Capacità di coinvolgimento e periferie esistenziali cui tendere

Capacità di coinvolgimento e periferie esistenziali cui tendere

Mi raccomando: che tutti giochino, non solo i più bravi, ma tutti, con i pregi e i limiti che ognuno ha, anzi, privilegiando i più svantaggiati, come faceva Gesù. E vi incoraggio a portare avanti il vostro impegno attraverso lo sport con i ragazzi delle periferie delle città: insieme con i palloni per giocare potete dare anche ragioni di speranza e di fiducia. (Papa Francesco, settantennio Centro Sportivo Italiano 7 giugno 2014)

 

L'invito del Papa ad andare nelle periferie per comunicare con tutti i ragazzi lancia alla comunità cristiana alcune sfide.

Elaborare azioni pastorali-educative concrete, adatte ai ragazzi, partendo dai livelli minimi. Lo sport non si presenta come una “proposta forte” e utile a chi ha già fatto una scelta di fede ben precisa; ma tra i tentativi, ugualmente impostati, di riformulare un cammino che sia a portata di tutti, anche di quelli che si trovano ai livelli minimi di fede di chi deve  iniziare o deve ricominciare.

Tradurre il Vangelo con i suoi valori e l'esperienza di fede della comunità cristiana in idee, parole, gesti, comprensibili ai ragazzi che sono venuti per vivere un'esperienza sportiva.

E' necessaria la presenza di educatori sportivi con un forte interesse per i ragazzi, disponibili all'ascolto e alla comprensione piuttosto che al giudizio; persone vere che non si nascondono dietro al proprio ruolo, ma sono capaci di costruire relazioni di vera reciprocità; adulti significativi che siano autentici testimoni dei valori in cui credono.

L'atteggiamento deve essere quello della gratuità come offerta della propria compagnia e dei propri valori, senza alcuna pretesa inerente all'accettazione di se stessi o di “ricatto” nei confronti dei ragazzi per portarli all'interno dei gruppi formativi

La gratuità è la capacità di chi testimonia il Vangelo con la disponibilità di accogliere seriamente qualsiasi risultato.

(A.A.)