17 novembre 2018

Enti e Federazioni dialogano a S-Factor

Nella seconda giornata della convention Csi declinata sul fattore sport al servizio del Paese, la tavola rotonda con i vertici di Federginnastica, Fipav e Fidal. Analisi e approfondimento nei laboratori dedicati alla comunicazione e promozione sportiva
Enti e Federazioni dialogano a S-Factor

La seconda giornata di S-Factor, il fattore sport al servizio del Paese, si è aperta con i propositi e le nuove prospettive di dialogo con le Federazioni. Al tavolo con il vicepresidente nazionale del Csi Marco Calogiuri a moderare Giuseppe Manfredi, vicepresidente Fipav, Vincenzo Parrinello, vicepresidente Fidal, Roberto Carminucci, direttore tecnico salute e fitness Federginnastica, e Vittorio Bosio, Presidente nazionale del Csi. Storicamente gli Enti di promozione sportiva e le Federazioni sportive hanno cercato di intercettare, ognuno con proprie finalità, i bisogni degli sportivi e delle sportive; offrendo modelli ed esperienze di pratica sportiva e hanno promosso campionati e tornei. Sottile la linea di confine tra promozione sportiva e sport di prestazione, con talvolta qualche invasione di campo…

Incisivo in apertura l'intervento del generale Parrinello, che ha voluto subito fare la distinzione fra associazionismo e impresa, tra coinvolgimento e business. “La sfida del futuro è la cooperazione, mettersi insieme, aiutarsi. Ognuno di noi sa quanto sia oggi più difficile fare sport. Sul tema della cittadinanza attiva mi sento di dire che bisogna fortemente perseguire i mascalzoni”.

Giuseppe Manfredi ha invece posto l’accento sulla sicurezza nell’impiantistica, sulla tutela della salute (certificati medici) e sulle assicurazioni spesso non idonee. Questi i tre nodi al pettine da migliorare nel mondo degli enti di promozione. Poi “Non è ipotizzabile - ha detto il dirigente del volley azzurro - che ci sia concomitanza nei calendari dei campionati. Ciò svuota di significato quello che ciascuno fa nel proprio ambito”.

Roberto Carminucci nel suo intervento ha invece sottolineato alcune difficoltà di collaborazione nel “mare magnum” degli Enti. “La Federazione ha bisogno degli Enti - ha detto - L’attività degli Enti ci aiuta a crescere; aumenta la cultura sportiva, e l’indotto. Dove c’è cultura sportiva si può fare agonismo, altrimenti è difficile. Ma vanno uniformate le regole per avere una identità di visione. L’agonismo senza regole è impensabile. Il registro Coni? Sono felice, è un vantaggio: ogni persona che entra in palestra non è un vincolo, ma chance”.

Il presidente ciessino Bosio ha rivendicato la qualità della attività sportiva e formativa del Csi, riconosciuta da tutti gli interlocutori federali seduti al tavolo, e rispondendo a Parrinello ha espresso il forte dubbio che i mascalzoni siano spesso più organizzati e la facciano franca, parlando anche di “diplomifici” tecnici piuttosto truffaldini nei corsi per allenatori. Quindi ha evidenziato il problema principale: il rischio di colpire le piccole società che non hanno alcuno strumento di garanzie.

La chiosa al dialogo mattutino è stata del vicepresidente arancioblu Calogiuri che ha spiegato “il CSI ha a cuore soprattutto coloro che rischiano di restare ai margini dell’esperienza sportiva. Secondo noi, la collaborazione dovrebbe fondarsi proprio su una differenziazione di finalità tra Enti e le Federazioni. Riconosciamo che, anche tra gli Enti, non c’è identità di visione, ma noi siamo il Csi e rispondiamo per quello che facciamo e per quello che siamo. Se insistiamo per aumentare le opportunità delle società sportive, in termini di libertà di partecipazione, è perché ci siamo accorti, come illustrato ieri dai dati emersi negli osservatori sullo sport, che l’alternativa dello sport destrutturato, fuori dalle società sportive, libero, flessibile, è quello che piace di più e attrae maggiormente. In altre parole: o tuteliamo le società sportive e ne comprendiamo le esigenze di semplificazione e di leggerezza, o rischiamo che lo sport imploda nei numeri e nelle proposte. La crescita di nuove esperienze sportive, inoltre, chiede sperimentazioni anche alle discipline più strutturate, non tanto per modificare l’identità della disciplina, quanto per offrire maggiori occasioni in termini di propedeutica, avviamento e conoscenza dello sport. Ricordiamoci che il nostro primo competitor, in realtà, si chiama: sedentarietà; a seguire: obesità; a seguire: solitudine”.

All'Holiday Inn giornata anche di approfondimento e formazione nei diversi laboratori proposti da S-Factor. Spazio all'analisi "Numeri e non solo. Una riflessione per la crescita dell'associazione" curata da Marco Guizzardi, direttore area servizi al territorio, per conoscere al meglio e per rilanciare le potenzialità dei servizi per le società sportive. Promosso inoltre un primo laboratorio per la costruzione di un network di sviluppo della comunicazione associativa e i percorsi formativi dedicato ai promotori associativi e ai formatori SnaQ.

Enti e Federazioni dialogano a S-Factor

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