7 novembre 2013

A Montecitorio per tornare a dare voce allo sport di base

Le società sportive di base sono in grande difficoltà. Tante non ce la fanno più e sono pericolosamente a rischio chiusura. Di fronte a questa situazione il vero dramma è costituito dall’indifferenza generale. Pochi, però, sembrano prendere sul serio il problema, pochissimi sembrano capire che bisogna fare qualcosa e che bisogna farlo subito. È necessario “dare voce allo sport di base”, richiamare l’attenzione sul ruolo e sui problemi delle società sportive sul territorio e nel Paese, fare qualcosa per cambiare la situazione. Per questo, ormai più di anno fa, alcuni enti di promozione sportiva (Csi, Uisp, Us Acli, Aics, Acsi) si erano messi insieme e avevano convocato a Roma una assemblea aperta a tutte le società sportive di base. Per questo venerdì prossimo, 8 novembre, le stesse realtà hanno convocato una conferenza stampa “aperta”. L’appuntamento è fissato a Roma alle ore 11 presso l’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio, ove sono attesi rappresentanti del Parlamento, del Governo, delle Regioni e delle Amministrazioni locali. L’obiettivo è quello di risvegliare e tenere alta l’attenzione e di dare voce ai problemi delle società sportive di base. In Italia ci sono oltre 90mila società sportive di base. Sono “luoghi” dove non si cerca di fabbricare i campioni di domani, ma dove (con pazienza e passione) si cerca di crescere nuove generazioni di bravi e onesti cittadini facendogli incontrare i veri valori della vita attraverso lo sport. Sono luoghi tenuti in piedi dalla devastante “potenza positiva” di un volontariato generoso e appassionato. Sono luoghi aperti a tutti, dove trovano “casa” i bravi e i meno bravi, quelli che hanno talento e quelli che sono negati ma hanno voglia di giocare e divertirsi. Sono vere agenzie educative che “cambiano” la vita delle persone e del territorio.
Le società sportive di base sono in grande difficoltà. Tante non ce la fanno più e sono pericolosamente a rischio chiusura. Di fronte a questa situazione il vero dramma è costituito dall’indifferenza generale. Pochi, però, sembrano prendere sul serio il problema, pochissimi sembrano capire che bisogna fare qualcosa e che bisogna farlo subito. È necessario “dare voce allo sport di base”, richiamare l’attenzione sul ruolo e sui problemi delle società sportive sul territorio e nel Paese, fare qualcosa per cambiare la situazione. Per questo, ormai più di anno fa, alcuni enti di promozione sportiva (Csi, Uisp, Us Acli, Aics, Acsi) si erano messi insieme e avevano convocato a Roma una assemblea aperta a tutte le società sportive di base. Per questo venerdì prossimo, 8 novembre, le stesse realtà hanno convocato una conferenza stampa “aperta”. L’appuntamento è fissato a Roma alle ore 11 presso l’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio, ove sono attesi rappresentanti del Parlamento, del Governo, delle Regioni e delle Amministrazioni locali. L’obiettivo è quello di risvegliare e tenere alta l’attenzione e di dare voce ai problemi delle società sportive di base. In Italia ci sono oltre 90mila società sportive di base. Sono “luoghi” dove non si cerca di fabbricare i campioni di domani, ma dove (con pazienza e passione) si cerca di crescere nuove generazioni di bravi e onesti cittadini facendogli incontrare i veri valori della vita attraverso lo sport. Sono luoghi tenuti in piedi dalla devastante “potenza positiva” di un volontariato generoso e appassionato. Sono luoghi aperti a tutti, dove trovano “casa” i bravi e i meno bravi, quelli che hanno talento e quelli che sono negati ma hanno voglia di giocare e divertirsi. Sono vere agenzie educative che “cambiano” la vita delle persone e del territorio.Tutto questo (e molto di più) sono le società sportive d’oratorio, di periferia, di quartiere… A mandarle in crisi non è stata solo la questione economica. A rendere la vita difficile (a volte difficilissima) è il fatto di ritrovarsi a lottare ogni giorno contro la burocrazia, contro l’assenza di palestre, impianti e campi, che in certi casi, laddove esistono, sono fatiscenti, contro istituzioni che a volte sembrano fredde e distaccate, contro una cultura sportiva che non c’è (basti pensare al problema dei genitori, troppo spesso cattivi maestri, sempre più responsabili di episodi sgradevoli), contro norme e normative complicate… e, infine, contro la crisi economica che attanaglia il nostro tempo. Serve uno scossone positivo.Bisogna comprendere l’immenso lavoro educativo e sociale che queste realtà svolgono sul territorio. Bisogna riconoscere che rappresentano un patrimonio di umanità dal valore inestimabile per il Paese. Bisogna aiutarle e sostenerle davvero e non solo a parole. Bisogna ridurre la burocrazia, introdurre agevolazioni (penso ad esempio a delle tariffe ridotte per luce, gas e acqua negli impianti sportivi), investire sulla formazione di allenatori e di dirigenti, gettare le basi per interventi legislativi a favore delle società sportive di base e via dicendo. Per dire e ribadire queste cose abbiamo convocato la conferenza stampa di domani. Forse servirà a poco. Ma non possiamo in questo momento non provare a fare qualcosa.

L'angolo del Presidente

A Montecitorio per tornare a dare voce allo sport di base

Massimo Achini

Presidente Nazionale