Tra competenze e incompetenze

Tra competenze e incompetenze

Gli Organi di giustizia sportiva del CSI hanno il compito di garantire il corretto svolgimento di tutte le attività sportive (in “Sport in Regola”, p. 112, all’articolo 6 e succ.).

In particolare la loro competenza – limitata solo ed esclusivamente ai praticanti l’attività sportiva (società sportive e loro tesserati) – si esplica in “azioni” ben definite. Infatti i giudici sportivi si occupano di:

  1. verificare la correttezza e la regolarità delle manifestazioni sportive
  2. omologare i risultati
  3. deliberare sui reclami presentati
  4. assumere i provvedimenti disciplinari previsti dal Regolamento di giustizia sportiva nei confronti delle società e dei loro tesserati che hanno commesso infrazioni nel corso e in occasione dello svolgimento di attività sportive all’interno del CSI
  5. decidere sugli illeciti sportivi e sull’uso di sostanze dopanti.

Rimane esclusa qualsiasi loro competenza sugli arbitri, sui giudici e sugli ufficiali di gara in generale, fatta eccezione per quelli forniti dalle parti. Fin qui l’attuale normativa.

Alcuni interrogativi si prestano per una riflessione. Potrebbero gli organi giudicanti avere competenze anche di giustizia associativa? Il giudice sportivo ha realmente le funzioni sopra descritte o esistono di fatto limitazioni di sorta? La giustizia sportiva potrebbe interessare anche la componente arbitrale? Quali pro e quali contro? Esiste collaborazione tra le Commissioni tecniche e quelle giudicanti? In che modo e come migliorarla?

(cdp)