Da Assisi 2009 orizzonti internazionali. Pescante invita gli atleti del Csi a Singapore 2010

Da Assisi 2009 orizzonti internazionali. Pescante invita gli atleti del Csi a Singapore 2010
Giornata conclusiva per il Meeting di Assisi “Lo sport di oggi per l’Italia di domani”. Subito in apertura di mattinata c’é l’Italia dei Gemellaggi in vetrina, con Ostuni- Pordenone e Melfi-Taranto, comitati gemelli premiati con un arco gonfiabile da utilizzare in manifestazioni sportive. Il Meeting di Assisi del Csi ha voluto rendicontare la grande campagna dei Gemellaggi associativi e della voglia di incontro registrata nel corso dell’anno lungo l’arco della penisola. Salvatore Maturo, il consigliere nazionale referente dei Gemellaggi ha quindi ceduto il testimone a don Alessio Albertini, segretario della Commissione sport della Diocesi di Milano, che ha dispensato alla platea una succosa relazione sul tema dell’anno associativo “Uno sport per la vita”
“Il Csi è per me un’associazione che comincia ad avere il volto di amici, in cui ti accorgi della bellezza e della ricchezza presente in essa. Se la nostra vita non ci fosse in questo bene comune, in questo mondo, mancherebbe un tassello, lasciando così il puzzle incompleto. Prendo a prestito il titolo di un film di Capra, “La vita è meravigliosa” per dire a voi che la nostra opera consiste nel regalare un futuro, far crescere una vita meravigliosa, adoperarsi per i ragazzi e per il loro domani. Quanti ragazzi infatti vivono oggi una vita esagerata? Quante le vite perse per questo? Lo sport ha la capacità di educare ad una vita regolare, e regalare una vita meravigliosa è anche dare regole. Oggi sembra che la vita meravigliosa sia quella che appare che si mostra, c’è una grande voglia di mostrarsi, ma questo non è affatto buono. A volte anche la famiglia, la società, l’allenatore sono responsabili di questo errore, è molto più importante il successo: apparire, vincere che seguire le regole.
Lo sport però non ti permette di dire il falso, siamo chiamati a dare il meglio, siamo chiamati in campo: una vita meravigliosa è quando scopri cosa devi fare, sei chiamato per un compito e devi  dare il meglio. Oltre a trovare il tuo posto, troverai anche la tua vocazione, dobbiamo far capire ai ragazzi cosa fare della loro vita, orientarli, cosa fare della propria esistenza”
“Vorremmo certo tutti avere una gratificazione immediata – ha proseguito don Alessio - ma nello sport si tratta di un lavoro a lungo termine, dobbiamo insegnare ai ragazzi a guardare più in là, con la fatica di raggiungere l’obiettivo e una volta raggiunto, la soddisfazione per la fatica sostenuta. Senza fatica e sogni non è possibile una vita meravigliosa. E’ un cammino non facile, la più grande soddisfazione della vita é dare gratis, regalarsi agli altri, offrendogli una vita meravigliosa . La vita è meravigliosa perché quello che dai è per il futuro. “Uno sport per la vita “ il vostro slogan, sta all’inizio di un cammino, che riassume tante storie, fra persone che si riconoscono. La vita è paragonata ad un viaggio e non ad un approdo, e per questo risulta facile rispondere al bambino che a catechismo mi ha chiesto: Don, perché se la nascita è un arrivo si chiama parto?
 
Sul palco arriva poi l’atteso momento dell’ “ a tu per tu” con l’on. Mario Pescante. E’ ancora il presidente nazionale Csi Massimo Achini, a ringraziare e a congratularsi con il primo rappresentante sportivo osservatore all’ONU, come vicepresidente del CIO, e a proporgli alcuni spunti di riflessione.
Il dirigente abruzzese ha risposto subito salutando il Csi, e ricordando con affetto un suo diploma ottenuto nel criterium studentesco di atletica leggera a Roma , nel 1957. “ Sono uno di voi quindi, sono uno che riconosce a voi la funzione sostitutiva al mondo della scuola. Non è solo lo sport a vivere crisi di valori, bensì è tutta la società. Per questo occorre il vostro lavoro per formare migliori cittadini per il domani. Al Cio di Losanna discuteremo presto di un progetto specifico di solidarietà (campi rifugiati, costruzione di impianti) sportiva in Darfour, dove far vivere l’esperienza, quella vostra dell’accoglienza e della fratellanza così come in altri territori in conflitto. Esco confortato da questo incontro con il Csi e dico che il Centro Sportivo Italiano sarà coinvolto per dare il suo contributo. Ho esperienza personale nel vedere che attorno ad una pallone è più facile creare fratellanza, e far abbracciare magari per un solo gol cristiani e musulmani, ragazzi di etnie e religioni diverse.  Mi sono sempre battuto per far sopravvivere le Olimpiadi, nonostante boicottaggi, momenti tragici, attentati. Ho partecipato ad 11 edizioni di Giochi Olimpici e vi assicuro che vedere sfilare nelle cerimonie le bandiere insieme (magari i nostri azzurri li tenevo a distanza di sicurezza, pensate che eravamo tra dopo Iraq ed Israele e prima di Libano e Libia) rappresenta un’ideale che va oltre qualsiasi confine. Si è votata la tregua olimpica all’Onu. Perché? Perché 2600 anni fa c’era la tregua olimpica e lo sport vive di messaggi e di sogni.
L’estate del 2010 vedrà debuttare a Singapore i primi Giochi Olimpici della Gioventù. E siccome sarà accompagnato da un grandissimo campeggio proprio per far vivere questa esperienza non solo agli atleti ma anche ai giovani del mondo potremmo organizzare la spedizione insieme. Credo che la presenza italiana debba fornire una rappresentanza dello sport a tutti i livelli, di vertice e di base.. Ripeto che non ci saranno campioni olimpici della Gioventù, serve invece insegnare cosa sono i valori dello sport praticato.Ed entrare in contatto con ragazzi di 204 paesi, credo sia un’occasione irraggiungibile nella vita di un giovane, unica per tanti ragazzi. Torneranno ambasciatori di pace amicizia e fraternità. Vi aspetto”.
 
 
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