1 ottobre 2015

Con lo sport d’oratorio in Serie A, prosegue la “fabbrica dei sogni”

Sabato scorso ad Expo abbiamo presentato la quarta edizione della Junior Tim Cup -. Il Calcio negli oratori. I numeri dicono tanto ma non possono dire tutto: fino ad oggi più di duemila oratori in campo, 30mila ragazzi coinvolti, 11.500 partite giocate, 20 allenamenti con le squadre di Serie A, 49 partite giocate prima degli incontri della massima serie, 3 Campi dell’Amicizia inaugurati a Scampia (Na), Monserrato (Ca) e al Lagaccio (Ge).

La vera “vittoria” di questa iniziativa va, però, ricercata molto più in profondità. Per 114 lunghi anni Serie A e Oratori si sono guardati da lontano con “simpatia”, ma senza mai incontrarsi davvero. Certo, generazioni e generazioni di campioni sono “nati” in oratorio. Certo, il Milan di Nereo Rocco si allenava al Centro Schuster di Milano tra i ragazzi dell’oratorio, ma di una vera “alleanza” nessuna traccia. Sino a tre anni fa. Nel 2013 è, infatti, accaduto qualcosa di inaspettato. Centro Sportivo Italiano, Lega Calcio di Serie A e Tim si sono sedute al tavolo con una gran voglia di fare “insieme” qualcosa di bello per il bene dei ragazzi e dei giovani. «Sognare per sognare», si decise di cedere al fascino dell’utopia: «E se realizzassimo il più grande torneo nazionale degli oratori mai realizzato in Italia? E se riuscissimo a fare giocare gli oratori prima delle partite di Serie A? E se riuscissimo a far andare i campioni in oratorio a giocare con i ragazzi? E se portassimo addirittura le squadre degli oratori nei centri di allenamento dei club, a Vinovo, a Trigoria, a Milanello, così come pure ad Appiano Gentile o Formello, facendole allenare insieme ai calciatori professionisti? E se riuscissimo a regalare un campetto nuovo all’anno a un oratorio di periferia (Scampia, Brancaccio, eccetera)? E se facessimo giocare la finale del torneo dinanzi al pubblico delle grandi occasioni, pochi istanti prima della finale della Tim Cup (per capirci la Coppa Italia)? E se ogni anno questo torneo veicolasse un grande messaggio educativo?».

Bisognava essere dei “matti” per sognare tutto questo! Bene lo siamo stati. Il risultato è che la Junior Tim Cup è oggi divenuta una “certezza” del panorama sportivo giovanile.

Le novità di quest’anno? Entusiasmanti quanto ricche di messaggi educativi! Quella più significativa è che quindici finaliste si qualificheranno vincendo le partite sul campo. La sedicesima squadra salterà, invece, fuori da una classifica “diversa”, che riguarderà una serie di iniziative educative che i ragazzi di tutte le squadre dovranno realizzare. Ci saranno inoltre “allenamenti” speciali, andando a servire alla mensa dei poveri, tra i ragazzi disabili, portando la spesa agli anziani non autosufficienti del quartiere e altre iniziative sociali e di solidarietà... Sul tema del benessere digitale, poi, si faranno cose straordinarie e proprio la Tim aiuterà i ragazzi a ragionare sull’emergente tema di essere “felicemente disconnessi”, invitando i ragazzi ad utilizzare internet e i cellulari con buon senso e senza diventarne dipendenti.

Domenica scorsa alcuni oratori di Firenze, Genova, Napoli, Bologna sono scesi in campo a San Siro pochi istanti prima dell’inizio di Inter-Fiorentina per contendersi la prima Supercoppa della Junior Tim Cup. Bastava guardare gli occhi di quei ragazzi per capire che questo torneo prosegue davvero ad essere una “fabbrica dei sogni”. Ma la cosa più bella è un altra: continuare ad accendere i riflettori sullo sport in oratorio!

L'angolo del Presidente

Con lo sport d’oratorio in Serie A, prosegue la “fabbrica dei sogni”

Massimo Achini

Presidente Nazionale