Raccontare il CSI: gli strumenti di comunicazione e il territorio

Raccontare il CSI: gli strumenti di comunicazione e il territorio

Un’associazione capillare, attiva, multiforme come il CSI, appare a volte elefantiaca, mastodontica nella sua umanità e sportività. 162 sedi territoriali, 13500 associazioni sportive affiliate, 1.160.000 tesserati sono un segno tangibile di presenza nella vita quotidiana dell’Italia che gioca, sta insieme e fa sport.
Ma quale messaggio riesce a veicolare? Come viene letto il CSI? Cosa si vede e cosa no?
Un marchio iper conosciuto, direi anzi sentito e vissuto, come quello del CSI, ha in sé pregi e difetti della notorietà. Difficile incontrare persone che hanno avuto contatti ravvicinati con lo sport, che dicono di non conoscere il CSI: se chiediamo a 100 persone di dirci cos’è per loro il CSI, una buona parte ci direbbero calcio, altri oratorio/parrocchia e altri sport sociale. Ma sapere esattamente cosa ha mosso l’associazione a fare sport è molto difficile da fare comprendere.
Il CSI è visto come un organizzatore di attività sportiva, un promotore di campionati e tornei, un inditore di gare, competizioni, trofei, criterium, competizioni. Ci stiamo provando in tutti i modi e continueremo a farlo: l’organizzazione sportiva è al servizio dell’educazione, della crescita, dell’azione sociale delle persone e delle nostre comunità. Non facile comunicare il dietro le quinte, quando spesso ci viene chiesto riscontro nel risultato, nella classifica, nel provvedimento disciplinare?
Serve una grande campagna di comunicazione nazionale? Abbiamo bisogno di slogan, di bandiere sotto cui riunirci tutti?
Io investire tutto sulla peculiarità territoriale, sulla flessibilità con cui lo sport si adatta alle comunità e alle persone, agli usi, ai costumi, ai disagi, ai vantaggi, alla geomorfologia della nostra Italia.
Occorre essere attori delle nostre comunità locali, costruire relazioni, valorizzare quello che facciamo ogni giorno: è li dove dobbiamo essere protagonisti, dove lo sport deve ottenere la visibilità e l’aiuto che merita per l’azione sociale che offre alla comunità. Sito, social, media tradizionali, ma soprattutto tanti progetti veri, attività sportiva concreta, iniziative che toccano il quotidiano delle persone.
Abbiamo voglia di imparare, di studiare, di farci aiutare a crescere?
 

(SG)