28 luglio 2016

Defibrillatori: ultima occasione per mettersi in regola

Nota del presidente nazionale Csi Vittorio Bosio in merito alla proroga (al 30 novembre 2016) della data di entrata in vigore dell’obbligo di dotarsi di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) per le associazioni e le società sportive dilettantistiche
Defibrillatori: ultima occasione per mettersi in regola

Nei giorni scorsi il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin,  ha firmato un’ulteriore e probabilmente ultima proroga sulla data di entrata in vigore dell’obbligo del defibrillatore nei luoghi dove si svolge sport organizzato. Il limite è stato spostato al 30 novembre di quest’anno. Lo stesso decreto Balduzzi prevede congiuntamente che insieme con lo strumento defibrillatore (tecnicamente Dae) ci sia almeno una persona formata per poterlo usare nel caso si presentasse la necessità.

Da una parte questa nuova proroga fa tirare un sospiro di sollievo a molte società sportive della nostra Associazione che ancora non erano riuscite a mettersi in regola su questi due aspetti del Decreto, o almeno su uno dei due. Altri, che invece hanno fatto di tutto per adeguarsi per tempo alla legge, facendo pressioni e sacrifici a volte non indifferenti, leggono questo rinvio un po’ come una presa in giro, quasi un segnale che lavorare per rispettare le norme non serva a niente. Questo sarebbe un grave errore. Prendiamo invece atto che il Decreto impone un grande salto di qualità nella cultura e nei servizi socio-sanitari in Italia, e pone questo salto di qualità sulle spalle dei presidenti delle società sportive. Siccome il progetto è molto ambizioso diamoci pure un po’ di tempo ancora, ma non facciamo l’errore grave e imperdonabile, di pensare che tanto poi tutto finirà per essere dimenticato. Sollecito i presidenti e le società sportive che ancora non fossero a norma, a farlo al più presto perché il 30 novembre sembra lontano, ma in realtà è molto più vicino di quanto si possa pensare. E’ vero che siamo in estate, ma l’estate passa in un attimo.

Per i dirigenti delle società sportive e per i responsabili, ad ogni livello, dell’Associazione Csi, l’estate è una linea ideale che divide una stagione dalla successiva. Salvo alcune discipline che hanno svolgimento secondo l’anno solare, tutte quelle legate agli sport di squadra e ai campionati in genere si sviluppano attraverso stagioni che vanno da settembre a giugno. Ma luglio e agosto non sono in realtà momenti di pausa vera perché tante persone, dai presidenti ai consiglieri delle società sportive, agli allenatori, dai parroci ai direttori di oratorio, risultano impegnate in un fitto dialogo con i Comuni, con i centri sportivi, con le famiglie dei ragazzi e con i potenziali atleti della stagione in arrivo al fine di organizzare l’attività sportiva. Chi non ha mai svolto questi compiti non può cogliere l’enorme mole di lavoro che i dirigenti stanno facendo in queste settimane. Per questo li voglio ringraziare e voglio confermare loro che tutta la dirigenza del Centro Sportivo Italiano è consapevole di questo grande sacrificio, di questo grande dono alla comunità che è rappresentato dal loro mettersi in gioco, al servizio di un progetto sportivo sempre più vincente perché da sempre attento ai più fragili, agli ultimi, a chi ne ha veramente bisogno.

Come ho già avuto modo di dire: noi vinciamo stando insieme in questa meravigliosa avventura umana che è lo sport cristianamente ispirato. E la nostra vittoria è partire in 20 all’inizio del campionato e arrivare in 20 alla fine (o, se possibile, addirittura in 21).

In questa scelta di campo si esprime tutta la potenza educativa e formativa della nostra proposta che non si nutre solo di ideali individuati e scelti, ma del lavoro concreto, sul campo e vicino alle famiglie, di tantissima gente di buona volontà.

Concludo augurando a tutti di poter vivere alcuni giorni davvero sereni e densi di affetti e solidarietà. Non dimentichiamo chi è in difficoltà e cerchiamo di aprire gli occhi per scoprire anche quelli che, vergognandosi della loro condizione, non hanno neppure il coraggio di chiedere. Nostro compito è quello di “stanarli” amorevolmente e rispettosamente per tendere loro la mano. Così avremo fatto un altro piccolo ma fondamentale passo verso la realizzazione di una società migliore. E oggi ce n’è davvero tanto bisogno.