Gradi di giudizio

Gradi di giudizio

I procedimenti derivanti dallo svolgimento dell’attività sportiva sono di competenza degli organi di giustizia sportiva che operano secondo quanto previsto dal Regolamento di giustizia sportiva pubblicato in “Sport in Regola”.

Per ogni livello di attività (locale, regionale o nazionale) sono sempre previsti due gradi di giudizio. Un organo, di livello nazionale, giudica sulla legittimità dei procedimenti ed è la Commissione Nazionale per la Giustizia Sportiva.

Per l’attività locale, il doppio grado di giudizio è, per competenza, così suddiviso:

Primo grado: Giudice Unico di Comitato e Commissione Giudicante di Comitato

Secondo grado: Commissione Giudicante Regionale.

Una particolarità molto importante del nostro sistema di giustizia sportiva, quindi, sta nel fatto che, ad esempio, per l’attività locale il primo grado si compone di un doppio step che, nella pratica, significa la pronuncia di un doppio giudizio da parte degli organi territoriali giudicanti. Esperiti i due step del primo grado di giudizio, poi, è possibile adire la Commissione Giudicante Regionale, organo di secondo ed ultimo grado (con eccezione dei ricorsi per la legittimità).

Per garantire il funzionamento del sistema fin qui descritto, c’è bisogno innanzitutto che gli organi giudicanti siano composti e lo siano correttamente ovvero dal numero di giudici stabilito dal Regolamento di giustizia sportiva:

in primo grado:

Giudice Unico di Comitato (1 giudice)

Commissione Giudicante di Comitato (almeno 3 giudici)

Secondo grado:

Commissione Giudicante Regionale (almeno 3 giudici)

 

A questo punto sorgono tre importanti riflessioni:

  1. risulta adatta alle esigenze del CSI l’odierna organizzazione della giustizia sportiva? Si può semplificare? E in che modo?
  2. ogni Comitato ha a disposizione le risorse umane richieste? E’ possibile reperire altri operatori interessati? Come? Quali le difficoltà riscontrate?
  3. Chi opera nell’ambito della giustizia sportiva ha realmente una formazione adeguata per ricoprire il ruolo di giudice sportivo? Provvede all’aggiornamento? Si preoccupa di formare altri giudici sportivi?

 

(per una completa descrizione cfr. artt. 17-18 pp. 117-121 e artt. 73 e succ. p. 138 in “Sport in Regola”).

 

(cdp)