3 aprile 2018

“Csi, importante risorsa per lo sport negli Istituti di pena”

Lo afferma in un’intervista il dott. Vincenzo Starita, del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità

Il Direttore Generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile ha reso ancora più significativo il rapporto con il Csi, dopo la sottoscrizione nel mese di marzo dell'accordo di collaborazione, tappa qualificante nel già intenso lavoro associativo che sul territorio nazionale viene svolto a favore della popolazione reclusa e, in questo caso, dell’area minori.
“Csi, importante risorsa per lo sport negli Istituti di pena”

Rinnovato l'impegno del Centro Sportivo Italiano a favore di quella fetta di popolazione dell’area penale che necessita di un accompagnamento e di una integrazione per ritornare con valori positivi nella vita quotidiana. Il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità ha reso ancora più significativo il rapporto con il Csi attraverso la sottoscrizione di un accordo di collaborazione che segna una tappa qualificante nel già intenso lavoro che sul territorio nazionale viene svolto a favore della popolazione reclusa e, in questo caso, dell’area minori. Giovedì 15 marzo al Ministero della Giustizia il Csi ha sottoscritto l’accordo finalizzato alla realizzazione di azioni congiunte per promuovere ed attivare percorsi di educazione alla legalità, di formazione, di qualificazione e di socializzazione, favorendo il reinserimento sociale di minori e giovani del circuito penale. Nella circostanza, al Direttore Generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile, dott. Vincenzo Starita, firmatario dell’intesa abbiamo posto alcune domande.

 

Considerando la situazione degli istituti di pena in Italia (tra sovraffollamento e vecchiaia delle strutture) quanto è realistica l'idea di portare su larga scala lo sport nelle carceri?

Lo sport all’interno degli Istituti costituisce uno strumento importante, non solo dal punto di vista ricreativo, ma anche e soprattutto educativo, poiché contribuisce allo sviluppo psicofisico dei giovani e li aiuta a scaricare tensioni e ansia. A conferma di ciò i ragazzi e le ragazze partecipano sempre con grande entusiasmo alle attività sportive, anche perché sono momenti in cui possono vivere la loro adolescenza, energia e vitalità, oltre il loro essere e sentirsi detenuti.

Questi momenti rappresentano, inoltre, occasione di apertura verso l’esterno, con la Comunità, favorendo l’incontro e la comunicazione con altri giovani, con i quali condividere esperienze ed emozioni. Tutto questo porta dei vantaggi non solo per i ragazzi ristretti, ma anche per la Comunità stessa, alla quale appartengono e nella quale, col tempo, dovranno tornare.

Per questo è importante dare sempre più spazio all’attività sportiva all’interno nostri Servizi minorili, che si realizza anche grazie alla collaborazione di realtà importanti in questo settore, come il Centro Sportivo Italiano.

In merito alle criticità evidenziate, il sovraffollamento, in realtà, interessa solo marginalmente la realtà minorile, dove i numeri sono molto più contenuti rispetto agli Istituti per adulti, mentre per quanto riguarda le strutture, alcune di esse sono già dotate di spazi dedicati, dai campi di calcetto alle palestre. Nonostante le difficoltà logistiche, comunque, si può affermare che l’attività sportiva, in varia misura, è praticata in tutti gli Istituti Penali per i Minorenni.

Nel momento in cui si ristrutturano istituti penali per i minorenni o se ne progettano di nuovi c'è la consapevolezza di dover destinare appositi spazi alle attività sportive e ricreative dei ristretti?

L’attenzione dell’Amministrazione per la realizzazione e l’organizzazione degli spazi dedicati alle attività trattamentali è sempre molto alta, poiché rappresentano il fondamento stesso dell’intervento educativo. È attraverso la relazione e l’esperienza che il ragazzo ha occasione di crescere, maturare e intraprendere quel percorso di responsabilizzazione che lo porterà a riallacciare il rapporto con la società civile interrotto con la commissione del reato.

Con quale atteggiamento il personale carcerario accoglie l'ingresso dello sport? Come una fatica in più o come un'occasione per facilitare il rapporto con i detenuti?

Il personale, sia educativo che di Polizia Penitenziaria, accoglie sempre positivamente l’avvio di attività sportive, in quanto occasioni per costruire relazioni significative. Il personale che lavora a

stretto contatto con i ragazzi, accompagnandoli nei loro percorsi di recupero, è perfettamente consapevole del fatto che lo sport è uno strumento in più da utilizzare nel proprio lavoro.

Negli istituti penali per i minorenni sono presenti minori sia italiani che stranieri. Si può fare dello sport attività principe per facilitare coesistenza e integrazione? Cosa si aspetta dal CSI in questo senso?

L’attività sportiva è sempre stata uno strumento di integrazione, poiché parla un linguaggio universale ed è un mezzo per facilitare la socializzazione e l’instaurarsi di relazioni forti tra le persone. Gli sport, in particolare quelli di squadra, aiutano i ragazzi a riconoscere l’altro e a rispettarlo, sia come compagno che come avversario, anche nella condivisione e nel rispetto di regole condivise. Inoltre, avere un obiettivo comune e comprendere che per raggiungerlo è necessario il contributo di tutti, porta i ragazzi a guardare oltre se stessi e a vedere l’altro non come un mezzo ma come una risorsa, un individuo con una propria identità con cui è necessario confrontarsi.

Riassumono bene il concetto di sport e integrazione le parole di Nelson Mandela, che ai Laureus World Sports Awards, 2000 affermava: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone in una maniera che pochi di noi possono fare. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono. Lo sport ha il potere di creare speranza dove c’è disperazione. È più potente dei governi nel rompere le barriere razziali, è capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni.

Questo accordo stipulato con il CSI rappresenta per questa Amministrazione una risorsa importante per continuare a diffondere l’attività sportiva nei nostri Istituti, come ulteriore opportunità per aprirsi al mondo esterno vivendo esperienze significative con la Comunità civile.