Centro Sportivo Italiano - Presidenza Nazionale - Notizie http://www.csi-net.it Feed RSS Notizie della Presidenza Nazionale del CSI <![CDATA[ Sport di contatto ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4475 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4475

La Presidenza nazionale del CSI, nel ribadire lo scrupoloso rispetto delle prescrizioni di cui al proprio Protocollo del 25/5/2020 in tema di svolgimento della attività sportiva 'in sicurezza' nonché il rispetto del Protocollo specifico di 'Safe Sport' in tema di tutela sanitaria, autorizza i comitati territoriali a svolgere le discipline relative agli sport di contatto, seguendo le indicazioni dettate dalle proprie Regioni e dalle proprie Province. ]]>

La Presidenza nazionale del CSI, nel ribadire lo scrupoloso rispetto delle prescrizioni di cui al proprio Protocollo del 25/5/2020 in tema di svolgimento della attività sportiva 'in sicurezza' nonché il rispetto del Protocollo specifico di 'Safe Sport' in tema di tutela sanitaria, autorizza i comitati territoriali a svolgere le discipline relative agli sport di contatto, seguendo le indicazioni dettate dalle proprie Regioni e dalle proprie Province.

Il DPCM dell'11/6/2020 ha stabilito che a decorrere dal 25/6/2020 è consentito lo svolgimento degli sport di contatto nelle Regioni e Province Autonome che, d’intesa con il Ministero della Salute e dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport, abbiano preventivamente accertato la compatibilità delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori, in conformità con le linee guida emanate dal decreto stesso in materia.

Conformi a quanto dettato dal citato decreto, diverse Regioni e Province hanno deliberato in merito dando il 'via libera' all'espletamento di tali discipline sportive nel rispetto delle disposizioni in tema di tutela anti contagio COVID -19.

Allo stato pertanto, la presidenza nazionale del CSI, nel ribadire lo scrupoloso rispetto delle prescrizioni di cui al proprio Protocollo del 25/5/2020 in tema di svolgimento della attività sportiva 'in sicurezza'  nonché il rispetto del Protocollo specifico di 'Safe Sport' in tema di tutela sanitaria, autorizza i comitati territoriali a svolgere le discipline relative agli sport di contatto, seguendo le indicazioni dettate dalle proprie Regioni e dalle proprie Province.

I comitati territoriali contemperando le prescrizioni degli enti territoriali con quelle dei regolamenti tecnico-sportivi del CSI afferenti alle singole discipline,  possono adottare regolamenti propri che vanno ad integrarli e laddove lacunosi di alcune indicazioni, fare riferimento alle prescrizioni delle Federazioni Sportive Nazionali.

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<![CDATA[ SAFE: una formazione alla tutela di minori e persone vulnerabili ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4474 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4474

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Il CSI è partner del progetto “SAFE”, finanziato dall’Unione Europea grazie al bando "Prevenire e combattere la violenza e la violenza di genere contro i bambini", nell’ambito del programma "Diritti, uguaglianza e cittadinanza" per promuovere l'adozione di politiche di salvaguardia dei minori in diverse impostazioni e settori. 

 

Il progetto è coordinato dall'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (APG23) e il partenariato è tutto italiano: oltre al Centro Sportivo Italiano anche l'Associazione Cattolica Italiana e l'Università di Bologna. Della durata di 24 mesi, si propone di sviluppare e formalizzare un'adeguata Policy sulla protezione e tutela del bambino. 

Dopo una prima fase di ricerca e di sviluppo della metodologia, verrà testata l'applicazione pratica della Policy attraverso:

  • una formazione rivolta agli adulti che lavorano e/o sono a stretto contatto con i bambini nelle diverse organizzazioni coinvolte
  • una formazione dei formatori e delle forze dell’ordine
  • la predisposizione di uno strumento di formazione online, che garantirà la replicabilità delle attività formative in altri stati membri dell'Unione Europea.

 

 

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<![CDATA[ "Giovani, marginalizzazione e sport”: il seminario in videoconferenza ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4473 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4473

Il 30 giugno si è svolto online il primo di una serie di incontri tra i partner del progetto europeo #SafeZone ]]>

Il 30 giugno si è svolto online il primo di una serie di incontri tra i partner del progetto europeo #SafeZone

Martedì 30 giugno si è svolto in videoconferenza il seminario "Giovani, marginalizzazione e sport", organizzato nell’ambito del progetto europeo “Safe zone”. Il seminario, primo di una serie di opportunità di scambio transnazionali con esperti dei paesi dell'UE partecipanti (Germania, Italia, Portogallo e Slovenia), è stata l'occasione per esperti del campo dell'educazione, dell'etica, della ricerca sociale e dello sport per esporre e confrontare le loro esperienze per la discussione e comprensione del fenomeno della radicalizzazione violenta tra i giovani.

Per il CSI sono intervenuti Renato Marino, Formatore Scuola tecnici, in qualità di esperto di metodologia sportiva e Giuseppe Basso, Responsabile scuola tecnici. Il primo ha discusso sul ruolo dello sport come strumento di prevenzione e l’importante ruolo degli educatori/allenatori. Il secondo ha illustrato come lo sport a scuola, designato per comprendere e combattere i fenomeni di violenza, possa essere uno strumento concreto ed efficace.

Da questo confronto internazionale nasceranno le basi che daranno vita alla creazione dei moduli di formazione specifica per i coaches/trainers che prenderanno parte al progetto SAFE ZONE.

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<![CDATA[ Diretta #SFactor con Gabriele Gravina ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4470 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4470

Giovedì 25 giugno alle ore 18:30 con il numero uno della FIGC interverrà anche il presidente nazionale Vittorio Bosio nell'ultimo appuntamento web del social format CSI ]]>

Giovedì 25 giugno alle ore 18:30 con il numero uno della FIGC interverrà anche il presidente nazionale Vittorio Bosio nell'ultimo appuntamento web del social format CSI

La magia della maglia azzurra, a 50 anni dalla epocale Italia-Germania 4-3, la partita del secolo per il nostro calcio tricolore. Il futuro del pallone, e del calcio giovanile. La ripartenza della Serie A, la possibile riapertura degli stadi, il dibattito sui protocolli sanitari e sulla politica sportiva e le convenzioni tra Enti e Federazioni. Di questo ed altro si parlerà ad #SFactor, giovedì 25 giugno dalle ore 18:30 con il presidente della FIGC, Gabriele Gravina. All'incontro social interverrà anche il presidente del CSI, Vittorio Bosio, che saluterà i followers ciessini al termine della serie di 17 appuntamenti che hanno accompagnato sul web le settimane di quarantena, lockdown e di ripartenza.

Come sempre, sarà possibile proporre domande nel corso della diretta, che verrà trasmessa in streaming:
- sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/centrosportivoitaliano
- sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/csinazionale/
- sul sito http://www.csi-net.it/

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<![CDATA[ Contributi a fondo perduto: pronte oltre 9.000 attestazioni per le ASD del CSI ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4469 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4469

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E’ terminato ieri sera il processo di caricamento online delle oltre 9.000 attestazioni destinate alle ASD affiliate al Centro Sportivo Italiano, utili per completare la richiesta di contributi a fondo perduto erogato dallo Stato e che sarà possibile effettuare a partire dalle ore 12 di lunedì prossimo 22 giugno e per i successivi sei giorni.

Le attestazioni, che contengono i dati societari e la certificazione del numero di tesserati e delle attività sportive/didattiche svolte dalla ASD/SSD sotto l’egida del CSI, sono già disponibili per ciascuna delle oltre 9.000 ASD affiliate ed aventi diritto, scaricabili gratuitamente dall’area riservata del Tesseramento Online accessibile con le credenziali della società.

La procedura di richiesta del contributo, disponibile interamente online all’indirizzo www.sport.governo.it, è semplice, completamente gratuita e si compilerà in pochi minuti. Sullo stesso sito dell’Ufficio per lo Sport del Governo italiano sono consultabili anche il testo del Decreto e le linee guida dei criteri per l'assegnazione dei contributi, nonché utili FAQ per rispondere ai più comuni quesiti in merito.

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<![CDATA[ Infanzia e adolescenza: il gruppo CRC scrive a Conte ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4468 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4468

Nel mondo 1 miliardo e 650 milioni di bambini/e e ragazzi/e hanno interrotto le normali attività scolastiche per l’emergenza Covid-19. In Italia sono 9,8 milioni, il 16,8% della popolazione. E’ importante mettere al centro dell’agenda politica un investimento su di loro che rappresentano il presente e il futuro del paese a cui sono legate le opportunità di sviluppo economico e civico di tutta la collettività ]]>

Nel mondo 1 miliardo e 650 milioni di bambini/e e ragazzi/e hanno interrotto le normali attività scolastiche per l’emergenza Covid-19. In Italia sono 9,8 milioni, il 16,8% della popolazione. E’ importante mettere al centro dell’agenda politica un investimento su di loro che rappresentano il presente e il futuro del paese a cui sono legate le opportunità di sviluppo economico e civico di tutta la collettività

Ripartire dall’educazione e dai diritti delle nuove generazioni con investimenti e politiche per consentire all’Italia di risollevarsi, perché senza attenzione ai diritti dei bambini e degli adolescenti non può avvenire una vera ripartenza. Con un documento articolato in cinque punti, e una richiesta di incontro al Presidente del Consiglio, nove reti di organizzazioni impegnate nel campo dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, tra cui il gruppo CRC, cui aderisce il CSI, chiedono di aprire un’interlocuzione con il Governo.

 

In questi mesi di lockdown dovuti al diffondersi dell’epidemia, milioni di bambini e adolescenti, con i loro genitori, hanno subìto una doppia crisi, economica ed educativa, in un Paese che mostrava già dati allarmanti e gravi disuguaglianze nelle opportunità di crescita, di apprendimento e di sviluppo. Un milione e 137 mila, pari all'11,4% (dato 2019) sono i minorenni che in Italia vivono in povertà assoluta, il 14,5% degli e delle adolescenti abbandona la scuola, il 12,3% dei ragazzi/e tra 6-17 anni vive in case prive di strumenti informatici, pc o tablet, il 10,5% dei ragazzi/e tra 15 e 19 anni non è occupato e non é inserito in un percorso di formazione.

 

Si tratta di una emergenza acuita dalla pandemia, ma che ha radici più lontane. Le nove reti firmatarie ritengono fondamentale e strategico intervenire per colmare i gravi squilibri demografici e sociali a svantaggio delle nuove generazioni, erose dalla bassa natalità e ad alto rischio di povertà materiale ed educativa. Serve un forte segno di discontinuità dopo decenni di limitati investimenti su istruzione e politiche per l’infanzia e l’adolescenza, al fine di rilanciare il futuro del Paese, in coerenza con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell'Onu, sottoscritta da 193 Paesi inclusa l’Italia.

 

Le richieste contenute nel documento “educAzioni: cinque passi per contrastare la povertà educativa e promuovere i diritti delle bambine, dei bambini e degli e delle adolescenti”, condiviso dalle reti firmatarie, si articolano su cinque priorità:

 

  • l’attivazione, a partire dai territori più svantaggiati, dei Poli educativi 0-6 anni, sotto il coordinamento del Ministero dell’Istruzione, con garanzia di accesso gratuito per le famiglie in difficoltà economica;

 

  • la costruzione di patti educativi territoriali per coordinare l’offerta educativa curriculare con quella extracurriculare, mantenendo le scuole aperte tutto il giorno, coordinati e promossi dagli enti locali, in collaborazione con le scuole e il civismo attivo;

 

  • la possibilità di raggiungere i più colpiti dal black out educativo a partire dall’estate, con una offerta educativa personalizzata, da proseguire alla ripresa delle scuole, con un’attenzione speciale al benessere psicologico, alle necessità degli alunni disabili e agli adolescenti usciti dal circuito scolastico;

 

  • l’allocazione del 15% del totale degli investimenti per il superamento della crisi in educazione per dotare le scuole delle risorse necessarie, migliorare la qualità dell’istruzione rendendola più equa e incisiva, contrastare la povertà educativa e la dispersione;

 

  • la definizione di un piano strategico nazionale sull'infanzia e sull'adolescenza, con obiettivi chiari e sistemi di monitoraggio, per promuovere il rilancio diffuso delle infrastrutture sociali e educative.

 

Il contenuto del documento sarà discusso in un webinar pubblico nella giornata di oggi alle 14:30 sulla pagina Facebook EducAzioni - i 5 passi.

 

Le reti firmatarie

 

Alleanza per l’Infanzia,  Appello  della  Società  Civile  per la ricostruzione  di  un  welfare a misura  di  tutte le persone e dei territori, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – CNCA, Forum Disuguaglianze e Diversità – ForumDD, Forum Education, #GiustaItalia Patto per la Ripartenza, Gruppo CRC, Tavolo Saltamuri.

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<![CDATA[ A #SFactor salotto gialloverde ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4466 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4466

Giovedì 18 giugno alle ore 18:30 nuovo appuntamento #SFactor. Ospite del social format del Csi il Comandante del Gruppo Polisportivo delle Fiamme Gialle, il gen. Vincenzo Parrinello. ]]>

Giovedì 18 giugno alle ore 18:30 nuovo appuntamento #SFactor. Ospite del social format del Csi il Comandante del Gruppo Polisportivo delle Fiamme Gialle, il gen. Vincenzo Parrinello.

Sarà un salotto stellato quello di S Factor, in programma dalle ore 18,30 giovedi 18 giugno. Non soltanto per i gradi sulla divisa dell’ospite di puntata, il Generale di Brigata della Guardia di Finanza e Comandante del Gruppo Polisportivo delle Fiamme Gialle, Vincenzo Parrinello, ma anche per qualche campione che magari a sorpresa potrà comparire nello schermo del web Csi. Fra Atletica Leggera, Judo, Karate, Nuoto, Tiro, Scherma, Canottaggio, Canoa, Vela e Gruppo Sciatori le Fiamme Gialle contano infatti circa 250 atleti di livello internazionale. Con il generale Parrinello, si parlerà delle attività gialloverdi per i giovani, dell’attività sportiva delle Forze Armate, di politica sportiva, di Olimpiadi ed a tutto tondo di sport come attività sociale globale.


Come sempre, sarà possibile proporre domande nel corso della diretta, che verrà trasmessa in streaming:
- sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/centrosportivoitaliano
- sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/csinazionale/
- sul sito http://www.csi-net.it/
 

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<![CDATA[ Ufficiale il DPCM 11 giugno ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4465 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4465

Pubblichiamo la parte del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri relativa all'ambito sportivo del provvedimento che consente, tra l'altro, dal 12 giugno lo svolgimento di eventi e competizioni sportive a porte chiuse e senza presenza di pubblico nel rispetto dei protocolli di sicurezza emanati dalle rispettive Federazioni sportive al fine di prevenire le occasioni di contagio ]]>

Pubblichiamo la parte del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri relativa all'ambito sportivo del provvedimento che consente, tra l'altro, dal 12 giugno lo svolgimento di eventi e competizioni sportive a porte chiuse e senza presenza di pubblico nel rispetto dei protocolli di sicurezza emanati dalle rispettive Federazioni sportive al fine di prevenire le occasioni di contagio

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm 11 giugno 2020. Previste misure per la ripresa di attività che interessano anche il mondo dello sport e dell’associazionismo e che autorizzano la ripresa di ulteriori attività nella cosiddetta Fase 3 dell’emergenza sanitaria Covid-19.

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<![CDATA[ Contributi a fondo perduto per Asd e Ssd ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4464 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4464

Da lunedì 15 giugno, le domande da ASD e SSD per accedervi attraverso una piattaforma web il cui indirizzo verrà pubblicato sul sito dell'Ufficio per lo sport in data 15 giugno 2020. Previste due finestre. ]]>

Da lunedì 15 giugno, le domande da ASD e SSD per accedervi attraverso una piattaforma web il cui indirizzo verrà pubblicato sul sito dell'Ufficio per lo sport in data 15 giugno 2020. Previste due finestre.

Da lunedì 15 giugno, sarà possibile inoltrare le domande per la richiesta del contributo a fondo perduto per Asd/Ssd, la misura economica  inserita nel Decreto Rilancio. Per fronteggiare la crisi economica verrà distribuita fra tutte le Asd/Ssd iscritte al Registro Coni che ne faranno richiesta, in possesso dei seguenti pre-requisiti obbligatori (vedi criteri per l’accesso).

In una prima finestra, da lunedi 15 giugno 2020 (ore 12) sino alle ore 20 del 21 giugno, il contributo sarà messo a disposizione delle Asd/Ssd che conducono in locazione un impianto sportivo (pubblico o privato) mediante contratto regolarmente registrato presso Agenzia delle Entrate.

Nella settimana successiva, da lunedi 22 giugno 2020 (ore 12) sino alle ore 20 del 28 giugno, verrà data la possibilità di richiedere il contributo alle ASD/SSD non titolari di contratto di locazione. Si dovranno fornire una serie di dati fra cui numero di tesserati, codice attività sportiva svolta, ecc.

Le risorse disponibili ammontano ad oltre 50 milioni di euro e si aggiungono alle risorse messe a disposizione del mondo sportivo di base in seguito al protocollo d’intesa siglato tra l'Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, il Comitato Italiano Paralimpico e la società Sport e Salute SpA e che prevede ulteriori 22 milioni di euro. 

Pubblichiamo inoltre l'allegato 1 del citato decreto, contenente i «Criteri per l'accesso ai finanziamenti a fondo perduto per associazioni sportive dilettantistiche e società sportive dilettantistiche». 

La presentazione delle domande di accesso alla misura saranno possibili attraverso una piattaforma web il cui indirizzo verrà pubblicato sul sito dell'Ufficio per lo sport del Governo in data 15 giugno 2020.

I criteri di accesso alle due sessioni sono indicate nelle Linee Guida allegate al Decreto dell’Ufficio per lo Sport.

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<![CDATA[ Avviso pubblico "EduCare": fondi per progetti educativi per minori ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4463 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4463

Dal Dipartimento per le politiche della famiglia 35 milioni di euro per promuovere progetti di educazione non formale e informale, e attività ludico-ricreative per bambini e adolescenti, della durata di sei mesi, che servano a “ridurre il divario ludico ed educativo generato dalla necessità di contenimento del Coronavirus”. Ci si può candidare fino al 31 dicembre 2020 ]]>

Dal Dipartimento per le politiche della famiglia 35 milioni di euro per promuovere progetti di educazione non formale e informale, e attività ludico-ricreative per bambini e adolescenti, della durata di sei mesi, che servano a “ridurre il divario ludico ed educativo generato dalla necessità di contenimento del Coronavirus”. Ci si può candidare fino al 31 dicembre 2020

Al fine di incentivare la ripresa delle attività educative, ludiche e ricreative dei bambini e dei ragazzi, fortemente penalizzate dall’emergenza sanitaria da COVID-19 durante le prime fasi, il Dipartimento per le politiche della famiglia ha pubblicato l’Avviso “EduCare” per promuovere l’attuazione di interventi progettuali, anche sperimentali e innovativi, di educazione non formale e informale e di attività ludiche per l’empowerment dell’infanzia e dell’adolescenza.

I progetti ammessi a finanziamento dovranno avere una durata di 6 mesi e la scadenza dei termini di presentazione delle proposte progettuali è fissata per il 31 dicembre 2020Il finanziamento sarà, per singolo progetto approvato, fra i 35mila e i 150mila euro

Possono partecipare enti locali, in forma singola o associata; scuole pubbliche e parificate di ogni ordine e grado; servizi educativi per l'infanzia e scuole dell'infanzia statali e paritarie; organizzazioni senza scopo di lucro nella forma di Enti del terzo settore ed enti ecclesiastici e religiosi.

Obiettivo strategico dell’Avviso è quello di promuovere interventi ludici e per l’educazione non formale e informale a favore dei bambini e dei ragazzi, anche di carattere innovativo, nei seguenti ambiti tematici:

  • A. promozione della cittadinanza attiva, del coinvolgimento nella comunità, e della valorizzazione del patrimonio culturale locale;
  • B. promozione della non-discriminazione, dell’equità e dell’inclusione sociale e lotta alla povertà educativa;
  • C. promozione della piena partecipazione e del protagonismo dei bambini e dei ragazzi attraverso l’educazione tra pari (peer education) e il sostegno del dialogo intergenerazionale tra bambini, ragazzi, adulti e anziani e le loro famiglie;
  • D. tutela dell’ambiente e della natura e promozione di stili di vita sani

Le proposte progettuali dovranno prevedere che tutto il personale, sia professionale che volontario, impiegato nel progetto sia formato anche sui temi della prevenzione di COVID-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e delle misure d’igiene e sanificazione.

L'avviso pubblico e tutte le informazioni per partecipare sono disponibili sul sito: http://famiglia.governo.it/it/avvisi-e-bandi/avviso-pubblico-educare/

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<![CDATA[ Monitoraggio attività legislativa ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4462 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4462

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In questa sezione sono raccolti tutti i numeri della rivista “Monitoraggio attività legislativa”, a cura dell’Ufficio Strategie, Affari Legislativi e Relazioni con gli Stakeholders di Sport e Salute SpA.

La rivista mensile (11 numeri all’anno, escluso agosto), riassume tutti i provvedimenti sottoposti nel mese precedente a presentazione, ad esame e/o ad approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, del Parlamento e delle Regioni e/o pubblicati in Gazzetta Ufficiale (ivi compresi i Progetti e i Disegni di Legge presentati in Parlamento da singoli Deputati e Senatori), in materia di sport o materie affini e collaterali ad esso.

 

Insomma, è una sorta di “estratto conto” legislativo e parlamentare che rappresenta tutti i “movimenti” mensili e che ci dà un quadro completo e aggiornato non solo delle ultimissime disposizioni nazionali o locali, ma anche delle discussioni in atto e le possibili future leggi dello Stato sulle materie di nostro diretto o indiretto interesse.

La raccolta completa di TUTTI i numeri pubblicati dal gennaio 2016 ad oggi, la si può trovare liberamente scaricabile sul ns. sito nazionale (sezione "Servizi al Territorio" al link in alto a destra) o al seguente link.

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<![CDATA[ Mons. Claudio Giuliodori a #SFactor ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4461 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4461

Giovedì 11 giugno alle 18:30 diretta #SFactor con Mons. Claudio Giuliodori. Chiesa e sport oltre la pandemia: formazione dei giovani, cultura della vita, e reti associative ]]>

Giovedì 11 giugno alle 18:30 diretta #SFactor con Mons. Claudio Giuliodori. Chiesa e sport oltre la pandemia: formazione dei giovani, cultura della vita, e reti associative

Le attese del CSI partecipe delle scelte e del cammino della Chiesa italiana, tra attese e speranze, di fronte a cambiamenti epocali e nuove istanze sociali. Con l’ Assistente Ecclesiastico Generale della Università Cattolica del Sacro Cuore (Italia) S.E. Mons. Claudio Giuliodori, S Factor dialogherà su Safe Sport, progetto nato in collaborazione con il suo Ateneo, sulla comunicazione, a servizio della comunità cristiana, per il bene della società e degli uomini; sulla formazione dei giovani, degli studenti, universitari, sulla globalizzazione; sulla famiglia e certamente di calcio e di sport, oltre la pandemia.

Con un vescovo vero “fuoriclasse” in ciascuno di questi ambiti sarà interessante approfondire inoltre lo sviluppo delle reti associative e della cultura della vita.

 

Come sempre, sarà possibile proporre domande nel corso della diretta di giovedì 11 giugno alle 18:30, che verrà trasmessa in streaming:
- sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/centrosportivoitaliano
- sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/csinazionale/
- sul sito http://www.csi-net.it/

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<![CDATA[ Monitoraggio Attività Legislativa: online il n° 5 di maggio 2020 ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4460 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4460

Al fine di consentire un costante aggiornamento sulle principali iniziative legislative e parlamentari, è online il documento che riassume l’attività di monitoraggio legislativo aggiornata al 31 maggio 2020. ]]>

Al fine di consentire un costante aggiornamento sulle principali iniziative legislative e parlamentari, è online il documento che riassume l’attività di monitoraggio legislativo aggiornata al 31 maggio 2020.

È stato pubblicato il numero di maggio della rivista “Monitoraggio attività legislativa”, a cura dell’Ufficio Strategie, Affari Legislativi e Relazioni con gli Stakeholders di Sport e Salute SpA. La rivista, riassume tutti i provvedimenti sottoposti nel mese precedente a presentazione, ad esame e/o ad approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, del Parlamento e delle Regioni e/o pubblicati in Gazzetta Ufficiale (ivi compresi i Progetti e i Disegni di Legge presentati in Parlamento da singoli Deputati e Senatori), in materia di sport o materie affini e collaterali ad esso.
 

In allegato il documento integrale.

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<![CDATA[ Tutto su Safe Sport ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4459 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4459

Un vademecum completo sui dettagli del nuovo progetto di attività motoria ludico sportiva, brevettato dal CSI ]]>

Un vademecum completo sui dettagli del nuovo progetto di attività motoria ludico sportiva, brevettato dal CSI

Il 2020 sarà certamente ricordato per il lockdown, e per i protocolli messi in atto dai vari enti e dalle istituzioni preposte. In ambito associativo lo sarà anche per il varo di Safe Sport® la proposta brevettata dal Centro Sportivo Italiano sulla ripresa delle attività ludiche, motorie e sportive, da poter praticare in totale sicurezza - nel rispetto delle distanze di norma dettate dalle linee guida governative sull’emergenza Coronavirus - e con la gioia e il divertimento, che gioco e sport sono capaci di sprigionare. Il progetto CSI è stato sviluppato grazie alla collaborazione scientifica con la Sezione Igiene del Dipartimento Scienze della Vita e Sanità Pubblica della Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e con lo staff di J Medical, centro medico torinese all’avanguardia in fatto di medicina specialistica, dalla riabilitazione alla medicina dello sport.
Safe Sport® è un progetto specifico di varie attività (allegato 1) che vuole integrare le Linee guida e i protocolli disciplinari, promuovendo una proposta sportiva e di allenamento per tutti, accessibile, divertente, e che affianca, al necessario distanziamento fisico, impostoci a causa del virus, un percorso di riavvicinamento sociale da molti desiderato, in special modo dagli atleti e dagli sportivi.
Safe Sport® si compone di tre aree specifiche:

  • Safe Sport Summer per attivare dei minicamp nei mesi estivi con varie discipline coordinate e organizzare centri estivi
  • Safe Sport Play dedicato agli amanti degli sport di squadra
  • Safe Sport Urban per riappropriarsi e avvicinarsi agli spazi cittadini, per muoversi in libertà ed in sicurezza nei parchi o nei giardini pubblici
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<![CDATA[ Arbitro…Time Out! ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4458 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4458

La Commissione Nazionale Arbitri e Giudici di gara CSI organizza una serie di videoincontri dedicati agli arbitri di calcio, calcio a 5, pallacanestro e pallavolo ]]>

La Commissione Nazionale Arbitri e Giudici di gara CSI organizza una serie di videoincontri dedicati agli arbitri di calcio, calcio a 5, pallacanestro e pallavolo

La sospensione delle attività sportive ha purtroppo "messo in panchina" l'impegno educativo "sul campo", tra gli altri, degli arbitri degli sport di squadra del CSI.

Nell’ottica di mantenere vivo il contatto con questi operatori, parte fondamentale del Centro Sportivo Italiano, la Commissione Nazionale Arbitri e Giudici di gara ha deciso di scendere in campo con il progetto “Arbitro . . Time Out”.

“Arbitro . . Time Out” prevede l’organizzazione, da parte della Commissione Nazionale, di videoincontri suddivisi per disciplina (calcio, calcio a 5, pallacanestro e pallavolo) riservati a tutti gli arbitri della stessa regione o di alcune regioni. L’obiettivo è di avvicinarsi al territorio, incontrare nei mesi di giugno e luglio tutti gli arbitri CSI d’Italia e trattare in maniera dedicata argomenti associativi e tecnici.

Tutti gli arbitri interessati potranno iscriversi, entro il 9 giugno, compilando la scheda al seguente link https://forms.gle/HzYqu9Fb4EKLYB4k9

Gli incontri inizieranno dal 15 giugno e si svolgeranno indicativamente alle ore 20.30 sulla piattaforma Meet. Al termine delle iscrizioni, considerando i numeri di partecipanti, verrà redatto e comunicato progressivamente un calendario incontri e gli iscritti riceveranno una mail con il link per partecipare.

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<![CDATA[ Corsi di formazione "Covid" Safe-Sport ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4457 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4457

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Nell'ambito del progetto Safe Sport® del Centro Sportivo Italiano sono previsti dei moduli formativi “Covid” erogati in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e J Medical. Vista la grande richiesta di partecipazione, i corsi on-demand sulla piattaforma CSI Academy, saranno disponibili nuovamente dal 7 luglio al 7 agosto 2020. 

E' possibile iscriversi ai nuovi corsi formativi a partire dal 2 luglio, seguendo le indicazioni riportate di seguito.

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<![CDATA[ Paco D’Onofrio a #SFactor ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4456 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4456

Giovedì 4 giugno alle 18:30 diretta #SFactor con l’avvocato Paco D’Onofrio. Sport e qualità della vita. Diritto sportivo, prevenzione, ordinamenti e aspetti societari ]]>

Giovedì 4 giugno alle 18:30 diretta #SFactor con l’avvocato Paco D’Onofrio. Sport e qualità della vita. Diritto sportivo, prevenzione, ordinamenti e aspetti societari

Giovedì 4 giugno ospite di #SFactor sarà l’avvocato Paco D’Onofrio esperto di diritto sportivo, nonché docente di Diritto Pubblico dell’Università di Bologna Alma Mater Studiorum, presso il Dipartimento di Scienze della Qualità della Vita. Molti i temi da analizzare: dal cartellino, dal vincolo sportivo per i minori, alle pene alternative in ambito di giustizia sportiva. Più in generale alla pratica sportiva intesa come volano di crescita sociale e culturale, oltre che strumento per la riqualificazione delle aree urbane, e per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Quali responsabilità per le società sportive in tempo di Covid-19? Un parere sulla giustizia sportivo-educativa made in CSI.

Come sempre, sarà possibile proporre domande nel corso della diretta, che verrà trasmessa in streaming:
- sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/centrosportivoitaliano
- sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/csinazionale/
- sul sito http://www.csi-net.it/

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<![CDATA[ Safe Sport ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4455 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4455

Il Centro Sportivo Italiano riparte dalla sicurezza e riscrive le regole per gli sportivi. Non solo gioco di squadra con distanziamento fisico e totale protezione, ma anche camp estivi per bambini e ragazzi e nuove idee per vivere gli spazi all’aperto nelle piazze e nei parchi di città, borghi e paesini. ]]>

Il Centro Sportivo Italiano riparte dalla sicurezza e riscrive le regole per gli sportivi. Non solo gioco di squadra con distanziamento fisico e totale protezione, ma anche camp estivi per bambini e ragazzi e nuove idee per vivere gli spazi all’aperto nelle piazze e nei parchi di città, borghi e paesini.

Si chiama Safe Sport® ed è la nuova idea lanciata dal Centro Sportivo Italiano in collaborazione con la Sezione Igiene del Dipartimento Scienze della Vita e Sanità Pubblica della Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e con J Medical.

Safe Sport® significa ri-partire, in assoluta sicurezza, con un progetto educativo comune, per rispondere al bisogno di riavvicinamento sociale che per tutti è diventato una necessità. La missione non è semplice e prevede attenzione costante a tutte le norme e linee guida emanate, oltre ad un monitoraggio costante sulle disposizioni locali di ogni Comune e Regione che, come noto, possono introdurre modifiche ai protocolli generali in virtù di specifiche situazioni epidemiologiche. Uno scenario complesso quello nel quale la Presidenza Nazionale del Centro Sportivo Italiano ha deciso di inserirsi, per dare risposte concrete a tutti i Comitati territoriali e per rimanere presente e vicina, pur nella difficoltà, alla base associativa.

Il progetto Safe Sport: le nuove regole del gioco si articola in azioni mirate, che tengono conto di tutte le disposizioni delle istituzioni e che puntano a garantire la felicità dei partecipanti nel massimo grado di tutela e sicurezza. Alla base di tutto il percorso Safe Sport® ci sarà la formazione di operatori, dirigenti e allenatori capaci di fronteggiare ogni situazione: sicurezza sul lavoro, nuove regole per la riapertura, linee guida igienico-sanitarie, covid manager, sport e covid-19 e molto altro. Oltre a questo, saranno a disposizione dei comitati territoriali anche consulenti pronti a fornire tutte le informazioni, delucidazioni e servizi per una ripartenza in totale sicurezza.

In ultimo, c’è all’interno di Safe Sport® un’area dedicata alle attività pratiche che sarà suddivisa in tre azioni specifiche tra le quali scegliere:

  • Safe Sport Play: dedicato agli amanti degli sport di squadra che potranno, in versione alternativa, continuare a divertirsi, allenarsi e mantenersi in forma, in attesa della ripresa delle regolari attività. Un modo in più per potenziare l’attacco o la difesa, per rinforzare un gesto tecnico e migliorare l’azione.
  • Safe Sport Summer: perché i giorni d’estate sono alle porte, il caldo si fa sentire e dopo tre mesi di reclusione la voglia di aria aperta, di verde e di sole è tanta. Serve farlo in sicurezza, però e, soprattutto, serve farlo insieme agli altri. Qualche regola di base nuova e adattata ai tempi correnti, una grande iniezione di positività e tante idee da sviluppare per i nuovi operatori di centri estivi.
  • Safe Sport Urban: chi l’ha detto che restare in città significa annoiarsi? Ci sono decine, centinaia di opportunità offerte da ogni zona di questa bella Italia: parchi, piazze, vie, viali alberati, borghi, monti, valli, spiagge e altopiani… Ogni spazio può diventare un’arena sportiva. Come? Ce lo spiegheranno i comitati territoriali che, questi spazi, li vivono ogni giorno.

Le notizie relative al progetto saranno sempre aggiornate sul sito www.csi-net.it. L’indirizzo www.safe-sport.it sarà invece lo spazio dedicato al progetto Safe Sport® che verrà costantemente aggiornato per essere sempre più fruibile: solo per un primo periodo, tramite un form di registrazione, sarà possibile mostrare il proprio interesse ed essere contattati per ricevere maggiori informazioni e materiali. Quindi, a regime, si trasformerà in un portale estremamente funzionale che saprà garantire un’esperienza di navigazione coinvolgente e stimolante. Nonostante l’assoluta disponibilità e reperibilità del materiale tecnico informativo, è importante rinnovare la necessità, per tutti i Comitati territoriali e le Associazioni affiliate al CSI, di prestare attenzione alle disposizioni delle istituzioni regionali e locali, differenti per ciascuna di queste e per ciascuna delle attività proposte.

Safe Sport® è un atto di coraggio e di responsabilità che ciascun dirigente sportivo e volontario deve accogliere, insieme alla Presidenza Nazionale, per ripartire insieme e tornare a crescere, più forti di prima.

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<![CDATA[ Corso online per progettisti sociali attraverso lo sport ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4454 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4454

Appuntamenti in FAD (formazione a distanza) dal 12 giugno al 20 luglio 2020. Iscrizioni obbligatorie ]]>

Appuntamenti in FAD (formazione a distanza) dal 12 giugno al 20 luglio 2020. Iscrizioni obbligatorie

Il Centro Sportivo Italiano negli scorsi mesi ha avviato una collaborazione con APIS (Associazione nazionale progettisti sociali) al fine di promuovere la prima edizione del corso per progettisti sociali attraverso lo sport.
Il corso, inizialmente rinviato a causa dell’emergenza sanitaria e delle conseguenti misure di contenimento adottate dal Governo, è stato riformulato per essere fruito a distanza.

Il corso, che verrà attivato con un minimo di 10 iscritti, si articolerà in una serie di appuntamenti in FAD, che si svolgeranno dal 12 giugno al 20 luglio 2020.

L’iscrizione al corso è obbligatoria e dovrà essere effettuata esclusivamente on line, al presente link, entro il prossimo 4 giugno.

Coloro che avessero già effettuato l’iscrizione al corso nella sua formulazione originaria, dovranno procedere ad una nuova iscrizione

Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

In allegato troverete il programma del corso e le relative note organizzative e amministrative.

Per informazioni e/o ulteriori esigenze rivolgersi alla segreteria organizzativa dell’evento ai seguenti contatti:

Alessia Fusillo e Valentina Serafini

Telefono 06.68404560

Mail: progetti@csi-net.it

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<![CDATA[ Un, due, Tre…CSIamo ]]> http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4453 http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4453

L’Ufficio giuridico-fiscale del CSI, in questa sezione FAQ, risponde alle domande più frequenti dal territorio associativo in merito al Terzo Settore. La pagina è in continuo aggiornamento. Per domande, informazioni o suggerimenti scrivere a fiscale@csi-net.it - giuridico@csi-net.it ]]>

L’Ufficio giuridico-fiscale del CSI, in questa sezione FAQ, risponde alle domande più frequenti dal territorio associativo in merito al Terzo Settore. La pagina è in continuo aggiornamento. Per domande, informazioni o suggerimenti scrivere a fiscale@csi-net.it - giuridico@csi-net.it

1) Si parla tanto di Terzo Settore. Ma quale sarebbero, in sintesi, i benefici per un circolo culturale, ricreativo o sportivo nel costituirsi o, eventualmente, trasformarsi in Ente del terzo Settore (ETS)?
Il principale vantaggio gestionale consiste nel poter svolgere - con un unico ente associativo - tutte le attività di consolidato interesse del nostro circuito (sportive, culturali, ricreative, formative, sociali, assistenziali turistiche, ecc.) beneficiando delle agevolazioni previste dal Codice del Terzo Settore che, come vedremo, sono, in molti casi, analoghe o persino più interessanti rispetto a quelle previste dalla normativa tradizionale. “Un unico soggetto al posto di tanti”, consentirà di evitare sprechi di risorse e duplicazione di adempimenti (assemblee, direttivi, bilanci, elezioni, ecc.) senza rinunciare, per questo, agli indispensabili benefici fiscali e normativi.

2) Perché non è già così? Una ASD, ad esempio, non può svolgere anche attività culturali o ricreative, oltre a quelle più propriamente sportive?
Può farlo certamente, ma rinunciando ad avvalersi, per esse, delle agevolazioni fiscali: con l’avvento del registro CONI 2.0 e la pubblicazione della circolare Agenzia delle Entrate 18 e del 2018, l’attività istituzionale agevolata delle ASD e SSD è stata ristretta alle sole discipline sportive riconosciute dal CONI nelle delibere 1568 e 1569 del 2017. Pertanto, qualsiasi attività estranea a tali discipline non potrà avvantaggiarsi dei profili di detassazione previsti dall’art. 148 c. 3 del TUIR. Nè del regime agevolato forfettario previsto dalla legge 398 del 1991, a meno che tali iniziative siano oggettivamente inquadrabili come attività “connesse”, ossia strettamente al servizio di quelle sportive istituzionali. Pertanto, la ASD che si espone nell’esplorare nuove finalità e nuovi campo di azione, rischia di dover applicare ai relativi proventi, il regime fiscale ordinario previsto per le imprese, con i relativi adempimenti contabili e dichiarativi.

3) Qualche esempio pratico?
Un centro estivo: per le ASD i proventi derivanti dalla iscrizione dei soci/tesserati potranno essere defiscalizzati alla sola condizione che tale iniziativa sia inquadrabile come evento sportivo o formativo in una o più discipline statutarie riconosciute dal CONI. Al contrario, se il “camp” ha una finalità prevalentemente o esclusivamente ludica, motoria, ricreativa esso costituirà attività commerciale, gestibile con il ricorso al regime forfettario, solo se è dimostrabile una connessione con le finalità primarie sportive. Altrimenti, come sopra precisato, si dovrà far ricorso a modalità ordinarie di contabilità, dichiarazione e versamento delle imposte. Stessa evidenza per altre attività come la gestione del punto ristoro a fini meramente ricreativi, eventi di musica dal vivo, sagre culturali, ecc.

4) Sarebbe a dire, quindi, che la ASD non è più un modello organizzativo efficiente per le attività sportive?
No. ASD e SSD restano il modello elettivo per la gestione delle attività sportive dilettantistiche, ma solo per quelle. E’ appena il caso di rammentare che persino gli sport emergenti, ossia non codificati come disciplina riconosciuta dal CONI, sono considerati attività commerciale “non connessa” per le ASD. Alla luce della normativa vigente possiamo affermare che la ASD perde efficacia gestionale tutte le volte che la sua attività travalica i confini delle discipline riconosciute dal CONI, a prescindere da ogni ulteriore considerazione di merito sull’utilità sociale e sull’importanza collettiva degli interventi posti in essere. Ciò a causa delle possibili complicazioni contabili e fiscali innescate dallo svolgimento di attività ultronee.

5) In questo quadro così complesso, quale aiuto perviene dal Codice del Terzo Settore?
L’art. 5 del D.Lgs 117 del 2017, istitutivo della riforma, annovera, tra le attività di interesse generale che l’ETS può svolgere, a livello statutario, oltre allo sport dilettantistico nella sua accezione più generale e onnicomprensiva, anche arte e cultura, svago, didattica e formazione, lotta alla dispersione scolastica, turismo sociale, tutela del territorio, solo per fare alcuni esempi familiari al circuito CSI. Un ETS, può costituirsi, quindi, per svolgere una o più di queste materie, senza restrizioni o limiti che non siano quelle dell’assenza di finalità di lucro e della volontà di aiutare il prossimo. Il modo migliore di approcciare la riforma del Terzo Settore è leggere l’art. 5 del decreto: una finestra sulle grandi possibilità del privato sociale.

6) Sempre in tema sportivo, dunque, se un ETS elegge a materia di intervento lo sport dilettantistico non dovrà solo e necessariamente limitarsi alle discipline riconosciute dal CONI?
Assolutamente no. Il Codice del Terzo Settore, a differenza della normativa sul Registro CONI, lascia libero l’ETS di interpretare lo sport come materia in movimento. Come evoluzione di discipline tradizionali e creazione di nuove discipline o sport emergenti. La coabitazione statutaria tra sport, cultura, divertimento, prevista dall’art. 5, consente di abbattere lo steccato tra gioco e competizione, lasciando spazio anche a nuove modalità di gara o performance come quelle esprimibili a distanza, con l’ausilio di dispositivi elettronici o nella forma del videogame. Solo per fare alcuni esempi.

7) Continuiamo con gli esempi. In cosa si differenzia la gestione di un punto ristoro per un ETS rispetto a quella di una ASD?
Certamente nelle finalità di base che ne giustificano l’apertura e la gestione. Nella ASD esso deve porsi al “servizio” pressoché esclusivo dell’attività sportiva in un rapporto che potremmo definire “ancillare”. Nel senso che il baretto associativo deve collocarsi negli immediati pressi degli impianti sportivi e fare servizio, in buona sostanza, durante gare ed allenamenti. Un utilizzo ulteriore rispetto a queste regole di ingaggio, rischia di precipitare la ASD nella gestione commerciale “pura “di cui si è parlato nelle FAQ precedenti. In un ETS che contempli più finalità di cui all’art. 5 del decreto, il baretto servirà, invece, ciascuno di tali scopi, conformandosi ad essi. Pertanto la somministrazione sarà possibile anche durante eventi artistici, culturali, di promozione del territorio, a servizio del turismo sociale o delle attività educative e formative. Sul piano sanitario ed amministrativo, invece nessuna differenza. L’accesso sarà sempre riservato ai soli tesserati dell’ente nazionale di appartenenza.

8) Ma l’ampiezza delle materie e il moltiplicarsi delle possibilità non rischiano di spalancare ulteriormente le porte del privato sociale a opportunisti ed evasori?
E’ un rischio immanente ad ogni attività potenzialmente destinataria di benefici fiscali. Tuttavia sarebbe un errore grossolano pensare che il Terzo Settore costituisca un fortino sguarnito di difesa nei confronti di evasori ed elusori. Tralasciando al momento il tema dei controlli, va osservato, infatti che lo svolgimento delle attività di cui all’art. 5 è ammesso solo a condizione che sia:
a) privo di finalità di lucro, basato prevalentemente sul volontariato;
b) esercitato secondo le modalità di partecipazione democratica previste dal CTS;
c) vincolato al perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
Soprattutto l’ultimo punto costituisce una novità di rilievo, poiché impone una valenza sociale all’operato degli ETS che può essere in vari modi verificata e misurata attraverso indicatori di impatto e che avvicina gli ETS alle ONLUS del precedente sistema normativo.

9) In concreto: che significa svolgere una attività di tipo culturale o sportivo secondo “finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”?
Significa che esse sono al servizio reale e tangibile della collettività di riferimento dell’associazione (la città, il borgo, il quartiere, la comunità parrocchiale, ecc.) anche oltre e al di là del rapporto associativo che collega il sodalizio ai suoi soli iscritti. L’ETS è concepito, dal D.Lgs 117, come una longa manus privata nel mondo dei bisogni e dei servizi collettivi: a fianco dello stato e degli altri enti territoriali. L’utilità sociale si misura in termini di concreto ausilio alla soluzione di questi problemi, non tanto e non solo con riferimento a chi può permettersi un consumo personale, a proprie spese, di sport, arte, cultura, divertimento, poiché un approccio di questo tipo è caratteristico del mercato. L’attenzione, invece, va rivolta a tutte le categorie che condividono qualche forma di disagio: fisico, mentale ma anche economico. Con un approccio volto a superare le differenze che, nei fatti, discriminano le singole persone e i gruppi, impedendo a taluni l’accesso a beni e servizi meritevoli.

10) Lo statuto degli ETS deve rispecchiare tale approccio?
Si, per gli ETS sono previsti, come per tutte le associazioni degli “statuti tipo”. Tuttavia questi non potranno essere compilati solo con riferimento ai pochi dati essenziali del sodalizio, come spesso si fa per altre tipologie di associazione. Il registro unico del Terzo Settore, richiede che l’ETS candidato al riconoscimento, espliciti e specifichi, materia per materia, le finalità perseguite, le attività concretamente deputate e le modalità di gestione delle stesse, con riferimento effettivo alla vocazione sociale e di utilità collettiva.

11) Ancora una volta chiediamo qualche esempio di pratica applicazione
Si pensi alle attività di recupero scolastico. Un bambino che - proveniente da famiglia in difficoltà economica - ne avesse necessità, dovrebbe poter ottenere dall’ETS un servizio di qualità a tariffe inferiori a quelle di mercato. Altrimenti non avremmo bisogno della promozione sociale. Altro caso: in un piccolo borgo soggetto a fenomeni di progressivo spopolamento e invecchiamento, la nascita di un centro culturale con annesso baretto associativo, locali per la musica dal vivo e altre manifestazioni può fare la differenza. Non è la stessa cosa se il sodalizio ubica le proprie attività nel centro storico di una città ad alto reddito pro-capite, ricco di offerte culturali e di svago. Sono solo esempi per chiarire cosa significa svolgere un’attività secondo modelli di utilità sociale, solidarietà, coscienza civica.

12) Il Codice del Terzo Settore annovera molti modelli organizzativi al suo interno: fondazioni, associazioni, cooperazione, volontariato, promozione sociale. Quale schema si adatta meglio alla vocazione e alle esigenze del circuito associativo CSI?
E’ questo un punto su cui esiste un fondamentale accordo tra esperti e base associativa: il modello preferibile – alternativo a quello delle ASD , che resta lo schema di elezione per il comparto sportivo - è quello delle associazioni di promozione sociale (APS). Il CTS le definisce come associazioni che svolgono attività di interesse generale a beneficio dei propri iscritti o di terzi avvalendosi prevalentemente del volontariato dei propri associati. Come vedremo successivamente, la struttura dei benefici fiscali e normativi concessi a questa tipologia di enti è molto vantaggiosa e per vari aspetti già familiare alle associazioni sportive e culturali.

13) Perché nelle APS è posta così enfasi sull’apporto volontario degli associati?
Perché il perseguimento di finalità sociali e solidaristiche necessita di un approccio donativo: non sarebbe possibile praticare tariffe realmente inclusive per i servizi istituzionali delle APS se tutte le risorse coinvolte venissero pagate. Ciò non significa che le APS non possano avvalersi di personale dipendente o lavoratori autonomi ma ci sono dei limiti: il numero dei lavoratori non può superare il 50% dei volontari o il 5% degli associati. Così se abbiamo 10 volontari potremo occupare anche 5 tra dipendenti e autonomi pagati. Oppure se abbiamo 200 soci soci, impiegarne 10.

14) In sintesi, quali sono gli step necessari per costituire una APS ?
- già in sede di costituzione, essa deve avere una base sociale composta da non meno di sette soci persone fisiche o tre Associazioni di Promozione Sociale. Tali limiti debbono essere rispettati anche successivamente, durante la vita del sodalizio;
- la APS può ammettere come soci anche altri Enti del Terzo Settore o senza scopo di lucro ma questi non devono superare il 50% delle Associazioni di Promozione Sociale affiliate;
- L’APS può costituirsi a mezzo di atto costitutivo e statuto registrato presso l’Ade, scrittura privata autenticata o per atto pubblico notarile. Non è ammessa la costituzione di fatto o tramite atti non registrati. Atto costitutivo e statuto debbono essere conformi alle disposizioni previste, per tutti gli ETS, dal D.Lgs 117 del 2017;
- dopo la costituzione, per accedere allo status di APS, il sodalizio deve iscriversi nel Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS) che, tuttavia, al momento non è ancora stato definitivamente istituito;
- in attesa dell’istituzione del RUNTS, le neonate associazioni di promozione sociale possono, però, affiliarsi al CSI e far domanda di riconoscimento automatico come APS ai sensi della legge 383 del 2000. Allorquando verrà attivato il RUNTS, le associazioni riconosciute dal CSI trasmigreranno automaticamente nel nuovo registro nazionale;
- in alternativa esse possono chiedere il riconoscimento come APS nella Regione di appartenenza, con un iter tuttavia, più complesso rispetto a quello c.d. “ automatico” previsto in caso di affiliazione ad una APS nazionale come il CSI
- solo successivamente all’iscrizione nel RUNTS, le APS potranno beneficiare delle principali agevolazioni fiscali e normative previste dal Codice del Terzo Settore.

15) E quali, invece, per trasformare una associazione già esistente in una APS?
Rispetto al programma esposto nella precedente FAQ, non è necessaria, ovviamente, la costituzione perché l’ente associativo già esiste. Occorrerà in ogni caso rispettare il limite di almeno 7 soci persone fisiche o 3 APS associate. Il sodalizio dovrà approvare in assemblea straordinaria uno statuto conforme e registrarlo presso l’Ade. Come al punto precedente, seguono: affiliazione al CSI, riconoscimento automatico e trasmigrazione automatica nel RUNTS.

16) Una associazione già iscritta, in tempi passati, nel registro APS, e che desidera trasmigrare, a tempo debito, nel RUNTS, cosa deve fare?
Deve solo adeguare, se necessario, il proprio statuto alla nuova disciplina dettata dal D.Lgs 117 del 2017. Essendo già nel registro APS, trasmigrerà, infatti, nel RUNTS quando quest’ultimo sarà attivo.

17) Quanto tempo occorre al CSI per effettuare il riconoscimento automatico di una propria APS affiliata?
I tempi cambiano a seconda che si tratti di una associazione di nuova costituzione oppure di una già esistente. In ambedue i casi il CSI svolge celermente il compito assegnatogli in base alla vecchia legge 383 del 2000, ovvero certificare la rispondenza dello statuto alle norme in materia (o, in caso contrario, indicare all’associazione le specifiche modifiche da apportare a tal fine). Dopo la certificazione, spetta al Ministero del Lavoro, invece, provvedere, con proprio decreto direttoriale all’iscrizione del circolo nel registro APS. E qui sussistono due distinte tempistiche:
a) per le associazioni già costituite, occorrono da un minimo di 30 a un massimo di 60 giorni. Decorrenti da quando il CSI trasmette al Ministero la lista delle APS da iscrivere a registro;
b) per le associazioni di nuova costituzione occorre, invece, un anno. Perché il diritto all’iscrizione nel registro APS sorge trascorsi almeno dodici mesi dalla costituzione del sodalizio.

18) Perché affrettarsi negli adeguamenti se il RUNTS non è stato nemmeno istituito? Da quando decorrono i benefici previsti dal CTS e quale è il regime nel frattempo applicabile all’associazione?
Questa è una domanda molto importante che esige una risposta più articolata: tranne alcune agevolazioni (esenzioni imposta di bollo e registro, ad esempio) che sono già applicabili alle “vecchie” APS, iscritte nei registri nazionale e regionali, la maggior parte dei benefici sarà accordato alle “nuove” APS e, in genere, a tutti gli ETS, dopo l’iscrizione nel RUNTS. In particolare, i nuovi regimi fiscali, di cui parleremo più oltre, divengono applicabili nell’anno successivo di imposta a quello di iscrizione nel RUNTS. Pertanto, se l’iscrizione dell’associazione nel RUNTS avviene nel 2021, i relativi benefici saranno godibili a decorrere dall’anno di imposta 2022. Stesso dicasi per gli adempimenti specifici previsti dal CTS. Nel frattempo, le associazioni che si sono candidate all’iscrizione nel RUNTS, continuano semplicemente ad applicare la tradizionale normativa fiscale: la detassazione dei corrispettivi istituzionali ex art. 148 c. 3 del TUIR e il regime forfettario legge 398 del 1991, se gestiscono anche attività commerciali. Questo odierno è dunque un “buon momento” non per affrettarsi ma, piuttosto, per curare, con calma, gli adempimenti di costituzione o di adeguamento degli statuti al nuovo regime APS.

19) Dopo la istituzione del RUNTS, i circoli culturali e le ASD che non si adegueranno alle norme imposte dal CTS, potranno continuare a beneficiare delle tradizionali agevolazioni fiscali?
Le ASD iscritte nel registro del CONI, si. I circoli e le associazioni culturali no: per questi ultimi l’adesione al Terzo Settore è, nei fatti, una via a senso unico. Esse non potranno più beneficiare dell’art 148. c. 3 del TUIR né della legge 398 per la gestione delle attività commerciali e l’unico percorso per recuperare benefici similari è proprio l’iscrizione nel RUNTS in qualità di APS.

20) Se a seguito della istituzione del RUNTS, un’associazione può provvedere da sola ad iscriversi nel RUNTS, in cosa consisterebbe il beneficio di iscriversi al CSI?
Nell’intanto, il beneficio è quello di avvalersi del riconoscimento automatico come APS, ai sensi della vecchia normativa l. 383 del 2000, che consentirà all’associazione di trasmigrare automaticamente nel RUNTS allorquando esso sarà costituito. Il CSI, inoltre, fornisce già adesso e fornirà sempre alle APS proprie affiliate la consulenza giuridico-fiscale gratuita per la gestione dei sodalizi, la necessaria copertura assicurativa per i soci e per i volontari, in conformità a quanto richiesto dal CTS e i programmi di attività sociale, culturale, sportiva, ricreativa rispondenti ai criteri di utilità sociale e solidarietà in linea con i principi della Riforma.

21) Alcuni enti nazionali sostengono che tramite la loro affiliazione, le associazioni possono iscriversi nel RUNTS senza fare alcunché. Corrisponde al vero?
No. Gli enti che sono APS nazionali come il CSI, possono, al più, offrire alle proprie associate ciò che già offre il CSI ma non oltre. Gli adeguamenti statutari al CTS, ad esempio, ove necessari sono a carico dell’associazione richiedente. Pertanto, se quest’ultima non ottempera, non potrà iscriversi nel RUNTS o ne sarà successivamente estromessa. Non corrisponde assolutamente al vero che sia sufficiente essere affiliati a una qualsiasi APS nazionale per ottenere, a cascata, l’iscrizione nel RUNTS.

22) Una ASD può iscriversi sia nel registro CONI che nel RUNTS, in qualità di APS?
Questa domanda è stata oggetto di ampio dibattito negli ultimi due anni. Studiosi della materia, come il prof. Fici dell’Università di Bologna, hanno risposto positivamente al quesito sulla base di una semplice ed efficace considerazione: la legge non esclude la doppia iscrizione ma impone una scelta netta sui regimi fiscali. Pertanto, iscrivendosi al RUNTS, una ASD perde la possibilità di applicare l’art. 148 c. 3 del TUIR e la 398/91 , ma acquista i regimi similari previsti per le APS che, a determinate condizioni, potrebbero risultare persino più vantaggiosi per il sodalizio. Il punto di vista del prof. Fici è stato inoltre confermato anche dal Prof. Sepio in occasione della diretta #SFactor organizzata dal CSI nel mese di aprile 2020. Dunque rispondiamo si, è possibile.

23) Conviene ad una ASD iscriversi in entrambi i registri CONI e RUNTS?
A determinate condizioni conviene senz’altro. Iscrivendosi anche nel RUNTS, una ASD può ampliare la sfera delle proprie attività istituzionali, svolgendo, ad esempio, anche attività culturale, ricreativa oppure quegli sport emergenti che, allo stato attuale, non trovano riconoscimento nel registro CONI. Restando iscritta in quest’ultimo, però, la ASD potrà continuare a beneficiare anche delle specifiche agevolazioni previste per lo sport dilettantistico: ad esempio i compensi agevolati fino a 10.000 euro annui previsti dall’art. 67 c. 1 lett. m) TUIR. Ma attenzione: i benefici dell’iscrizione nel registro CONI sono sempre limitati alle discipline sportive riconosciute dal supremo ente sportivo e non si estendono mai alle attività culturali e ricreative.

24) Qualche esempio pratico potrà chiarirci le idee...
Immaginate un oratorio: una ASD impegnata da anni nell’organizzazione di corsi di calcio e nella partecipazione ai relativi campionati. Bene: il calcio è l’attività istituzionale sportiva. Se la ASD intende continuare a fruire dei compensi sportivi dilettantistici per i propri istruttori e allenatori in tale disciplina, dovrà mantenere l’iscrizione nel registro CONI. Se, però, desidera anche utilizzare la sala teatro parrocchiale affinché le “nuove promesse” possano seguire dei corsi di recitazione, mettere in scena un’opera come il Macbeth, suonare “live” la nuova musica emergente, partecipare a un Caffè Letterario gustando una bevanda e tante amenità simili… allora ecco che diventa interessante anche iscriversi nel RUNTS, come indicato nelle precedenti FAQ. Il tutto semplicemente trasformando la ASD in un ente più dotato dal punto di vista della progettualità: la APSSD: Associazione di Promozione Sociale Sportiva Dilettantistica.

25) Quindi non siamo costretti a scegliere tra ASD e APS: c’è anche una terza via, la APSSD?
Esatto, un modello associativo il cui statuto e la cui attività consentono di iscriversi sia nel registro CONI sia nel RUNTS, beneficiando, seppur con precisi limiti, dei vantaggi dell’una e dell’altra appartenenza.

26) Conosciamo i benefici fiscali e normativi previsti per le ASD. Cosa offre, invece, il Terzo settore?
Cominciamo con le tradizionali agevolazioni in materia di imposte dirette ed indirette. A regime, una associazione iscritta nel RUNTS - in qualità di APS - perderà l’art. 148 c. 3 del TUIR riacquistando, tuttavia, la medesima agevolazione nella forma prevista dall’art. 79 CTS: ai fini IRES per “le attività svolte dalle associazioni di promozione sociale in diretta attuazione degli scopi istituzionali effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti dei propri associati e dei familiari conviventi degli stessi, ovvero degli associati di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, nonché nei confronti di enti composti in misura non inferiore al settanta percento da enti del Terzo settore ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera m)” . Dal punto di vista IVA, invece, resta immutata la disposizione di cui all’art. 4 comma 4 del DPR 633 del 1972 che esclude dal tributo i corrispettivi istituzionali delle APS.

27) In buona sostanza cambia poco o nulla
Esatto. Anche se vi sono alcune differenze con l’art. 148 che meritano di essere evidenziate. Per le APS, l’art. 79 CTS prevede espressamente la parificazione tra associati e familiari conviventi che consente di includere anche i parenti del socio tra i beneficiari della defiscalizzazione. Sparisce invece la menzione relativa ai “tesserati” delle altre associazioni affiliate all’ente nazionale. Questi ultimi potranno continuare a godere del vantaggio fiscale ma solo a condizione di essere anche “associati” ad altri sodalizi e non solo meri “tesserati”.

28) E per le attività commerciali?
L’iscrizione nel RUNTS in qualità di APS, comporta la cessazione del regime forfettario legge 398 del 1991. Le APS potranno, tuttavia, beneficiare di un regime alternativo previsto dall’art. 86 del CTS. Esso prevede, che fino ad un plafond annuale massimo di 130.000 euro di ricavi, la APS calcoli l’imponibile ai fini IRES nella misura del 3% del volume di affari commerciale. Per esemplificare: se la APS ottiene un volume di ricavi commerciali di 50.000 euro, calcolerà l’imponibile nella misura del 3%, pari a 1500 euro, e su tale ammontare verserà l’IRES nella misura del 24 %, pari a 360 euro.
Rispetto alla 398 (che può vantare un meccanismo similare di calcolo con un ben più elevato limite annuale: 400.000 euro) il beneficio è, però, soprattutto sul versante iva.
Infatti il regime di cui all’art. 86 prevede la generale esclusione da IVA sui proventi, laddove la 398 esige invece il versamento del 50% del tributo, senza, peraltro, consentire alcuna detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti. Gli enti di promozione sociale non dovranno, quindi, scomputare l’IVA dai ricavi commerciali, e questo risulterà certamente vantaggioso in tutte le prestazioni e cessione rivolte a privati cittadini, istituzioni ed enti pubblici ed altre associazioni. Per i soggetti, cioè, che non detraggono l’iva. Ad esempio, se un istituto scolastico pubblico commissiona ad una APS un servizio di istruzione sportiva dell’ammontare annuale di 50.000 euro (per restare nell’esempio numerico poc’anzi delineato) l’associazione di promozione sociale incasserà, al netto dell’IRES, 49.640 euro. Una ASD in regime 398, al contrario, dovrebbe prima scomputare l’IVA 22% sul corrispettivo (pari a circa 9.016 euro) per versarne poi il 50% all’erario (con una riduzione secca di 4508 euro circa.

29) Vi sono altre agevolazioni fiscali di rilievo a beneficio delle APS iscritte nel RUNTS?
Ve ne sono molte in più rispetto a quelle di cui può beneficiare una ASD iscritta nel registro CONI, ma anche altre similari che si sovrappongono. Le APS, come le ASD, si avvalgono della generale esenzione da imposta di bollo. Ma le prime, diversamente dalle seconde, possono fruire anche dell’esenzione da imposta di registro qualora debbano adeguare gli statuti a modifiche o integrazioni normative. Il che vuol dire, in buona sostanza, poter adeguare lo statuto a costo zero, se necessario. La APS potrà beneficiare dell’esenzione da IMU sull’immobile di proprietà destinato esclusivamente allo svolgimento, con modalità non commerciali, delle attività istituzionali.
Il beneficio differenziale tra i due sistemi è ancor più evidente se si guarda al versante delle erogazioni liberali. Quelle, in denaro o in natura, in favore delle APS sono detraibili dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche per il 30% fino ad un importo non
superiore a 30.000€ per ciascun periodo d’imposta. Ovvero sono deducibili dal reddito netto complessivo di persone fisiche, enti e società nei limiti del 10% del reddito complessivo dichiarato.
Una norma agevolativa di questa portata non esiste per le ASD. A meno che esse non optino per l’iscrizione nel RUNTS, ovviamente.

30) In cosa consistono le agevolazioni normative (a carattere non fiscale) per le APS?
Si tratta di un complesso di norme che il CTS ha incluso allo scopo di non limitare i vantaggi differenziali della promozione sociale alla sola “leva” tributaria. Va rammentato, infatti, che nella visione complessiva del Legislatore, gli ETS - e dunque anche le APS - sono il braccio destro della politica dei servizi sociali. Di qui la necessità di non ridurre il tutto a una mera faccenda di tasse, per quanto importanti esse siano. Pertanto, gli enti di promozione sociale iscritti al RUNTS, potranno acquisire automaticamente la personalità giuridica, previa assistenza di un notaio e con un patrimonio minimo di 15.000 euro. Potranno accreditarsi con la Pubblica Amministrazione per lo svolgimento in convenzione di attività o servizi sociali di interesse generale. Ed ancora, partecipare alle iniziative promosse da Stato, Regioni e Province autonome per accedere ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo. Il tutto avvalendosi dell’apporto prevalente dei volontari che nel sistema delle APS non corrisponde solo ad una mera eventualità gestionale, ma anzi ne costituisce l’asse portante anche sotto il profilo della legittima costituzione e funzionamento.

31) La legge 383 del 2000 prevedeva la possibilità per le APS di svolgere le proprie attività in immobili dotati delle più diverse destinazioni d’uso. Cosa dice in proposito il CTS?
Per le nuove APS è prevista la possibilità di svolgere le relative attività istituzionali, purché non di tipo produttivo, in immobili dotati di tutte le destinazioni d’uso omogenee previste del Ministero dei lavori pubblici 2 aprile 1968 n. 1444 e simili, indipendentemente dalla destinazione urbanistica. Beneficio quindi confermato.

32) Le APS possono ottenere beni mobili ed immobili in comodato dalle Pubbliche Amministrazioni?
Si, il CTS prevede espressamente che lo Stato, le Regioni e Province autonome e gli Enti locali possono concedere in comodato beni mobili ed immobili di loro proprietà, non utilizzati per fini istituzionali, agli ETS, incluse le APS, per lo svolgimento delle loro attività istituzionali, per una durata massima di trent’anni. A carico della APS l’onere di manutenzione dei beni concessi.

33) Fin qui i benefici. Ma ci sono anche adempimenti e regole burocratiche da rispettare. Secondo molti esperti la gestione di una APS è decisamente più complicata rispetto a quella di una ASD o di un circolo culturale.
La sensazione che una APS sia sempre più difficile o costosa da gestire rispetto ad altri modelli associativi è erronea e corrisponde ad una generalizzazione priva di fondamento. Il CTS, infatti, è stato progettato in modo da imporre oneri crescenti di gestione e amministrazione, in rapporto alla scala dell’ente iscritto. Più grande è l’associazione, maggiori sono le risorse umane e finanziarie impegnate e più grande sarà l’impegno amministrativo richiesto. Tutto ciò appare naturale e comprensibile e vale in ogni settore economico. La domanda è se per le APS di ridotta entità sussistano agevolazioni contabili e amministrative compatibili con le limitate risorse del sodalizio. E a questa domanda possiamo rispondere affermativamente.

34) Pertanto, quali esoneri e riduzioni sono previste per le piccole APS?
- L’art. 13 del CTS prevede che gli enti con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori a 220.000,00 euro può redarre il bilancio nella forma del rendiconto per cassa. Un rendiconto, dunque, non ancorato al principio di competenza e senza l’obbligo di esporre i dati relativi alle attività e passività nella forma dello stato patrimoniale. In concreto significa che le piccole APS (in realtà nemmeno tanto piccole) potranno redigere il bilancio con le stesse modalità contabili previste per le ASD o i circoli culturali
- L’art. 30 del CTS stabilisce la nomina obbligatoria dell’organo di controllo (sostanzialmente uno o più consulenti abilitati alla verifica continua del legittimo operato dell’ente) solo quando siano superati per due esercizi consecutivi due dei seguenti limiti:
a) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 110.000,00 euro;
b) ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate: 220.000,00 euro;
c) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 5 unita'.
A norma dell’art 30 del CTS, già citato, l’obbligo di nomina di un revisore legale dei conti o una società di revisione iscritti nell’apposito registro, subentra solo quando risultano superati, per due esercizi consecutivi, due dei seguenti limiti:a) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 1.100.000 Euro; b) totale delle entrate comunque denominate (ricavi, rendite, proventi, erogazioni liberali, ecc.): 2.200.000 Euro.
Pertanto, una APS che mantenga le proprie entrate annuali al di sotto dei 220.000 euro, conserva una gestione amministrativa agevole complessivamente paragonabile a quella di una ASD delle medesime dimensioni.

35) A giudicare dalle risposte fin qui fornite, sembrerebbe che a tutte le ASD convenga sempre e comunque iscriversi anche nel RUNTS. E’ vero?
No. Perché il regime fiscale e normativo delle ASD e SSD fornisce un ampio ventaglio di agevolazioni per tutti i sodalizi il cui impegno statutario consista prevalentemente o esclusivamente nella promozione delle discipline sportive riconosciute dal CONI. Il punto è che per molti sodalizi, queste discipline non sono l’unica ragione associativa. L’ombrello del CONI non copre, ad esempio, i gruppi che promuovono le discipline sportive emergenti, né quelli che perseguono finalità di taglio più ampiamente sociale all’interno delle quali lo sport è uno strumento di aggregazione e crescita, ma non l’unico.

36) E’ possibile tracciare l’identikit dell’associazione candidata all’iscrizione nel RUNTS?
Per le ASD, certamente quelle impegnate negli sport emergenti non riconosciuti dal CONI. Ma anche quelle che, oltre all’attività sportiva, si occupano quotidianamente di promuovere anche arte, cultura, assistenza, turismo sociale, recupero scolastico. Più cose svolge un sodalizio, più comoda e conveniente sarà l’entrata nel registro del Terzo Settore, in qualità di APS.
Ci sono anche alcuni aspetti di carattere più spiccatamente finanziario da considerare: una ASD che introita un volume importante di entrate commerciali “connesse” (es. da sponsorizzazioni sportive) non è avvantaggiata dal Terzo Settore, perché perderebbe la possibilità di gestire questo fatturato con la 398, il cui plafond annuale (400.000 euro) è ben più ampio di quello delle APS (130.000 euro). D’altro canto, se l’associazione ha un volume d’affari ridotto, prevalentemente rivolto a privati, associazioni, enti pubblici, il regime delle APS si rivela più vantaggioso in quanto consente alle parti di risparmiare l’imposta sul valore aggiunto.
L’identikit ideale è quindi un’associazione di piccole o medie dimensioni, impegnata nel sociale a 360 gradi, interessata a collaborare anche con enti pubblici e amministrazioni locali, il cui volume annuale di ricavi complessivi non supera i 220.000 euro.

37) E per i circoli culturali e ricreativi? Per chi promuove arte, musica?
Come già precisato, per i circoli culturali e ricreativi – diversamente dalle ASD che possono comunque optare per restare sotto l’ala esclusiva del registro CONI – quella del Terzo Settore è una scelta quasi obbligata. Non che sia illegale gestire queste attività al di fuori del CTS, ma allorquando il registro nazionale sarà attivo, tutte le agevolazioni fiscali saranno decurtate. A meno che tali enti non si trasformino in APS.

38) Tutto chiaro in teoria. Ma nella pratica come possiamo valutare, caso per caso, la fattibilità e la convenienza dell’iscrizione? Dove reperire i modelli di statuto e le altre informazioni necessarie?
Da oltre venti anni, il CSI mette a disposizione gratuitamente l’esperienza dei propri uffici ai circoli e alle associazioni affiliate. Potete valutare conformità e convenienza di ogni opzione discutendone liberamente insieme ai nostri esperti. Che vi forniranno un kit completo della modulistica necessaria, sino al completamento di tutto l’iter di riconoscimento.

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