Arbitri e giudici di gara. 3 domande a…Beppe Basso

Responsabile Scuola Tecnici CSI

Arbitri e giudici di gara. 3 domande a…Beppe Basso

In che modo la figura del giudice di gara può configurarsi come un soggetto anche educativo e non solo autorevole?

Lo sviluppo del ruolo dell'arbitro e, più in generale, dei direttori di gara passa dalla modifica e implementazione di una mentalità diversa, basata sullo sviluppo di nuove soluzioni legate al regolamento (vedi “Sport in Regola”) e alla figura dell'arbitro che non è solo un “certificatore” distaccato ma rappresenta per noi soprattutto un educatore. Si tenga conto che, specialmente negli sport di squadra, l'arbitro gestisce più giocatori dell'allenatore! Per questo motivo è fondamentale che l'arbitro sia una figura sensibile all'accoglienza del giovane nei vari momenti in cui lo intercetta. Inoltre, a volte è lo stesso direttore di gara a non vedere il proprio potenziale in questi termini: ecco, noi lavoriamo perchè questo avvenga.

Quali obiettivi vorresti raggiungere a riguardo nel breve periodo?

Dobbiamo cercare di diffondere una cultura educativa della figura del direttore di gara su tutto il territorio, ma soprattutto in tutte le discipline. Su alcune, devo dire che riscontriamo buoni risultati, ma vogliamo marcare la differenza anche sulle altre che sono in grande espansione e penso soprattutto alla ginnastica ritmica e quella artistica, per esempio.

Tecnologia e direzione di gara: un binomio possibile anche per il CSI?

Personalmente non credo che la tecnologia possa rivoluzionare il nostro modo di intendere lo sport e l'itinerario educativo che con esso vogliamo costruire. Lavoriamo piuttosto perchè prevalga sempre più l'aspetto umano, senza trascurare le competenze. Poi ci sono delle soluzioni che si possono ipotizzare e valutare, come per esempio il dialogo con gli atleti per l'interpretazione del regolamento, ma non credo che dipenda dalla tecnologia il nostro futuro.

(EG)