Welfare e Promozione Sociale
4 febbraio 2019

A Ravenna l'evento finale del progetto Let's play

A Ravenna l'evento finale del progetto Let's play

Si è concluso il 16 dicembre 2018, a Ravenna, il progetto Let’s play. Durante l’evento finale, sono state raccontate sia le implicazioni dello status di “richiedente asilo” e di “rifugiato” (e gli effetti alla luce delle modifiche normative), sia come lo sport può essere un veicolo di integrazione sul territorio.

A testimonianza di ciò sono state raccontate le storie di diversi ragazzi di ogni età e di come si avvicinassero in maniera spontanea alle attività progettuali svolte nei parchi; di come i richiedenti asilo siano stati coinvolti nel gioco del cricket, visto che per alcuni di loro è sport nazionale; di come siano stati tesserati come giocatori nelle squadre sportive del territorio (pratica diffusa non esclusivamente nel settore del calcio, ma anche in altre discipline).

 

 

In occasione del termine delle attività progettuali, tutti i ragazzi che hanno aderito al progetto “Let’s Play” hanno partecipato a due tornei, insieme ad altri gruppi di richiedenti asilo ospitati in altre strutture della provincia. Due sono state le discipline sportive messe in campo nelle fasi esecutive del progetto: calcio a 5 e cricket. Hanno rappresentato una vera occasione d’incontro, dei momenti privilegiati durante i quali si abbattono le barriere ideologiche mettendo in discussione i luoghi comuni.

 

Inoltre i ragazzi coinvolti nel progetto, parteciperanno al torneo di calcio “Trofeo Josianne Tchanemi” organizzato dall’Associazione “Terzo Mondo”, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato. «Un evento che incontra la soddisfazione del Comune per gli aspetti agonistici – commenta l’assessore allo Sport Roberto Fagnani – e che coniuga insieme i valori dello sport come inclusione e solidarietà, particolarmente importanti in un momento storico come quello che stiamo vivendo».

Marcia della pace

Marcia della pace

Nel pomeriggio del 31 dicembre invece, si è svolta a Ravenna la 5^ edizione della Marcia per la pace: sono stati circa duecento i partecipanti alla manifestazione dal titolo “La buona politica è a servizio della pace”, che prende spunto dal Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della Pace 2019.

Alla manifestazione hanno partecipato, oltre ai cittadini, i ragazzi partecipanti al progetto “Let’s Play” al fine di portare la loro presenza e la loro testimonianza sui temi della Marcia.

Si è partiti dunque da piazza del Popolo, il cuore civile della città, per camminare e ascoltare alcuni brani del Messaggio di Papa Francesco. A chiarire il senso dell’appuntamento che si svolge nell’ ultimo giorno dell’anno è stato l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Ghizzoni: «Il cuore dell’uomo è segnato da questa tendenza all’aggressività che assieme a ideologie, a ingiustizie e diseguaglianze, alla dignità calpestata può generare conflitti. Dobbiamo crescere nella coscienza che la pace dipende anche da me; che c’è qualcosa che posso fare io e che nessun altro può fare. E come di fronte alle migrazioni, spesso frutto delle guerre, occorre riscoprire la solidarietà: o insieme reagiamo, oppure saremo vittime di conflitti che si perpetuano».

«Ci piace vedere una Ravenna così – ha aggiunto sempre in piazza del Popolo l’assessore Cameliani –: solidale, aperta, coesa, multiculturale. Per una ‘buona politica’ occorre ripartire dalla Costituzione, dall’ articolo 2 che sottolinea come i diritti dell’uomo esistono al di là della cittadinanza, ma anche dall’ articolo 11 che vuole l’Italia promotrice di pace. È una responsabilità di tutti: annunciare la pace come buona notizia».

Davanti alla sede del liceo Classico Dante Alighieri è stato invece il presidente di Confesercenti, Mauro Tagiuri a prendere la parola: «Il dialogo, la tolleranza, la solidarietà sono valori anche per i commercianti di Ravenna che tendono, assieme a tutta questa comunità, alla pace».

La Marcia si è poi fermata in piazza San Francesco, tradizionale luogo del dialogo interreligioso ravennate dove Moustapha Toumi, vicepresidente del centro islamico della Romagna, si è concentrato sul tema delle migrazioni: «Cosa possiamo dire di Mosè, di Gesù costretto a migrare appena nato (glielo avremmo dato il permesso di soggiorno a Gesù?), e anche dello stesso Mohammed? – ha detto –. Anche loro sono stati migranti. I migranti portano ricchezza, producono l’8% di Pil. E la buona politica è quella che non va nei salotti ma si confronta con questa realtà».

A Ravenna l'evento finale del progetto Let's play