7 settembre 2017

Riparte la stagione Csi: una passione che non si ferma mai

Le poche settimane di riposo appena vissute sono state per molti provvidenziali, contribuendo a restituire serenità e permettendo un seppur limitato distacco dalle “cose da fare” che ci assillano per il resto dell’anno. Ora il Csi si appresta a fare festa, tutti insieme, a Cles, località trentina dove nel week end si disputa il 20° Campionato nazionale di Atletica leggera. Un bell’esempio di longevità, questo anniversario della prova di atletica, la regina dello sport; quell’atletica che ispira scrittori, poeti ed esalta milioni di adepti. Oggi l’atletica è molto meno praticata di un tempo ma ha conservato intatti il suo prestigio e il suo fascino. C’è qualcosa di eroico e di straordinariamente epico in questa disciplina senza fronzoli, senza punti di riferimento, gregari. Nell’atletica il concorrente è contro i suoi limiti, prima ancora che contro gli avversari. Essere atleti, praticare la corsa, significa condividere un modello di sport puro, duro, sobrio. Uno sport adatto a chi ha tenacia e capacità di sacrifici. Potrei dire che in questo modo “si ricomincia”, perché Cles in pratica apre la stagione sportiva 2017–18. Ma cosa si comincia se in realtà non abbiamo mai concluso? Il Csi ha la caratteristica, più di moltissime altre realtà di promozione sportiva, di saper proporre un ampio ventaglio di discipline, finendo così per essere sempre in campo. Cito a caso – correndo il rischio di omettere qualche disciplina che andrebbe invece evidenziata – l’alto valore sportivo e la continuità di organizzazione offerta, in particolare d’estate, dalle marce non competitive, dal ciclismo, o ancora dal nuoto, dal beach volley, e via dicendo?

Sottolineo ciò solo per avere un riferimento sul quale poggiare un grazie enorme, sincero che sgorga dal cuore, a tutti i dirigenti, ai responsabili delle squadre, agli stessi atleti e alle loro famiglie che hanno scelto e continuano a scegliere la nostra Associazione. Oggi sicuramente fare il dirigente di società sportiva è più difficile di un tempo. Le normative sono sempre più stringenti e le responsabilità pesanti. Di contro crescono a volte le difficoltà economiche della gestione delle attività o addirittura le pretese di chi si aspetta un servizio “tutto compreso”, a poco prezzo e senza complicazioni. Credo veramente che farsi carico di guidare le società sportive oggi sia un po’ eroico. Per fortuna gente volenterosa e forte nel nostro mondo non manca e così, giovani e non più giovani continueranno anche quest’anno a fare sport. Accennando alle responsabilità non posso non ricordare che dove si pratica lo sport deve esserci il defibrillatore e durante l’attività occorre una persona autorizzata ad usarlo avendo fatto lo specifico corso. Siamo a norma anche quando è presente un’autoambulanza che disponga del defibrillatore. La norma, dopo qualche limatura, non è particolarmente gravosa e in definitiva impone un orientamento sulla prevenzione sanitaria e sulla sicurezza che è giusto, tanto più in una società che voglia dirsi moderna.

L'angolo del Presidente

Riparte la stagione Csi: una passione che non si ferma mai

Vittorio Bosio

Presidente Nazionale