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17 marzo 2016

Far crescere tutti nello stile del servizio a cura di Davide Iacchetti

Far crescere tutti nello stile del servizio a cura di Davide Iacchetti

Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto.
(Giovanni 13)

Perché Gesù lava i piedi ai suoi?

Risposta ovvia: Perché sono sporchi.

La prima scelta è condividere la sporcizia. Ma cosa c'entra questa con il CSI?

La buona volontà, ma la scarsa professionalità;  la passione, ma il rischio di far prevalere l’auto affermazione. La motivazione educativa, ma la difficoltà a condividere, integrarsi, fare squadra e al lavoro di gruppo. La voglia di fare, ma il poco tempo a disposizione. Le basse aspettative tecnico-agonistiche, e la poca attenzione allo sviluppo e alla crescita. E molto altro ancora queste le cose da lavare per noi.... 

Sono i piedi di gente sgangherata: Giuda il Traditore, Pietro il Rinnegatore, Tommaso il miscredente, Giacomo e Giovanni ambiziosi di potere, tutti codardi.

Una prima scelta radicale della formazione è quella di servire i poveri mettendosi al loro livello e per fare strada con loro. La tentazione è di formare “campioni” dell’educazione sportiva, selezionando i più dotati e i più preparati. Quanta soddisfazione nel vedere i “Professori” dello sport educativo!

Stare invece con chi fa le cose in qualche maniera, chi si arrabatta in modo confuso, chi condivide la vita con i ragazzi più sfortunati, più disgraziati, più abbandonati. Qui di soddisfazioni ce ne sono poche. La sporcizia non è bella da vedere, qualche volta di odore sgradevole che proprio non si sopporta.

Vuol dire decidere per una formazione di basso profilo, per tutti e non per pochi. E se c’è una preoccupazione non è quando non otteniamo risultati di alta qualità, ma quando perdiamo qualcuno che, avendo i piedi molto sporchi, non crede di poter essere anche lui soggetto di formazione.

“Volare rasoterra perché ciascuno possa spiccare il volo e alzarsi un pochino”.

Certamente si tratta innanzitutto di una scelta etica e culturale.

Ma occorre che essa venga tradotta in una scelta strutturale ed organizzativa.

La rivoluzione sta nel fatto che si costruisce dal basso. Non si può calare dall’alto modelli teorici precostituiti seppure molto belli. Dobbiamo invece inventare modelli adatti a chi fa fatica, a chi ha poco tempo, a chi può accontentarsi di non fare troppi danni. E questi modelli di “micro-corsi” (di poche ore, decentrati il più possibile, accessibili anche a chi non è laureato, né diplomato) devono portare ad un riconoscimento, perché nessuno possa considerarsi educatore sportivo inutile o di serie Z.

Questa formazione prende per mano, condivide un’esperienza, disincrosta i piedi coperti da tanto fango per farli diventare, in prospettiva, con una crescita progressiva e graduale, dei piedi lucenti. In altre parole il risultato di acquisire un titolo o una formazione sufficientemente completa è il punto di arrivo e non di partenza.

Buona Pasqua formativa a tutti....

 

 

La "Lavanda dei piedi" formativa

Far crescere tutti nello stile del servizio a cura di Davide Iacchetti

Davide Iacchetti

Coordinatore Team Formazione Nazionale