Incompatibilità

Incompatibilità

L’incarico di giudice sportivo CSI è praticamente incompatibile con tutti i ruoli elettivi e di nomina associativi. Ciò vuol dire che il giudice sportivo può soltanto svolgere questo compito che, peraltro, si presenta non facile, non allettante, non remunerato e che prevede una delicata e permanente formazione culturale.

Per queste ragioni sono rari gli operatori che si avvicinano al CSI per percorrere l’arduo sentiero della giustizia sportiva e, chi lo fa, prima o poi si può trovare in una situazione di incompatibilità.

Infatti, come da Statuto e come recita il Regolamento di giustizia sportiva all’articolo 25, pubblicato in “Sport in Regola” (p. 125) si prevede che “la carica di membro di un Organo di giustizia sportiva ad ogni livello territoriale, regionale e nazionale è incompatibile con qualsiasi carica elettiva e di nomina nell’ambito dell’Ente”. Lo stesso articolo, al comma successivo, precisa che “non possono fare parte degli organi di giustizia sportiva:

a) i membri di Presidenza (territoriali, regionali e nazionali);

b) i coordinatori d’area (regionali e nazionali nonché i responsabili dei servizi delle strutture del Comitato territoriale o i dirigenti responsabili dei “Comitati zonali”),

c) i membri dei Collegi dei probiviri (i procuratori associativi) e dei revisori dei conti (territoriali, regionali e nazionali).

d) i consiglieri (territoriali, regionali e nazionali)

e) i rappresentanti e membri delle Commissioni tecniche sportive (territoriali, regionali e nazionali);

f) i tesserati CSI in qualità di atleti partecipanti nella categoria della disciplina in cui sono impegnati.

Se per alcune di queste situazioni vi siano inconciliabilità di ruoli e funzioni è ben comprensibile; per altre invece sorge qualche dubbio.

Quindi riepilogando: è opportuno che l’incarico di giudice sportivo sia incompatibile con tutti gli altri previsti in Associazione? Ha senso l’incompatibilità tra l’essere giudice sportivo territoriale, regionale e nazionale? E’ significativa la presenza di un rappresentante degli arbitri all’interno degli organi giudicanti? Perché? Viene effettivamente ad esserci una presenza oppure è una norma inapplicata?

(cdp)