6 luglio 2018

Giorgetti con Bosio a “S-Factor” per un confronto su “Lo sport migliore per un’Italia migliore”

Al Centro Congressi Roma Eventi Fontana di Trevi il Sottosegretario di Stato e il Presidente Nazionale CSI, protagonisti di un incontro sul futuro dello sport italiano. Al centro del dibattito una riforma dell'intero sistema che tuteli la parte più nobile e sana dello sport di base.
Giorgetti con Bosio a “S-Factor” per un confronto su “Lo sport migliore per un’Italia migliore”

Il percorso di “S-Factor”, il fattore sport al servizio del paese, organizzato dal Centro Sportivo Italiano ha affrontato oggi a Roma il tema “Lo sport migliore per un’Italia migliore”. Al Centro Congressi Roma Eventi Fontana di Trevi i protagonisti sono stati il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport, on. Giancarlo Giorgetti, e il Presidente Nazionale CSI, Vittorio Bosio che insieme si sono confrontati sul futuro dello sport italiano.

In apertura l'Assistente ecclesiastico Don Alessio Albertini, ha ricordato quanto sia importante la leva sociale dello sport. Anche Papa Francesco nell'Instrumentum laboris dell'imminente sinodo dei giovani ha incluso lo sport come una delle “piazze” importanti dove incontrare i giovani. “Nel rifondare il Centro Sportivo Italiano oltre 70 anni fa - afferma Albertini - l'obiettivo era riunire i giovani italiani. A distanza di 75 anni Papa Francesco ci ricorda che per far ripartire i giovani è necessario farlo dai 3 cardini di educazione, sport e lavoro”.

A fare gli “onori di casa” c'era Vittorio Bosio, Presidente nazionale del CSI: “Ringrazio l'onorevole Giorgetti per aver accettato l'invito a questa convention. L'invito è partito dal lontano Assisi 2017 e appena abbiamo messo mano a questo evento lo avevamo invitato senza sapere del ruolo che avrebbe poi recentemente rivestito. In questi giorni, ho letto cose fuori posto che alludevano a possibili “inciuci”. Anche a proposito della modifica del nostro statuto voglio dire che ci lavoriamo da 12 anni per cui non lo abbiamo fatto solo per aprire alla società sportiva lucrativa. Siamo qui per metterci in dialogo con le istituzioni.
Le chiediamo che uno dei suoi primi pensieri sia tutelare le piccole società che nel territorio fanno la differenza pur avendo fatturati esigui e che lo faccia mettendo in sicurezza chi presiede queste società. Per fare questo, dal nostro punto di vista, è necessario che ci siano regole certe: lo Stato ha il dovere e l'obbligo di gestire lo sport visto che lo finanzia. Dettateci le regole e chi non le rispetta ne paghi le conseguenze
”.

Al centro dei riflettori mediatici in questi ultimi giorni è finito il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giuliano Giorgetti che, a pochi giorni dall'entrata in vigore della societá sportiva lucrativa ha annullato il decreto. “Rispetto ad Assisi dico subito che non ho cambiato idea. Non so se sia necessario un Ministero dello Sport ma sono convinto che nel governo sia necessaria una sensibilità per lo sport e per i riflessi sociali che esso ha. Nel programma che è stato girato alle Camere per la prima volta è comparsa la parola “sport” applicata al dilettantismo. L'elemento chiave per una riforma efficace è la figura dell'animatore sportivo: quando avevo 9 anni in oratorio potevo fare i tornei perché ho avuto quella figura lì. Presidenti, animatori, educatori che si fanno carico di grandi responsabilità: lo sport italiano non si regge su istituzioni, leggi, ecc ma su persone come loro.
Altro elemento fondamentale è il settore scolastico: il Ministro dell'istruzione attuale vede proprio nello sport un'opportunità importante. Lo sport tutto deve rientrare a scuola a pieno titolo” Conclude quindi con un impegno: “Cosa diciamo a questi animatori? Dobbiamo creargli le condizioni per vedere nell'educaIone dei giovani un'opportunità senza togliere loro tempo per questioni burocratiche. Nel tempo si è creata una realtà normativa di confusione che ha contribuito a una sorta di terrorismo di problematiche fiscali e burocratiche. Quello che vogliamo fare è mettere ordine: basta una legge che prende queste normative e le metta in ordine distinguendo compiti e doveri".


Focus anche sul tema “Territori, esperienze, scenari”, una serie di storie che declinano il significato stesso del fattore sport: i protagonisti sono gli uomini e le donne che solcano i campi di gara, frequentano palestre e si formano quotidianamente per potersi dedicare agli altri, costruire relazioni, promuovere lavoro e benessere e portare lo sport in ogni luogo sia possibile praticarlo.

L’appuntamento con “S-Factor” terminerà domani, sabato 7 luglio, proponendo diversi tavoli di lavoro e dibattito su numerosi argomenti riguardanti il mondo dell’associazionismo sportivo: normative fiscali, gestione della nuova regolamentazione sulla privacy, proposte e idee progettuali a favore dei territori, valorizzazione degli archivi CSI in vista dei 75 anni dalla fondazione dell’ente.

Un atlante dello sport migliore

Un atlante dello sport migliore

Sport, educazione e lavoro

Papa Francesco, il 7 giugno 2014, ha detto chiaramente al CSI cosa serve ai giovani. Il lavoro è importante e consente di superare assistenzialismo, paura del futuro, incertezze. Educazione sport e lavoro è il contrario dei Neet, l’opposto del dimenticare chi vuole ancora sperare.
Con il cofinanziamento del Ministero del lavoro e politiche sociali, il Centro Sportivo Italiano ha formato e immesso sul territorio dei giovani promotori sportivi. Non si tratta di un gruppo omologato di persone in cerca di lavoro, ma di giovani i quali si sono cimentati nell’autoimprenditorialità propria e dei comitati territoriali CSI. Un modo per non restare a guardare, mentre tutto accade, ma per incominciare a far accadere ciò che si desidera.

Testimonianze: Daniela Cavallo promotore sportivo e associativo CSI Melfi e Matteo Massai CSI Firenze
 

A uno solo di questi miei fratelli più piccoli

Non attività estemporanee, ma sport… Il Centro Sportivo Italiano è un’associazione che tenta di educare attraverso lo sport. Per questo, occorre continuità, assiduità. I campionati sono e saranno il vero fiore all’occhiello dell’associazione che non rinuncerà mai a promuoverli per tutti i più giovani che vengono esclusi, che sono buoni solo a far barriera, che desiderano competere per divertirsi, per stare insieme e che solcano le palestre, i campi, i playground delle periferie, senza avere in mente il diventare campioni, ma semplicemente, si fa per dire, il crescere.
L’attività giovanile del CSI è per tutti i ragazzi e le ragazze a cui si rivolge l’indicazione di Gesù nei confronti degli adulti, ovvero degli educatori che sono invitati, in questo modo, ad intestare un assegno in bianco al futuro. Che siano arbitri, allenatori, dirigenti, a loro va l’attenzione maggiore del CSI, perché sportivi migliori saranno cittadini migliori; e uno sport migliore rende migliore il Paese.

Testimonianza: Mattia Helio Federico CSI Napoli

Dalla densità abitativa all’intensità educativa

Messina… Le parole si trasformano in vita vissuta e reale, in relazioni tra persone. Mi fido di te è un progetto di microcredito, lanciato dalla presidenza nazionale del Centro Sportivo Italiano. Il primo intervento ha avuto luogo nel quartiere Ritiro, tra i più densamente popolati in tutta Italia. Un quartiere la cui descrizione lasciamo al Corriere della sera, aprile 2017, e alle immagini…
La leva che solleverà il mondo non s’è ancora trovata, ma in uno dei quartieri più degradati di Messina, forse, attraverso lo sport, si sta riuscendo a dare una speranza a una quantità di giovani strappati a scippi, risse e furtarelli, grazie al contagio scattato con il recupero di un complesso sportivo abbandonato da 15 anni. Miracolo compiuto nella città del ponte che non c’è, fra i piloni di un possente viadotto che c’è, quello di Giostra, due malandate carreggiate che sembrano volare verso la Calabria, con sotto, a strapiombo, un quartiere nato male, cresciuto peggio, fra torrenti ingovernabili e case abusive. Una tormentata periferia, famosa per un ex poligono di tiro, un buco nero con caseggiati utilizzati per anni come deposito di motorini rubati e refurtiva, senza capire cosa fare di quest’area demaniale (dal Corriere.it, 26 aprile 2017).

Testimonianza: Bruno Smedile - CSI Messina

Il mio campo libero!

In carcere, visitiamo uomini e donne per accompagnarli in un percorso che significa speranza. Tra coloro che hanno praticato sport durante il periodo di restrizione, la recidiva, nei successivi tre anni, è inferiore di oltre il 60%. Un risultato umanamente importante, ma che impatta anche sui costi sociali, come dimostrato anche da alcuni progetti di social bond in Inghilterra. Recentemente, il Centro Sportivo Italiano ha anche rinnovato il protocollo con il Dipartimento per l’Amministrazione penitenziaria, grazie al quale proseguiamo un’attività meritoria in tutta Italia.

Testimonianza: Emanuela Carta, CSI Modena

Esci dalla tua terra!

Lo sport è linguaggio che attraversa i continenti. L’esperienza del volontariato internazionale è sintesi di apertura e incontro. Quando ad Haiti il terremoto ha reso ancora più povera una nazione già poverissima, qualcuno ha pensato ai più piccoli. Giovani volontari hanno deciso di lasciare i propri e rassicuranti confini dei campi, per avviare campi di gioco senza confini.

Testimonianza: Elisa volontario CSI Milano

La qualità dello sport sui territori

La qualità dello sport sui territori

"Qualità dello sport sui territori: tavolo di progettazione  partecipata", questo il tema del workshop introdotto da Michele Marchetti e tenuto da Alessandra Pietrini all'interno di SFactor a Roma. L'importanza di progettare per rendere le azioni sui territori da parte dei comitati sempre più efficaci e rispondenti alle esigenze locali è ormai assodata. Oltre a ciò, è necessario anche avere gli strumenti e le conoscenze adatte a stilare e attuare le iniziative progettate. Proprio su questo si è lavorato per tutta la mattina, sulla base dell'esperienza esperienze passate approfondendo le opportunità che ogni comitato interessato potrà sfruttare nei prossimi mesi per poter implementare le proprie iniziative a favore della promozione dello sport nella sua dimensione educativa, di inclusione sociale e di cittadinanza attiva. Dalle azioni dei promotori associativi sul territorio associativo, ad alcune idee per i bandi presenti e futuri, a cominciare da quelli di respiro europeo, l’Area Welfare e promozione sociale ha sviscerato ogni possibile atto ed operazione per favorire le diverse comunità e le società sportive del Csi

Consegnare al futuro la memoria del Csi

Consegnare al futuro la memoria del Csi

L’importanza del far memoria associativa, a cominciare dai luoghi territoriali, negli archivi dei comitati. Custodire le testimonianze vive non solo dell’ente ma dei cittadini  e del territorio italiano che in varie fai storiche le hanno generate. Questo il tema introdotto da Sergio Contrini e sviluppato da Mons. Gaetano Zito,  presidente dell’associazione archivistica ecclesiastica, che ha definito subito provvidenziale il suo riavvicinamento al Csi. Il suo intervento ha trattato in primis un excursus in generale sugli archivi, poi si è incentrato sui documenti relativi ai titolari dell’archivio.

Orientamenti fiscali per il mondo dello sport

Orientamenti fiscali per il mondo dello sport

L’editorialista di FiscoSport, Giuliano Sinibaldi, grande esperto di non profit e sport ha condotto un workshop per capire come comportarsi , quali strategie prudenziali adottare nel ginepraio di norme che troppo spesso generano incertezze e dubbi, nella speranza  che il 10 luglio, in occasione del Consiglio Nazionale, il CONI adotti le sospirate delibere che il mondo sportivo dilettantistico attende con ansia da ormai troppo tempo. Il commercialista marchigiano ha ben spiegato quali sono gli adempimenti obbligatori nel compilare Statuto ed atto costitutivo di una società sportiva, i rischi eventuali da evitare in un’eventuale ispezione dell’Agenzia delle Entrate. Tesserati, soci, clienti, chiamare con il giusto nome i soggetti che partecipano all’attività sportiva promossa da questa o quella società. Le attività commerciali, e le agevolazioni fiscali previste in Italia dalla legge.

Tra privacy, vuoti normativi e paure infondate

Tra privacy, vuoti normativi e paure infondate

Il workshop, curato dall’Avv. Mario Mazzeo, esperto in privacy e consulente della presidenza nazionale del CSI, ha inteso fare il punto, attuale, circa gli adempimenti delle società sportive e dei comitati CSI, a seguito della nuova normativa sulla privacy. Il trattamento dei dati personali degli utenti diversi aspetti del codice in materia di protezione dei dati personali, le raccomandazioni delle autorità garanti, in Italia e in Europa. E ancora il trattamento dei dati derivanti dal servizio web in caso di invio di materiale informativo (newsletter, risposte a quesiti, pareri, richiesta di preventivi, contatti e simili). Affrontati vari aspetti della policy privacy, illustrati infine i moduli formativi che, con la presidenza nazionale, saranno realizzati su richiesta dei comitati, per semplificare la gestione dei dati da parte delle strutture territoriali ai vari livelli.