17 maggio 2012

La Scuola di Pensiero per un nuovo modello di cultura sportiva

La Scuola di Pensiero: Uno sport per l’uomo aperto all’Assoluto, promossa da don Mario Lusek, direttore dell’Ufficio Sport della Cei con la Sezione Chiesa e Sport del Pontificio Consiglio per i Laici e il Pontificio Consiglio della Cultura e sostenuta fortemente dal Csi, ha l’obiettivo di rigenerare la cultura sportiva in Italia valorizzando la missione educativa dell’associazionismo sportivo cattolico.

La Scuola di Pensiero: Uno sport per l'uomo aperto all'Assoluto, promossa da don Mario Lusek, direttore dell'Ufficio Sport della Cei con la Sezione Chiesa e Sport del Pontificio Consiglio per i Laici e il Pontificio Consiglio della Cultura e sostenuta fortemente dal Csi, ha l'obiettivo di rigenerare la cultura sportiva in Italia valorizzando la missione educativa dell'associazionismo sportivo cattolico. Un gruppo di 60 persone, tra cui dirigenti, allenatori, docenti universitari, sacerdoti e studenti, da tutta Italia e con un rigoroso calendario di incontri, si propone di riscrivere e di promuovere un nuovo modello educativo e di cultura sportiva da mettere a disposizione dell'associazionismo sportivo italiano.

Solo uno sport che "rimette al centro il bene ultimo dell'atleta, la sua dignità e la questione educativa", può ridare credibilità al sistema sportivo e al calcio in particolare. L'obiettivo è formare dirigenti ed allenatori, che stiano alla larga dalle seduzioni del doping, del denaro e della vittoria a tutti i costi. Educatori sportivi che siano anche persone "umanamente e spiritualmente mature", come chiede Papa Benedetto XVI, che sappiano disinnescare, attraverso stili di vita positivi, la cronica emergenza educativa che sta coinvolgendo in modo particolare le nuove generazioni. Proprio per questo, la Scuola di Pensiero dedica il secondo anno di attività a una serie di riflessioni sul tema: dall'educazione alla ricerca di Dio. Il primo appuntamento è stato dedicato allo sport come moderno "Cortile dei Gentili", animato da due autorevoli esperti del Pontificio Consiglio della Cultura: monsignor Sanchez, sottosegretario e da P. Laurent Mazas, direttore Esecutivo del Cortile dei Gentili. Ogni parrocchia potrebbe aprire uno spazio sportivo che accoglie tutti, credenti e non credenti. Infatti, il Cortile dei Gentili era originariamente uno spazio dell'antico tempio di Gerusalemme al quale tutti potevano accedere, indipendentemente dalla cultura, dalla lingua e dall'orientamento religioso di appartenenza.

Oggi, ci sono tanti giovani sportivi per i quali "la religione è una cosa estranea" eppure non vogliono rimanere semplicemente senza Dio. Infatti, molti di loro sono stanchi e forse nauseati dai tanti idoli che il sistema sportivo attuale ha posto loro davanti. Bisogna, allora, aiutare gli atleti ad incontrare Dio non ai margini della loro vita sportiva ma dentro l'esperienza sportiva. Gli atleti, di solito, non percepiscono pienamente i valori educativi dello sport. Giocano perché piace loro giocare ma difficilmente si rendono conto dei perché: perché è bello giocare, perché si sente l'esigenza di competere, da dove nascono l'ansia di vincere e i bisogni profondi di Infinito, di felicità, di libertà, di giustizia. In questo caso, l'esperienza sportiva, può diventare una lettura e una risposta, in chiave umana e di fede. Come disse Giovanni Paolo II al Csi, lo sport deve: "contribuire a rispondere a quelle domande profonde che pongono le nuove generazioni circa il senso della vita, il suo orientamento e la sua meta". Siamo convinti che, oggi, lo sport e l'esperienza associativa abbiano la forza per rimettere in gioco l'umano e risvegliare quel desiderio di vita e di Infinito che è dentro ogni persona.

L'angolo del Presidente

La Scuola di Pensiero per un nuovo modello di cultura sportiva

Massimo Achini

Presidente Nazionale