, vicepresidente CSI Teramo

Domenico Temperini, vicepresidente CSI Teramo

Testimonia la crescita del comitato sotto ogni profilo (numerico, di partecipazione e attività formativa), avvenuta anche grazie al lavoro del presidente De Marcellis. Non si spiega pertanto gli attacchi ricevuti, sia personali al presidente che al comitato. È amareggiato di ricordare gli attacchi sono stati ricevuti proprio da colui che avrebbe dovuto sostenere il comitato. Ci sono state calunnie a livello personale contro il presidente e che coinvolgono anche i consiglieri, inviate a molti indirizzi e-mail indistintamente. Questo ha guastato i rapporti politici anche all'interno della regione. Destabilizzare l'associazione regionale con presunte accuse è l'esatto contrario di quello che dovrebbe fare un membro di direttivo nazionale. Non se ne capisce la ragione, il perché. Il livello nazionale non è intervenuto per risolvere questa questione, ma ha minimizzato la questione.

Aldilà delle diverse vedute, l'obiettivo ruolo del comitato di Teramo è evidente, senza nulla togliere al lavoro che tutti gli altri possono mettere in atto.

Nel 2008 è stata ereditata una situazione debitoria, che oggi è stata ripianata. Per questo chiede di  avere maggior rispetto, attenzione, collaborazione e fiducia.

Rita Di Carlo, vicepresidente CSI Abruzzo

Rita Di Carlo, vicepresidente CSI Abruzzo

Il comitato regionale attuale nasce per volontà della Presidenza nazionale da vari anni di commissariamento,. L'inizio è stato entusiasmante, poi in seguito sono emerse alcune problematiche storiche: tra comitati e all'interno dei singoli comitati. Queste problematiche erano le stesse che avevamo portato alle dimissioni degli ultimi due presidenti regionali. Si sono comunque affrontati i problemi, senza inficiare la crescita delle attività regionali.

Si rammarica tuttavia di non essere mai riuscita a fare un corso per dirigenti di comitato, in quanto alcuni comitati non hanno mai partecipato. Spiega inoltre alcuni problemi legati alla realizzazione di alcuni corsi da parte proprio di questi comitati.

Racconta alcuni progetti, tra cui quello finanziato del cratere sismico, che ha permesso al comitato de L'Aquila di gestire un finanziamento di 50.000 €.

Sul piano politico associativo, nonostante il continuo tentativo di coinvolgere i comitati più restii, non si è riusciti a fare unità.

Un intervento del consigliere nazionale di riferimento territoriale, ha aumentato la divisione all'interno della regione.

Dal livello nazionale sono arrivate linee contraddittorie: da un lato si chiedeva di tenere monitorato e controllato il pagamento dei tesseramenti, ma dall'altro (quando il regionale interveniva nel richiedere ai comitati morosi di pagare) il nazionale paradossalmente copriva queste situazioni in modo non-curante o connivente, probabilmente perché una finta noncuranza che diventa una tacita complicità fa comodo. Un Abruzzo frammentato probabilmente fa comodo a fini politici.

Chiede di stabilire un limite tra il consentito e l'illegalità.

Alcune parrocchie di un comitato ci hanno comunicato di essere affiliate al CSI a loro insaputa, per poter far numero nelle elezioni. C'è lo hanno messo per iscritto e ci aspettiamo che ci sia poi un intervento da parte della Presidenza nazionale.

Chiede di analizzare questi fatti con sincerità, chiede fermezza nel prendere decisioni, coerenza.

Si chiede una revisione dello Statuto che aumenti il potere delle regioni.

Ringrazia la Presidenza nazionale per il lavoro positivo svolto nel quadriennio, in particolare per la rimodulazione dei contributi regionali e per la grande visibilità mediatica.

Maurizio Di Florio, consigliere regionale CSI Abruzzo

Maurizio Di Florio, consigliere regionale CSI Abruzzo

Parte rileggendo alcune frasi della preghiera del Tour delle Regioni.

Ricorda di essere un ex dirigente del CSI Chieti. Racconta che ci sono problemi gravissimi nel comitato CSI di Chieti:

- ci sono società affiliate che non sanno di esserlo;

- in assemblea del CSI Chieti sono stati presentati bilanci falsi, in cui non si inserivano i debiti verso il nazionale.

Ricorda inoltre l'invio di mail massive alle società sportive di attacco al livello regionale.

Spiega che un anno fa ha inviato una raccomandata al CSI nazionale per chiedere i bilanci del CSI Chieti.

Il CSI di Chieti non ha voluto la fusione con Lanciano perché il secondo comitato aveva più società.