16 novembre 2018

Malagò: riforma sport? Ingiusta, illogica, non seria

S-Factor si è aperto a Roma con l’incontro tra i Presidenti del Coni e del Csi

Al numero uno del Coni la replica di Bosio: «Il Csi sarà sempre per la crescita dello sport in Italia». Domani e domenica altri approfondimenti sullo sport sociale e sulle politiche ad esso collegate, con grandi ospiti del mondo dello sport e dell’associazionismo.
Malagò: riforma sport? Ingiusta, illogica, non seria

“S-Factor”, il fattore sport al servizio del Paese, organizzato dal CSI, è tornato oggi all’Hotel "Holiday Inn Rome Aurelia". Sul tema “Fattore sport e funzione sociale: dai limiti alle possibilità” i protagonisti più attesi sono stati Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, e Vittorio Bosio, Presidente nazionale del CSI.

Un presidente, Malagò, decisamente provato dalle giornate che hanno fatto seguito alla proposta di legge di riforma del sistema sportivo italiano, da lui definita “senza polemiche, profondamente ingiusta, chiaramente sbagliata, illogica nei tempi di attuazione. Avverto un senso di profondo dolore e ingiustizia per ciò che ha in mente il Governo sulla riforma del Coni. Perdere il nome Coni penso che sia un grande errore e non abbia senso: un mondo e un nome che dura da 105 anni e che é rappresentato dal tricolore. Nella logica tanto in voga dell’ ‘Uno vale uno’ anche un gigante nel panorama degli enti di promozione, come è il Csi si ritroverà a fare i conti con la politica".
All’iniziale imbarazzo del numero uno ciessino Bosio, che nel salutare il neomembro Cio si è detto “vicino e grato a Malagò per la presenza a S Factor in questo delicato momento, dopo questo ‘terremoto’”, Malagò ha comunque risposto: “Se le case sono costruite bene, con metodo, rimangono in piedi. Non devi avere paura del cambiamento. Ma se la scossa è talmente forte, così inaspettata, allora ti modifica l’esistenza. Anche con voi che vi occupate di volontariato, terzo, quarto settore, la controparte (l’attuale Governo) non ha parlato. Ma se si vuole riformare lo sport, credo occorra farlo con chi conosce la materia. Vanno cioè coinvolti gli attori dello sport. Oggettivamente nessuno pensava si arrivasse a tanto: perfino a proporre di cambiare il Coni in Sport e Salute, anzi Sport e benessere spa...".

La successiva replica di Bosio: "Il nostro compito, come Csi, è di fare promozione sportiva a supporto delle Federazioni. Il nostro valore consiste nel fare reale promozione sul territorio. Il nostro vanto sono gli oltre 60% di tesserati tra i giovani: questo ci dice chi siamo. Promuovere lo sport per i più giovani rappresenta un importante investimento che crediamo debba essere sempre più sostenuto da realtà come Fondazione Vodafone ma anche dal Coni. Non sappiamo cosa succederà - ha poi proseguito Bosio - È vera l’amicizia e la disponibilità nei confronti del comitato olimpico come è vero che nel rapporto con il Coni gli Enti di promozione sono stati considerati di serie… Z , nemmeno dico di B! Dal 1° gennaio 2019 gli Enti sono attesi da una serie di condizioni da far rispettare ai propri arbitri, ai tecnici, agli atleti. Non mi sta affatto bene che le stesse per le Federazioni partano invece dal 2020. La politica non deve impossessarsi dello sport, d’accordo, ma deve vigilare per far sì che i soldi dello Stato vengano spesi in modo equo. La promozione sportiva non spetta al Coni. Le istituzioni vanno rispettate, ma dobbiamo far sentire la nostra voce rispetto all’equità. Noi non dobbiamo sostenere l’una o l’altra parte. Il Csi sarà sempre dalla parte ragionevole per la crescita dello sport in Italia. Saremo liberi fino in fondo se non dovessimo ricevere alcun contributo dal Coni”.

Dopo il saluto iniziale del direttore generale Csi, Michele Marchetti e dell'assistente ecclesiastico nazionale don Alessio Albertini, in apertura S-Factor aveva introdotto il tema del fattore sociale nello sport con una lettura dei numeri attraverso le indagini statistiche sui possibili scenari dello sport giovanile, a cura di Doxa ed Sg Plus (slide in allegato).
Cristina Liverani, research manager di Doxa, ha sottolineato “Il 54% dei genitori pensa che lo sport non debba diventare agonismo estremo, togliendo attenzione ad altre attività importanti. Per il 48% dei genitori lo sport è una delle poche alternative alla tecnologia”.
Roberto Ghiretti, presidente SG Plus, ha poi presentato i dati emersi dalle ricerche dell’Osservatorio permanente sulla promozione sportiva: “Nella fascia 0-17 anni l'attività giovanile del Csi è superiore di 10 punti percentuali rispetto a tutti gli altri enti. Una ricerca americana afferma che i giovani nati dopo il 1997 pensano che lo sport sia cambiato. I giovani - ha concluso Ghiretti - pensano che gli sport non tradizionali siano più rilevanti di quelli tradizionali”.

Sul palco di S-Factor si sono alternate le testimonianze degli operatori del Csi che hanno fatto emergere il tema della disabilità. Per Alessandro Munarini, referente nazionale per l'attività disabili Csi, è necessario "l'impegno da parte di tutti per abbattere i muri della diffidenza, insicurezza e inadeguatezza. Costruiamo insieme un'attività continuativa adeguata alle persone con disabilità". Gli ha fatto eco Diego Forbicini, allenatore del Csi Ravenna, che ha raccontato l'esperienza del dodgeball adattato, uno straordinario contesto di inclusione e di gioco per atleti con disabilità intellettiva-relazionale.

Quindi l’intervento di Enrico Resmini, presidente Fondazione Vodafone Italia - partner del Csi nel progetto Open Sport Ovunque, dedicato alle persone con disabilità - “Il progetto OsO nasce per sfruttare il digitale per promuovere sul territorio azioni di funding e crowdfunding, ottenendo così, tramite la piattaforma, dei finanziamenti per la propria attività. Vogliamo anche che la nostra piattaforma sia un social network che raccoglie e divulga storie di persone comuni, in grado di contagiare con coraggio altre persone per generare altre storie di vita attiva grazie allo sport”.

Attraverso lo sport è possibile anche sviluppare percorsi di impegno sociale. E' questa l'esperienza che sta portando avanti Aurora, promotore sportivo del Csi Melfi, per garantire l'accesso allo sport per i giovani soprattutto nelle aree periferiche più disagiate. L'attività giovanile è il cuore della proposta sportiva ed educativa del Csi e lo ha testimoniato bene Mattia presentando le attività del Csi Napoli dedicate alla fascia 8-12 anni. Stefania e Anna hanno poi raccontato l’importanza della progettazione, in particolare nelle attività svolte con i partner europei nell'ambito del programma Erasmus Plus. Beppe Basso, responsabile scuola nazionale tecnici, ha illustrato, infine, i progetti del Csi pensati per la scuola e le nuove opportunità derivanti dal riconoscimento del Csi come ente di formazione accreditato dal Miur.

Sabato 17 novembre alle ore 9,30, S-Factor proseguirà con una tavola rotonda con le istituzioni sportive, in particolare con i vertici di alcune delle principali Federazioni sportive nazionali. Dal dire al fare… Prospettive di dialogo o sano agonismo? In campo Giuseppe Manfredi, vicepresidente Fipav, Vincenzo Parrinello, vicepresidente Fidal Roberto Carminucci, direttore tecnico salute e fitness FIGdI per un momento di confronto sui rapporti tra Fsn ed Eps e sulle specificità che il Csi promuove in termini di sviluppo e di crescita del sistema sportivo. Per comprendere le strategie utili per riconoscere compiti e funzioni propri di ciascuno, ma anche limiti e confini.

Nelle giornate di sabato e domenica, infine, l’azione dei promotori associativi e l'impegno che il Csi sta rivolgendo alla formazione della futura classe dirigente dello sport e al sostegno alla rete territoriale sportiva, principalmente delle società sportive e del volontariato.

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