27 luglio 2017

Il cuore del Csi è quella ricchezza che non va in vacanza

Viaggiare fa bene: apre la mente e fa capire tante cose.Viaggiare nell’universo del Csi in Italia è ancora meglio perché permette di fare un’immersione nella vita dell’Associazione. Funziona un po’ come al mare, a chi ha questa passione: se il mare lo guardi dalla spiaggia ne hai una certa visione. Ma se impari ad immergerti e lo fai per capire, per studiare, per stupirti di quello che c’è più a fondo, allora riesci ad apprezzare la bellezza vera, nella sua forma più autentica. Succede così ogni volta che partecipo a manifestazioni o incontri sul territorio. E accenno solo agli ultimi due come esemplificativi di tutte le realtà del Csi incontrate in questi anni. Nelle scorse settimane sono stato a Giffoni, al Villaggio dello sport, quindi a Montecatini dove ho incontrato amici con cui scambiare idee e sogni sulla vita dell’Associazione e sul significato che ha oggi “essere Csi”. Momenti specifici, ma con un pensiero esteso a tutti gli operatori che hanno supportato le manifestazioni nazionali, regionali e provinciali. Sono riuscito a dire soprattutto “grazie”. Devo averne detti innumerevoli, ma sono stati tutti “grazie” venuti dal cuore. Ho incontrato gente di ogni età e di ogni condizione sociale. Ho visto ovunque realizzarsi quella modalità – conosciuta da ragazzo all’oratorio, ormai non pochi anni fa – dove ognuno cerca di fare la propria parte ed occupa uno spazio operativo. Ricordo, mi piaceva osservare il lavoro di certi artigiani di una volta: veri artisti del mestiere che con pinze e cacciaviti risolvevano ogni problema. Così sono rimasto piacevolmente sorpreso, quando ho visto all’opera un signore “tuttofare” che un giorno si è generosamente offerto a “fare la sua parte”. Un signore che si muove in camper, che è molto più di un’officina viaggiante: è al contempo “pronto soccorso” e “sala operatoria”, per qualsiasi incidente imprevisto. Penso che questo signore rappresenti simbolicamente tanti dirigenti del Csi che, senza darsi importanza, dedicano la loro vita all’Associazione. Il Csi vero è questo. La ricchezza del Csi è nel cuore, nelle braccia, nella mente di queste persone che si donano senza chiedere tornaconti. Ciò conforta e consola, perché inaspettato e sconosciuto, e profondamente vero. È la ricchezza dell’universo Csi che ci riporta al tempo donato allo sport, all’educazione, all’amore per i giovani, al sostegno alle famiglie, alla sensibilità per le situazioni di fragilità. Per capire se siamo sulla strada giusta credo proprio che non si debba guardare da altre parti o cercare delle involuzioni intellettualistiche staccate dalla vita reale. La progettualità, la cultura, l’approfondimento vanno rispettati e dobbiamo, tutti insieme, continuare a crescere. La nostra vita dev’essere come una formazione permanente, ma dobbiamo guardare al vero, al concreto, al bello. E tutto questo c’è. Questo Csi esiste ed è diffuso su tutto il territorio, senza distinzione fra Nord, Centro o Sud. Se qualcuno ha dei dubbi in merito, non faccia altro che mettersi in strada e viaggiare, andando incontro a questa gente che, lo dico per l’ultima volta, va ringraziata con “tutto il cuore”.

L'angolo del Presidente

Il cuore del Csi è quella ricchezza che non va in vacanza

Vittorio Bosio

Presidente Nazionale