28 aprile 2016

"La Misericordia scende in campo"

La Clericus vede i quarti di finale

Incontro formativo presso il Pontificio Consiglio per i Laici. Sorteggiati gli accoppiamenti dei quarti di finale della Clericus Cup da
mons. Josef Clemens, segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, mons. Melchor Sanchez, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura, don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del CSI e il dott. Santiago Perez de Camino, responsabile sezione Chiesa e Sport del Pontificio Consiglio per i Laici.
"La Misericordia scende in campo"

Dopo aver festeggiato la Pasqua torna alla ribalta la Clericus Cup il mondiale calcistico pontificio promosso dal Centro Sportivo Italiano. A margine dell’incontro formativo "la Misericordia scende in campo" – organizzato giovedì 28 aprile dal Csi presso il Pontificio Consiglio per i Laici - sono stati sorteggiati gli accoppiamenti dei quarti di finale.

Sabato 14 maggio, sui campi del Centro Sportivo Pio XI (Via di Santa Maria Mediatrice 24), ecco le quattro sfide a eliminazione diretta: 

 

Pontificio Collegio Urbano - Collegio Messicano

Pontificia Università Gregoriana - Collegio S. Paolo Apostolo

Mater Ecclesiae - Sedes Sapientiae

Collegio Pio Latinoamericano - North American Martyrs

 

Il match clou dei quarti è il derby mariano tra Mater Ecclesiae e Sedes Sapientiae, due tra le formazioni “fedelissime” del torneo, sempre in campo nelle dieci edizioni della Clericus Cup. I campioni in carica del Pontificio Collegio Urbano hanno trovato invece gli azteca messicani. Le due Americhe a confronto nella sfida che oppone i nordamericani dei Martyrs ai sudamericani del Pio Latino. L’ultima semifinalista verrà fuori al termine della gara tra i gesuiti della Pontificia Università Gregoriana e i sacerdoti del Collegio S. Paolo Apostolo.

 

Ad effettuare il sorteggio sono stati mons. Josef Clemens, segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, mons. Melchor Sanchez, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura, don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del CSI e il dott. Santiago Perez de Camino, responsabile sezione Chiesa e Sport del Pontificio Consiglio per i Laici.

 

I relatori hanno tutti ribadito che la Clericus Cup, non vuole essere infatti solo un torneo di calcio. Per i sacerdoti e i seminaristi calciatori questo percorso formativo parallelo – una particolare pastorale dello sport – servirà un domani a fare tesoro nelle parrocchie e negli oratori dove saranno chiamati ad annunciare il Vangelo.

 

Ad aprire l’incontro formativo, il padrone di casa mons. Josef Clemens che ha sottolineato «L’attività sportiva è l'anticamera oppure il cortile di sperimentazione per gli atteggiamenti e per le virtù basilari che precedono e preparano una soluzione pacifica ed adeguata nel caso di un conflitto o di una controversia ecclesiale e personale. E in questo contesto vorrei inserire anche la ormai decennale Clericus Cup come opportunità e luogo di sperimentazione.

Con una "lieve forzatura" nel creare delle analogie o dei parallelismi potrei dire che lo sport eseguito nello spirito del "fair play" consiste nel confronto aperto, nell'ascolto, nella condivisione delle esperienze, nel superamento degli errori del passato, nel rispetto dei limiti, nell'impegno personale in favore delle persone in questione. E tutto questo deve - per i credenti in Cristo - avvenire in "spirito evangelico" che in quest'anno ci viene presentato ed esemplificato nell'atteggiamento e nella prassi della misericordia corporale e spirituale, cioé "la Misericordia scende in campo"!»

 

Per Don Alessio Albertini «La misericordia è una prossimità che si pratica. Non è un vocabolario di interiorità, a indica un agire, un uscire apertamente “verso” l’altro. Tanto che Papa Francesco parlando del Giubileo ha usato più di una volta il gerundio “misericordiando”. È una commozione mossa da libertà, un voler ‘voler bene’ che suppone una decisione consapevole: l’impegno di libertà. » Il consulente del Csi ai seminaristi e sacerdoti presenti ha poi passato in rassegna varie immagini sportive, aneddoti e storie di vita, da Jesse Owens fino a Joana Bolling, citando passi e figure evangeliche simbolicamente efficaci per gli sportivi. Ecco allora nel suo intervento il paralitico guarito, la donna peccatrice, il padre misericordioso, il buon ladrone, il perdono dei peccati. Per ciascuno di essi una spiegazione, un passaggio rivelatore per combinare al meglio i valori insiti nello sport con le parole di Gesù.

 

Mons. Sanchez de Toca, partendo dall’oratorio tipico della Chiesa Itaiana. Ha spiegato come lo sport sia una risorsa infinita per le omelie, per le catechesi.

«Mai prescindere dalla sua natura educativa. Gioco, festa, corpo, comunità, l’agonismo, l’umiltà e il desiderio di vincere non sono incompatibili.  Il gioco e lo sport si può collegare alla Creazione. Spiega il perchè lo sport è così popolare per tutto il mondo. Ci fa diventare quello che siamo creati, creature libere, il gioco ha delle virtù secondarie, ma non serve a niente, noi siamo stati creati da Dio non perchè serviamo ma per la sua gloria. Quale importanza nella vita della chiesa che valore ha negli occhi di Dio, il gioco di squadra, lo sport? C’è posto per l’attività sportiva negli ordini religiosi? Sì. Deve esserci. Entriamo nel mistero della creazione, perchè Dio ci ha creato non perchè aveva bisogno di noi, ma perchè ci ha creati liberi.»

 In contemporanea alle partite del 14 maggio, in occasione del decennale della Clericus Cup, si svolgerà un torneo di Subbuteo, organizzato dall’Old Subbuteo Club Libertas Roma in collaborazione con il Csi Roma. Mentre sacerdoti e seminaristi si giocheranno le semifinali, i membri dell’OSC si esibiranno con le miniature che riproducono fedelmente le maglie delle squadre della Clericus di dieci anni fa, insegnando colpi e tecniche dello storico gioco di calcio da tavolo.

 

 

"La Misericordia scende in campo"