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20 marzo 2016

La concentrazione negli sport individuali

La concentrazione negli sport individuali

Gli aspetti teorici e pratici che scaturiscono dalla distinzione fra sport di squadra e sport individuali evidenziano differenti modalità di approccio alla effettuazione delle prestazioni sportive.

Le prestazioni di squadra risultano determinate dalla complessa integrazione di potenzialità tecniche e psicologiche degli elementi che compongono il gruppo di squadra, e da impostazioni strategiche degli avversari, che non conosciute compiutamente prima dell'evento gara, contribuiscono a definire queste discipline "sport di situazione".
Le discipline individuali, possono presentare spiccate variabili "di situazione", come accade prevalentemente negli sport di combattimento, o contenuti diversi in molte specialità dell'atletica leggera, laddove non esiste contatto fisico fra i contendenti; attenuate risultano, invece, le "situazioni" che si prospettano qualora gli avversari siano divisi da una linea di confine rappresentata da una rete come nel tennis e nel tennis da tavolo.
Diverse intensità e forme, assumono le variabili situazionali negli sport di precisione, di lancio o di salto, nei quali le tattiche non si annullano del tutto ma contribuiscono solo sottilmente alla prestazione. 
In queste discipline il comportamento attentivo costituisce la base della riuscita sportiva. 
La routine di preparazione che introduce alla esecuzione del gesto negli sport di precisione raccomanda di essere:


Rilassato
Concentrato 
Determinato

 

Rilassato quando l'attentività, deve poter scatenare il reclutamento di adeguate tensioni dei distretti muscolari, e solo di quelli, deputati alla esecuzione del gesto specifico, e contestualmente donare alla muscolatura specifica, rispetto al gesto, un basso grado di tensione.
Questo primo aspetto attiene alla espressione delle capacità coordinative del movimento, tassello importante della prestazione motoria agonistica e non.
Concentrato, in quanto dopo accurata considerazione, a fini di dominio, delle condizioni esterne e delle eventuali turbative ( stato dei terreni, clima, pubblico ), si rivolge l'attenzione verso l'obbiettivo del gesto tecnico: bersaglio, quota da superare, distanza da coprire.
Determinato, in quanto consapevole della effettiva bontà ed efficacia delle potenzialità psico-tecniche in possesso e della loro calibratura rispetto al risultato.
Dei tre momenti che precedono l'effettuazione del gesto, la CONCENTRAZIONE rappresenta uno stadio importante anche nel corso del processo di apprendimento tecnico-sportivo e nelle fasi di correzione e rielaborazione dello stesso.

L'apprendimento risponde a principi di afferenza di informazioni che l'atleta raccoglie ed introduce e che grazie alla ripetizione, ovvero alla frequenza di allenamento, consolida e stabilizza.
Nel corso di questo processo, giocano un ruolo determinante le RIAFFERENZE, le quali grazie a feedback: 
· Informano circa l'effetto raggiunto;
· Contribuiscono ad introdurre correzioni mirate;
· Ricalibrano gestualità coerenti al modello tecnico finalizzandole all'obbiettivo prefissato.
Le afferenze e le riafferenze di natura cinestesica, sono garantite da informazioni sensoriali, UDITIVE, VISIVE, TATTILI, che configurano forma e ritmo del gesto.
A far insorgere difficoltà di acquisizione delle informazioni, contribuiscono le INTERFERENZE:
· ESTERNE, clima , stato dei terreni, pubblico;
· INTERNE, sottovalutazioni delle proprie capacità, pensieri inconsulti e sentimenti negativi.
Questi fenomeni variano i parametri fisiologici: aumento della sudorazione, tensione muscolari indesiderate ed aspecifiche, tachicardia, dispnea.

Le interferenze quindi alterano le fasi di:
RILASSAMENTO, modificando gli aspetti coordinativi del movimento.
CONCENTRAZIONE, favorendo fenomeni turbativi.
DETERMINAZIONE, acquisendo dapprima sembianze di distrazione per poi mutare in STRESSORS SITUAZIONALI in specie nei movimenti agonistici, durante i quali l'attenzione mentale ha bisogno di un'alta capacità di selezione di ogni fenomeno.


In definitiva Azione, Modalità e Effetto dei gesti, subiscono turbative tali da provocare instabilità e scadimento della prestazione.


Per ovviare a queste problematiche e per rispondere alle esigenze di controllo del movimento, occorre elaborare procedure che, facendo leva su attività cognitive e comportamentali, favoriscano:


1. Perfezionamento e precisione delle azioni motorie;
2. Consapevolezza e fiducia;
3. Innalzamento e stabilizzazione prestativa;
4. Attenuazione e governo degli stressors.


L'allenamento condizionale, nello sport moderno, grazie ai metodi e supporti tecnologici in fase di pianificazione e programmazione, ha raggiunto un alto livello di sviluppo, mentre l'allenamento tecnico resta un percorso ancora non ultimato.
Infatti affrontando tematiche neurofisiologiche e psicomotorie, si scoprono ampi margini di crescita. Così anche lo studio e la pratica di allenamenti integrativi, come quello mentale e quello ideomotorio, permettano lo sfruttamento di potenzialità spesso misconosciute.


Uno dei fattori che permettono ulteriori incrementi prestativi e rappresentato dall'abilità di ricorrere alle capacità di concentrazione sul compito primario, attenuando le sensazioni e le impressioni di minor rilievo.
Allo scopo vengono adottate diverse forme di training mentale tese anche al perfezzionamento tecnico ed all'adeguamento degli stati di coscienza.
E' dimostrato che l'utilizzazione di tecniche di training mentale modifichi i potenziali elettrici della corteccia cerebrale fornendo frequenze più basse di impulsi.
- Il rilassamento muscolare progressivo di Jaobsen che prevede l'associazione di tecniche respiratorie profonde con contrazioni e decontrazioni muscolari.

- Il training autogeno di Schultz, definito anche "Yoga occidentale", che, mediante esercitazioni di autorilassamento, punta a liberare da ansie, ad autocontrollare il proprio io ed a rendere consapevole il senso muscolare.

- Forme di meditazione Zen

- Tecniche di respirazione

- L'allenamento Ideomotorio, sul quale soffermeremo ora l'attenzione.
E' una forma di esercitazione che, avvalendosi di autorappresentazioni immaginarie, richiama alla mente comportamenti motori globali o corrette sequenze motorie; proprio riguardo al perfezionamento degli elementi tecnici tale metodica ottiene i migliori riscontri.
Studi elettromiografici, hanno dimostrato, che nel corso delle rappresentazioni ideomotorie vengono registrate, sia pur modeste, variazioni elettriche degli stati tensivi muscolari.

Questa attività dovrà collocarsi all'interno dell'allenamento classico ed i suoi effetti risulteranno più marcati se l'esercitazioni mentali verranno collegate agli aspetti coordinativi del movimento ( sequenzialità e ritmo ). 
Per rafforzare l'attentività si rivelerà utile l'ascolto di audiocassette che riproducano il senso ritmico delle sequenze tecniche.
Questa metodica favorisce un'accelerazione del processo di apprendimento, la stabilizzazione della prestazione tecnica ed una governabilità degli STRESSORS.
Oltre ad evocazioni gestuali, l'allenamento ideomotorio, grazie alla sua peculiarità rappresentata dalla immaginazione, è efficace nell'elaborazioni fantastiche di soluzioni gestuali, infatti l'atleta "fantasista" è colui che è in grado di fantasticare, immaginare e poi eseguire.
L'allenamento ideomotorio si rivela strumento utile anche nei pre-gara quando mentalmente si ripercorrono le sequenze del movimento.
Certamente sarà l'atleta di alto livello a gestire al meglio tale pratica, in quanto esperto circa il movimento reale.La concentrazione, quindi, è uno stato labile della mente, che, concretizzandosi in situazioni di emergenza, ristabilisce le condizioni di equilibrio. Perché ciò si realizzi, occorrono: una corretta impostazione strategica dell'allenamento condizionale e speciale che ne ottimizzi i carichi, ed una continua ricerca mentale e comportamentale che sostenga le fasi di apprendimento, riapprendimento e competizione.


Riferimenti Bibliografici
- G. CALDERARO " IL TRAINING AUOTOGENO NON E' MAGIA " ED.SPADA
- R. FRESTER "L'ALLENAMENTO IDEOMOTORIO" S.D.S. N° 1 1985
- HAASE, HANSEL "METODI PSICOLOGICI ED INCREMENTO 
DELLA PRESTAZIONE SPORTIVA" S.D.S. N° 33 1995
- E. IRWIN "IL RILASSAMENTO PSICOFISICO" ASTROLABIO 2000
- LOSEL / FUNK "LA CURVA DEGLI IMPULSI CEREBRALI"
- V. NOUGIER "L'ORIENTAMENTO DELL'ATTENZIONE" S.D.S. N° 20 1990 
- V. NOUGIER "I PROCESSI MENTALI NELLE AZIONI SPORTIVE" S.D.S. N° 27 1992
- S. PORZI "RAPPORTO TRA COMPONENTE PSICOLOGICA E PRESTAZIONE"
SUPPL. N° 5/ 96 ATLETICASTUDI
- RUBAZZA, BORTOLI "LA PREPARAZIONE MENTALE NEL TIRO CON L'ARCO" S.D.S. N° 31 1994
La concentrazione negli sport individuali

Renato Marino

Formatore nazionale CSI