20 marzo 2016

Palme da campioni per lo sci del Csi

Bergamo trionfa a Falcade nel trofeo Superteam

Undici campioni orobici sul gradino più alto della Diavolina Cup e conquista per Bergamo della coppa per comitati, davanti a Vallecamonica e Feltre. La soddisfazione del sindaco Michele Costa. Sorrisi, tanti applausi, anche fra gli sleepers.
Palme da campioni per lo sci del Csi

Con gli ultimi giganti, 34 porte sulla Laresei e 33 porte sulla Panoramica,  la neve della Ski Area San Pellegrino ed una soleggiante Falcade hanno salutato i campioni della Diavolina Cup, con un grido fortissimo: Bergamo!
È infatti il comitato orobico davanti alla Valcamonica e a Feltre ad aggiudicarsi per il quarto anno consecutivo e per il nono anno nelle ultime dieci  edizioni del campionato nazionale di sci alpino del Csi il Trofeo Superteam, quello riservato ai comitati. Ad urlarlo al cielo, davanti al sindaco di Falcade, Michele Costa, decine di giovani sciatori bergamaschi insieme sul palco a fare festa, di squadra, dopo tanti week end di gare disputate da avversari. Tute verdi, nere, bianche, insieme, dalla Valle di Scalve, dalla Valseriana, dalla Valbondione, hanno riportato il trofeo a casa, grazie agli ottimi piazzamenti ottenuti nel corso della tre giorni falcadina. Tra i 20 più veloci campioni nazionali, vincitori della Diavolina Cup, ben 11 ‘sciolinano’ in bergamasco. Il più felice sembra il veterano Giovanni Grassi, tuta verde dello Sci club Val di Scalve. “Tripletta d’oro. Di più non potevo chiedere in queste giornate, due medaglie d’oro e il trofeo complessivo in tre giorni indimenticabili; il 18 marzo il mio compleanno, il 19 la festa del papà - e sono qui con mio figlio oltre a tutti gli altri ragazzi che crescono insieme a noi ogni giorno sulla neve e nella vita – ed oggi la ciliegina della vittoria nel gigante”. Unico runners a conquistare 300 punti, ovvero l’en plein del punteggio nei due giganti e nello speciale disputati sulla pista Paradiso e Laresei. Applausi, sorrisi, qualche rimpianto per pochi decisivi centesimi. Soddisfatti anche molti atleti di casa. Se è vero che “Gallina vecchia fa buon brodo”, sugli sci “i giovani Gallina fan buon oro”. Papà Andrea, di casa a Falcade, applaude soddisfatto entrambi i suoi figli ‘runners’, Simone campione nazionale allievi e Giulia campionessa oggi nel gigante ragazze che rimpinguano il tesoro di famiglia oltre che quello dello Ski College Veneto targato Csi Feltre. “Favorita forse dai primi numeri, ho sciato bene su una pista che conosco a memoria”.

Anche Udine ha una campionessa, Veronica Schneider, che al traguardo finale con l’oro al collo juniores, ha il sorriso di chi ha fatto bene ma poteva far meglio, felice per aver riscattato qualche caduta di troppo nelle passate finali nazionali del Csi. “Anzitutto, mi sono molto divertita, potevo forse andare più forte. Mi alleno tanto sullo Zoncolan o a Sauris, nel mio Friuli. Ho gareggiato in passato ad Alleghe , a Pinzolo, al Tonale, e come sempre questa è una manifestazione coi fiocchi”. Ci sono anche gli sleepers premiati sul podio, ovvero i migliori sui più di 300 (sui 500 finalisti) meno performanti.

Ci sono sempre nel Csi i due amici cuneesi del Passo, acronimo di “Promozione attività sportiva senza ostacoli”. Vincono entrambi nel sitting, Marco Boffa e Aldo Baudino, entrambi seduti sulla loro carrozzina con una medaglia al collo, che ha un rovescio ricco di significato: “Partecipiamo perché amiamo questo sport, ma anche per spronare tanti atleti nelle nostre condizioni a non arrendersi e a mettersi in gioco, magari in manifestazioni come questa del Csi, dove conta esserci e divertirsi”.

Tra i master B  un oro ancora per Giuliano Fumagalli (Collina Udine). Scherza: “Non si sa mai se è meglio essere l’ultimo dei runners, o il primo fra gli sleepers. Venerdì per pochi millesimi non sono entrato fra i 150 runners, ed ero dispiaciuto, ora sono stato ripagato dalla medaglia”.
“Il bello di questa manifestazione – come sottolineato dal direttore tecnico nazionale del Csi Renato Picciolo – è proprio questa partecipazione, non tanto nei numeri, ma nel rendere protagonisti non solo i più tecnici. In buona parte anche gli sleepers contribuiscono infatti al successo finale del comitato, portando punti preziosi, ed è un modo per non escludere e per far vincere, anche chi è stato il più veloce dei lenti…”

A guidare temporaneamente la commissione tecnica nazionale sci del Csi è stato Alessio Franchina, che al termine commenta positivamente: “Alta partecipazione, gente contenta, giudici e cronometristi perfetti. Abbiamo trovato belle giornate, gli addetti del comprensorio disponibilissimi, una neve che ha tenuto, ma in chiave associativa, la nota positiva, che fa ben sperare per il futuro sono i 177 iscritti nel trofeo baby, ovvero under 11”.

L’ultimo a scendere dal palco, è stato proprio il numero uno…: il sindaco Michele Costa, colpito da tanto colore e calore.

“Entusiasmante questa presenza del Csi – le parole del primo cittadino – Ho avuto da subito sensazioni positive da parte del territorio, in questa prima esperienza di ospitalità ad una finale del Csi: una massa di così tante persone di età diverse in una manifestazione che abbiamo potuto apprezzare nei valori che porta in sé, vedendo l’integrazione con i diversamente abili, e fra generazioni con bambini e adulti uniti dallo sci. Un piacere premiare appunto uomini e donne di ogni età e di tante regioni diverse. E mi è piaciuta la gran quantità di gente partecipanti fino in fondo alla premiazioni, qualche ora dopo aver tagliato il traguardo. Segno di un’associazione che sa dare importanza ad ogni elemento in programma. Spero possiate tornare il prossimo anno”.

Molto apprezzati da tutti i momenti “fuori pista”. Una Festa delle Regioni, con i sapori delle nove regioni rappresentate a Falcade per il Csi; poi il parroco di Falcade che nel pomeriggio di sabato aveva celebrato con il consulente ecclesiastico nazionale del Csi, don Alessio Albertini la Messa della Passione di Cristo in una chiesa arcipretale gremita di sportivi.
Passione sportiva, “palme” da campioni assegnate in Veneto e infine il sorriso benaugurante per la prossima Pasqua, che non poteva non venire se non da un bambino, camuno, Enea Bettoni, 300 punti, il pieno per i colori della Sci Club Free Mountain: “Mi alleno tutti i sabato e qualche domenica a Montecampione – afferma con decisione il biondo campioncino - Bello sciare e bello vincere. Sorpresa di Pasqua? No. Ma che gran bella coppa! Ora come torno a casa ci infilerò dentro il mio uovo di cioccolata!”.

Per la cronaca, oltre agli 11 campioni nazionali orobici, Feltre ne conta 4, e la Valcamonica 2. Udine, Cuneo, e Trento nei baby una volta sul gradino più alto del podio.

LE CLASSIFICHE FINALI DI DOMENICA 20 MARZO

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Pubblicato da Centro Sportivo Italiano su Venerdì 18 marzo 2016